Autore Enrico Ferrone

Ministeriale dello Spazio, Space19+: Serve veramente esserci? Il parere di un’altra testa pensante dello spazio: l’ingegner Leonardo Gagliardi di 2064OuterSpace. Il COMINT in questo momento “non ha sufficienti informazioni per poter dialogare con partner e controparti di lunga esperienza”
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“Se non vi sarà modo di evitare la riunione, il tema centrale sono gli ammontari che deciderà l’Italia”, “scegliere il valore minore, lascerebbe la disponibilità di 170 milioni di euro da utilizzare per programmi con gli USA”

Commissione UE: dalla Francia una dittatura dello spazio? La nomina del Commissario Sylvie Goulard a responsabile della nuova direzione generale dell’Industria, della Difesa e dello Spazio fa temere che Parigi eserciterà un potere sempre più dispotico sulle sorti della politica spaziale europea
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Riteniamo che alcune scelte elaborate tra la capitale francese e Berlino stiano portando l’Europa della tecnologia a un ruolo di assoluta subalternità rispetto alle principali potenze mondiali

Spazio europeo, Space19+: il pericolo è italiano Il parere di un guru dello spazio internazionale, Silvano Casini: chiedere una moratoria della Ministeriale di Siviglia, o evitarne la partecipazione italiana. Rischieremmo quattrini e autorevolezza
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“La mancanza da parte italiana di un quadro strategico indipendente, e quindi di una nostra volontà operativa autonoma, ha permesso al binomio Francia e Germania di impossessarsi della leadership della politica di ESA”

La perdita del Vega n.15 tra speculazioni e ignoranza La vicenda al centro di un ‘giallo’ diplomatico. Dietro ci potrebbe essere l’appuntamento di novembre dei Ministri europei responsabili delle attività spaziali a Siviglia per decidere il futuro dell’ESA, ovvero dell’Europa nel settore, business di circa 13 miliardi di euro
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Vi è l’obiettivo di scombussolare l’intero scenario politico europeo in campo spaziale? Una moratoria alla ministeriale che preveda un reindirizzo degli investimenti a affari consistenti potrebbe essere una soluzione decisiva per evitare rischiose concentrazioni di investimenti che alla fine favoriscono soltanto i Paesi con strutture politiche ed industriali più forti