martedì, Luglio 16

Austria: quel divorzio tra Kurz e i sovranisti che mette in guardia il PPE "Al di là poi degli effetti che questo caso potrebbe avere sugli equilibri all’interno di altri Paesi europei, è emblematico, invece, per gli equilibri del prossimo Parlamento UE"

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Sono giorni complicati per l’Austria, da venerdì, in piena crisi istituzionale. A scaturirla, a pochi giorni dalle elezioni europee del 26 Maggio (l’Austria dovrà eleggere i suoi 19 membri del Parlamento UE), un video pubblicato dai media tedeschi ‘Der Spiegel’ e ‘Sueddeutsche Zeitung’ che ritrae una una serata del luglio del 2017, in un appartamento ad Ibiza, avente come protagonista il sovranista Heinz Christian Strache, divenuto Vicecancelliere ministro del servizio civile e dello sport del governo Kurz dopo le elezioni politiche dell’autunno dello stesso anno dove ottiene il 26% dei consensi e 51 seggi. Il leader della FPO (Freiheitliche Partei Oesterreichs) dal 2005 appare seduto sul divano dell’appartamento davanti ad un tavolino con sopra alcune bottiglie di alcolici, mentre si intrattiene, alla presenza di Johann Gudenus, all’epoca vicesindaco di Vienna e fino a tre giorni fa capogruppo della FPOe in Parlamento, con una donna bionda, tal Aljona Makarowa, sedicente nipote di un ricco oligarca russo vicino al presidente russo Vladimir Putin, che rende noto di esser pronta ad investire ben 250 milioni di euro in Austria. Denaro che – viene chiarito dalla donna – dovrebbe essere nero che Strache rivela che consegnerà ad un’associazione in modo che non debba dichiarare la donazione alla Corte dei conti, come previsto dalla legge sul finanziamento dei partiti: «i donatori sborsano tra 500,000 e 2 milioni» a un’associazione – ipotizzano Strache e Gudenus – «E’ un’associazione benefica e non ha nulla a che fare con il partito. Essa non deve rendere conto al Rechnungshof (la Corte dei Conti austriaca)». In cambio del sostegno economico alla campagna elettorale, il leader dell’FPO promette futuri contratti statali nel caso in cui il suo partito entri a far parte del governo.
Durante l’incontro durato circa sei ore viene discusso anche come acquistare quote della Kronen Zeitung, il maggiore tabloid austriaco. Strache non fa mistero di voler boicottare Hans Peter Haselsteiner, imprenditore austriaco di 75 anni, da diversi anni trasferitosi a Bolzano dove vive in periferia nei pressi dell’ospedale ‘San Maurizio’  Heselsteiner è il patron del gruppo Strabag, multinazionale che si occupa della costruzione di grandi infrastrutture e di opere di edilizia pubblica molto impegnato proprio in Russia. Strache nel video rivolgendosi alla giovane Makarowa sostiene di voler «fondare una società come la Strabag» e, quando sarà al governo, di non voler «avere più nulla a che fare con Haselsteiner».
La Russia ha subito preso le distanze dallo scandalo. «Non posso valutare questo video, perché non riguarda né la Federazione Russa, né il presidente, né il governo», ha detto ai giornalisti il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov che ha proseguito: «Non sappiamo con certezza chi sia questa donna e se sia russa. Questa e’ una storia non ha e non può avere nulla a che fare con noi».
Tuttavia, se il portavoce della Corte, Christian Neuwirth, ha reagito facendo sapere in un tweet che chiederà «spiegazioni alla FPO» e Hannes Jarolim dell’SPO ha avvertito di voler presentare una denuncia contro Strache e Gudenus davanti alla procura per corruzione, grande indignazione è dilagata anche tra i cittadini austriaci che sabato sono scesi in piazza a Vienna contro il governo. «Immagini vergognose, che non rappresentano l’Austria e gli austriaci» le ha definite nel suo breve intervento dalla Hofburg a Vienna il Presidente della Repubblica, Alexander van der Bellen, spiegando come «la fiducia verso le istituzioni può essere ricostruita solo attraverso elezioni anticipate». «Il video ha distrutto la cooperazione nel governo e la reputazione dell’Austria è stata danneggiata. Il video e la reazione della FPOe sono stati scioccanti, c’e’ un falso rapporto con la politica che nella OeVP non esiste» ha rilanciato il leader dei popolari e Cancelliere Sebastian Kurz mentre, durante l’intervento nel quale ha comunicato le sue dimissioni dal Vicecancellierato e dalla leadership del partito, Strache ha parlato di «assassinio politico mirato» aggiungendo che «è stato uno stupido, irresponsabile, errore, tipico atteggiamento da macho alcolizzato». In 14 anni a capo della FPOe – ha sottolineato prima di scusarsi con la moglie Philippa – «ci sono stati molti tentativi di abbattermi dovendo sopportare un sacco di calunnie». «Noi troveremo le persone che stanno dietro questi video criminali e queste campagne sporche e dimostreremo la mia innocenza. Per questo io combatterò», ha scritto oggi in un post su Facebook l’ex capo dei sovranisti austriaci.
Ad assumere la guida dell’ FPO il vice di Strache, Norbert Hofer, 48 anni, ministro delle Infrastrutture e candidato alle presidenziali 2016 poi vinte dal verde Alexander van der Bellen. «Il video di Ibiza è imperdonabile» ha ammesso ieri in conferenza stampa Hofer riconoscendo che «il governo ha fatto molta strada in termini di deficit sociale e anche per quanto concerne l’immigrazione» e ringranziando «i ministri della OVP e sono immensamente dispiaciuto che questo grande progetto stia volgendo al termine». Quasi contemporaneamente, infatti, le dimissioni, volute da Kurz, del titolare sovranista degli Interni, Herbert Kickl, giunte dopo l’affermazione pronunciata dal ministro e giudicata negativamente dalla Cancelleria di nominare Goldgruber come direttore generale, avevano provocato l’addio in blocco di tutti i ministri esponenti dell’FPO, tranne la responsabile agli Esteri, Karin Kneissl, un’indipendente benché nominata dal partito di estrema destra.
Oggi, con il terzo colloquio tra il Cancelliere e il Presidente della Repubblica, il capo dello Stato ha acconsentito alle dimissioni dei ministri del FPO incaricando Kurz di sostituirli con dei ‘tecnici’. «Il governo di transizione deve durare fino alle elezioni anticipate», ha auspicato Van der Bellen, che ha più volte fatto appello al «senso di responsabilità» e alla disponibilità al «compromesso» di tutti i partiti per il mantenimento della stabilità. Solo una speranza? Forse, verrebbe da dire considerando che in queste ore si è appreso che, su decisione del presidente del Parlamento austriaco, il popolare Wolfgang Sobotka, la mozione di sfiducia presentata dal partito Jetzt nei confronti del Cancelliere Kurz sarà votata dal Parlamento lunedì, dopo le elezioni europee, nel corso di una seduta straordinaria che avrà inizio alle 13. In ballo, quindi, ci sarebbe un governo di minoranza che possa condurre l’Austria al voto politico anticipato nel mese di Settembre.
Attualmente, però, tranne il partito liberale Neos che voterà a sostegno di Kurz per senso istituzionale senza diventare parte della maggioranza, le posizioni delle varie forze nel Nationalrat circa la mozione di sfiducia sono tutt’altro che chiare. Anzi. L’ SPO è piuttosto confusa, sebbene la Presidente, Pamela Rendi-Wagner, abbia messo in chiaro tre giorni fa che: «Dal mio punto di vista e da quello dei socialdemocratici solo un governo di transizione tecnico per tutti i dicasteri, anche il cancelliere, tutti gli uffici governativi, è una buona soluzione, valida per ristabilire tranquillità e stabilità». Secondo fonti interne al partito, si starebbero addirittura facendo i nomi dell’ex commissario Ue Franz Fischler, dell’ex presidente del Tribunale amministrativo Clemens Jabloner e del governatore della Banca centrale Ewald Nowotny come possibili sostituti di Kurz alla guida della Cancelleria. Ancor più indecisa pare essere l’FPO, ormai fuori dalla maggioranza di governo: a seguito dell’intervista al quotidiano ‘Oesterreich’ in cui l’ormai ex Ministro dell’Interno, Herbert Kickl, dichiarava che «sarebbe ingenuo se Kurz credesse che dopo essere sfiduciati da lui i Freheitlichen votino contro la sfiducia. Chi dà fiducia riceve fiducia. Chi dà sfiducia riceve sfiducia», il partito, in una nota, ha corretto il tiro, avvertendo di non avere ancora stabilito quale posizione prendere. Occorre ricordare che, al momento, il Nationalrat, composto da 183 deputati, è così suddiviso: 61 seggi alla ÖVP, 52 alla SPO, 51 alla FPO, 10 al partito Neos, 7 al partito Jetzt e 2 indipendenti. In altre parole, per ottenere la fiducia, al Cancelliere Kurz occorrono i voti dei parlamentari socialdemocratici o di quelli sovranisti.
Secondo un’indagine demoscopica dell’istituto Research Affairs, realizzata pochi giorni fa, l’FPO, alleata in Europa dell’EAPN (Alleanza europea dei Popoli e delle nazioni) guidata da Matteo Salvini che sabato l’ha riunita in Piazza Duomo a Milano, calerebbe al 18% dei consensi contro il 23% di un mese fa mentre risulta in crescita di 4 punti al 38% l’OVP. Due punti in più otterrebbero anche i socialdemocratici dell’SPO, al 26%, mentre i liberali di Neos si fermano al 9% e i Verdi al 5%. Inoltre, stando alla stessa rilevazione, l’83% delle persone interpellate ritiene che le dimissioni di Strache siano ‘assolutamente giuste’, mentre il 60% degli austriaci è favorevole al fatto che si convochino elezioni anticipate.
Certamente il voto europeo dirà molto sia sul fronte interno sia su quello europeo. Kurz ha ricordato «l’importanza delle elezioni nell’UE di domenica» dicendo che «in Europa non vogliamo uno spostamento a destra, ma non vogliamo nemmeno sperimentare alcuna pressione a sinistra». Non sono pochi quelli che nel PPE si presentano disponibili a stringere alleanze con i sovranisti nel nuovo Parlamento europeo. La vicenda austriaca potrebbe fungere da monito nella direzione opposta, come ha ribadito la Cancelliera tedesca Angela Merkel che ha esortato i politici europei «ad opporsi con decisione» ai politici di estrema destra ‘in vendita’ (con un chiaro riferimento al ‘caso Strache’) che vogliono distruggere l’Europa. “Al di là poi degli effetti che questo caso potrebbe avere sugli equilibri all’interno di altri Paesi europei, è emblematico, invece, per gli equilibri del prossimo Parlamento UE” ci dice Fabio Parola, ricercatore ISPI per il programma Europa e governance globale, con il quale abbiamo approfondito la situazione austriaca e i suoi risvolti europei.
«Quando è troppo è troppo: la Fpö danneggia il nostro Paese» – ha dichiarato sabato il cancelliere e leader del Partito popolare Övp Sebastian Kurz – «Voglio lavorare per l’Austria senza scandali. In questi due anni ho dovuto mandare giù molto, anche se non ho sempre preso pubblicamente la parola, per portare avanti le riforme». Kurz è stato il primo a stringere un’alleanza con un partito dell’estrema, ma è diventato anche il primo a romperla. Cosa ci dice quello che sta accadendo in questi giorni in Austria e quali risvolti ha a livello europeo, visto che siamo a pochi giorni dalle elezioni che eleggeranno il prossimo Parlamento UE?
Il governo austriaco era guardato da molti come il banco di prova: È stata la prima vera convivenza al governo di un Paese tra una classica forza conservatrice, di destra popolare classica e una classica forza sovranista a tratti anti-europea. Sono saltati gli equilibri per questo caso che, per coincidenza o no, è avvenuto a pochi giorni dalle elezioni europee. Più difficile quindi diventerà per le destre ‘istituzionali’ pensare a replicare questo modello quindi ad alleanze con le destre estreme. Modello che già in Austria era in piedi con diverse tensioni che correvano sotto traccia: dal background personale di diversi dirigenti dell’FPO che avevano passate militanze nell’estrema destra ad alcuni dichiarazioni pubbliche che avevano messo in imbarazzo i membri del Governo. Era un Governo che, come tutti i rapporti di alleanza politica, vive delle tensioni e che in Austria non è riuscito a reggere. Al di là poi degli effetti che questo caso potrebbe avere sugli equilibri all’interno di altri Paesi europei, è emblematico, invece, per gli equilibri del prossimo Parlamento Europeo. La grande domanda se l’unica maggioranza possibile sarà allargare quella formata da socialisti e polari ai liberali oppure, come qualcuno auspica, invece che aprire al centro, aprire a destra. Alla mancanza di un programma comune, si aggiunge il danno di immagine che questo caso comporterà.
A due giorni dalle dimissioni del Vicecancelliere Strache, sostituito alla guida dell’FPO da Norbert Hofer, ieri, dopo la decisione del Cancelliere Kurtz di dimettere il Ministro dell’Interno, Herbert Kickl, esponente del Partito di estrema destra, si sono dimessi in blocco tutti i Ministri dello stesso partito. Quale significato attribuire a questa decisione? 
Potrebbe essere stato un segno di solidarietà e di compattezza del partito poco prima delle elezioni. Probabilmente, dato il poco tempo a disposizione, tra il dividersi e tentare di rimanere uniti, è stata una strategia di contenimento del danno.
E’ probabile una perdita di consensi per l’FPO? 
E’ presto per parlare di flussi di consenso anche perché gli ultimi dati disponibili risalgono a prima dello scandalo. L’FPO era dato al terzo posto, al 22-23%, dopo i popolari, al 30%, e i socialisti, poco sotto il 30%. Ci saranno sicuramente dei voti in uscita per il fatto che il leader del partito faccia degli accordi segreti illegali con dei privati che lui riteneva fossero russi. Bisognerà vedere quanto il caso scandalizzerà l’opinione pubblica.
«Sarebbe ingenuo se Kurz credesse che dopo essere sfiduciati da lui i Freheitlichen votino contro la sfiducia. Chi dà fiducia riceve fiducia. Chi dà sfiducia riceve sfiducia», ha affermato l’ormai ex Ministro dell’Interno, Herbert Kickl al quotidiano ‘Oesterreich’. In una nota, il partito di estrema destra ha però sottolineato che «non ha ancora preso nessuna decisione». Perché l’FPO, i cui voti diventerebbero fondamentali per Kurz, non ha ancora sciolto la riserva sul voto riguardante la mozione di sfiducia che dovrebbe essere discussa lunedì prossimo in  Parlamento? E’ il preludio di un voto contrario?
Immagino perché fondamentalmente il rischio per l’FPO è quello di una fuoriuscita dei voti verso i popolari e quindi prendere tempo per riorganizzarsi un po’ sia all’interno che all’esterno. La vera questione è se i popolari riusciranno ad attirare voti dell’estrema destra e se l’FPO sarà in grado di tenere compatta la propria base.
E’ innegabile la situazione di grande imbarazzo in cui si trova Kurz che dovrà superare la mozione di sfiducia. Dopo aver fatto l’alleanza con l’FPO e dopo due anni di governo insieme, c’è il rischio che Kurz perda la Cancelleria perché considerato complice dell’estrema destra?
Kurz è alla guida di un partito che ha governato l’Austria per decenni, con la base più fedele. Si era presentato come la figura che, pure senza modificare i cardini ideologici, sarebbe stata più in grado di dialogare con l’estrema destra. Non vedo troppo il rischio di aver compromesso l’immagine del suo partito con l’alleanza con l’FPO che, sebbene molti possano considerarla un errore, non credo che possa portare ad una eccessiva perdita di consensi.
Quale posizione potrebbe prendere, in questo momento, l’opposizione, in particolare l’Spö che però non ha ancora chiarito se voterà o meno la fiducia al governo di lunedì, anche se la Presidente, Pamela Rendi-Wagner ha ribadito la necessità di un governo totalmente tecnico?
La questione, adesso, riguarda soprattutto il possibile travaso di voti dall’estrema destra ai popolari o, al massimo, all’astensione. Sicuramente farà campagna elettorale contro Kurz che ha aperto all’estrema destra.
Kurz, riferendosi allo scandalo Strache, ha parlato di duro colpo alla reputazione dell’Austria. Condivide questa affermazione, considerando che, soprattutto lo spettro russo sembra aver messo in allerta le intelligence occidentali?
Non c’è dubbio che ci possa essere un danno, se più o meno permanente è da vedere. Il fatto che il secondo più alto in grado si faccia riprendere per le sei ore quanto durava il filmato a parlare di questioni assolutamente compromettente dal punto di vista politico-legale e senza alcun tipo di precauzione, scatena qualche perplessità sia tra le cancellerie europee sia, a livello più basso, tra gli uomini che si trovano a lavorare sui vari temi come ad esempio l’intelligence, ambito che probabilmente vedrà l’Austria in ‘quarantena’. Quindi sicuramente esiste il rischio di un danno di credibilità e ora tutto sta non tanto al Cancelliere Kurz quanto piuttosto al Presidente Van Der Bellen muoversi in ambito internazionale per garantire la posizione austriaca.
È possibile che in Europa ci siano altri casi simili all’FPO di Strache, ovvero di partiti sovranisti legati e sostenuti anche finanziariamente dalla Russia che, al momento, nega qualsiasi coinvolgimento? Si è molto chiacchierato, ad esempio, del rapporto della Lega di Matteo Salvini con il Cremlino.
Sicuramente il rapporto di alcuni partiti di area sovranista, euro scettica Intrattengono con la Russia è uno dei problemi per cui è stato molto difficile mettere assieme queste forze: questo perché la sensibilità che c’è intorno alla Russia in Polonia non è la stessa che c’è in Francia e quindi tenerli assieme e trovare un punto in comune tra queste forze in Europa rispetto alle relazioni con Mosca è molto complicato. Sicuramente la questione russa tocca da vicino tanti partiti europei ed è un tema sul quale il fronte sovranista fa molta più fatica di altri a trovare una posizione comune. Sull’interesse russo a finanziare partiti, non saprei quali livelli dì partnership più o meno chiara ci siano. Sicuramente la Russia è un attore che ha degli interessi geopolitici sull’Europa ed è anche un attore che troppo spesso viene mitizzato anche dal punto di vista dell’influenza che riesce ad esercitare, direttamente o indirettamente, sui processi democratici.
In conclusione, per il voto europeo, è lecito aspettarsi una perdita di consensi dell’FPO, membro della coalizione EAPN riunita sabato scorso a Milano da Matteo Salvini, a favore dei popolari?
Sì, è molto probabile.
E lo stesso scenario è probabile che si riproponga alle elezioni politiche anticipate?
Più o meno sì, anche se poi le opposizioni potranno giocarsi la campagna elettorale diversamente, più di accusa non solo contro l’FPO, ma anche contro i popolari.
Sebbene sia ancora difficile pensare allo scenario post-elezioni politiche, è lecito presumere che, a questo punto, una riedizione dell’alleanza tra FPO e popolari non ci sarà?
Direi di si a meno di un generale ricambio all’interno dell’FPO, ma al momento mi sembra abbastanza difficile.

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