domenica, Dicembre 8

Austria, si dimette il Cancelliere Faymann

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Scossone in Austria dopo la vittoria della destra xenofoba. Si è dimesso il Cancelliere Werner Faymann, che aveva dato il via libera al muro anti-migranti al Brennero ma che ha comunque perso le ultime votazioni (al ballottaggio il 22 maggio Norbert Hofer della Fpoe, vero trionfatore, e il candidato dei Verdi Alexander Van der Bellen). L’annuncio è arrivato durante una conferenza stampa, in cui il Cancelliere ha sottolineato anche che «avere la maggioranza (nel partito) non è abbastanza». Faymann era finito nel mirino di sindacati e dell’ala giovanile del suo partito (Spo) non solo per l’esito del voto ma anche per la linea dura adottata sulla questione migranti. «Questo governo ha bisogno di ripartire nuovamente con forza», ha detto Faymann. E difendendo comunque il suo operato, sulla crisi dei profughi Faymann ha detto: «È una grande sfida, che lo scorso anno abbiamo gestito assieme a Germania e Svezia, centinaia di migliaia di profughi sono arrivati in Austria, il 95% ha proseguito altrove. Sarebbe stato poco responsabile non mettere in campo misure nazionali, non perché siano migliori ma perché le richiede la realtà». Ad essere il cancelliere ad interim il vice-cancelliere del partito popolare Oevp, Reinhold Mitterlehner.

In Europa e specialmente in Italia si ritorna a parlare prepotentemente di migranti. Da metà maggio il Viminale si attende la prima grossa ondata e, anche se non si parla di cifre esatte, si pensa a quasi 200mila persone in arrivo, contro le quasi 154mila dello scorso anno e le 170mila del 2014. A lanciare l’allarme il ‘Washington Post’. E la situazione nei centri di accoglienza italiani è già dura: 113.360 i migranti ospitati al 6 maggio, un vero record. E la redistribuzione nella Ue dei migranti sbarcati in Italia e Grecia è ferma: solo 591 i ricollocati dall’Italia (dovrebbero essere in realtà 39.600 in due anni). Nel frattempo secondo il colonnello Manuel Navarrete, direttore del Centro europeo contro il Terrorismo, in una intervista al quotidiano ‘El Pais’, l’UE sta inviando agenti antiterrorismo nei campi profughi «in vari punti caldi di Grecia ed Italia». L’obiettivo è identificare combattenti jihadisti.

E proprio sulla questione migranti, nel giorno della Festa dell’Europa, è intervenuta l’Alto rappresentante Ue Federica Mogherini«Per la prima volta nella storia l’Ue deve fronteggiare una minaccia esistenziale che non viene dall’esterno ma dall’interno dei suoi confini». «La nostra Unione è a rischio quando si costruiscono muri invece di abbatterli, quando ci si comporta come europeisti part-time – capaci di chiedere aiuto ma non di offrirlo quando necessario». E dice: «Il meccanismo delle quote è l’unico modo per condividere la responsabilità nella gestione dei flussi migratori. C’è l’occasione per fare un salto di qualità nell’integrazione europea, che è complicato, ma anche l’unico modo per gestire il fenomeno, che non sparirà, perché le persone che scappano dalle guerre non possono essere fermate da muri. Non illudiamoci di poterli tenere fuori dalla porta».

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