venerdì, Novembre 15

Australia, attacco Isis a Melbourne: un morto Usa, Trump ha firmato la stretta sul diritto di asilo per i migranti

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Grave attacco in Australia e precisamente a Melbourne. Una persona è stata accoltellata a morte e altre due sono rimaste ferite da un uomo che ha poi cercato di aggredire un poliziotto ma è stato colpito da un proiettile sparato da un agente ed è deceduto poi in ospedale. Secondo la ricostruzione fatta dai poliziotti, l’uomo ha lanciato il suo pick up contro un centro commerciale della città e ha dato fuoco al veicolo. In un primo momento la polizia ha dichiarato che non c’erano legami con il terrorismo, poi in serata la rivendicazione da parte dell’Isis. Il terrorista era un somalo noto alle agenzie anti-terrorismo australiane a livello statale e nazionale e avrebbe avuto legami con gruppi estremisti nordafricani.

Passiamo agli Usa, perché Donald Trump ha firmato la stretta sul diritto di asilo per i migranti prima di partire per l’Europa, dove parteciperà, in Francia, alle celebrazioni del centenario dell’armistizio. Nel frattempo nuova grana per il tycoon: il giudice distrettuale del distretto del Montana, Brian Morris, ha bloccato il Keystone XL, il controverso oleodotto per collegare il Canada alle raffinerie americane. La giustificazione dell’amministrazione Trump per l’approvazione del progetto lo scorso anno è incompleta.

Per quanto riguarda la politica estera invece i talebani dicono ‘no’ ai colloqui con il governo di Kabul e dichiarano che discuteranno con gli Usa di una soluzione pacifica al conflitto in Afghanistan. «Non riconosciamo l’attuale governo come legittimo, perciò non condurremo negoziati con esso», ha detto il capo della delegazione talebana alla conferenza di Mosca, Mohammad Abbas Stanikzai. «Kabul non ha neppure mandato un suo rappresentante a questo evento. Tenendo conto che la nostra richiesta principale è il ritiro delle truppe straniere discuteremo la ricomposizione pacifica con gli americani».

Andiamo in Austria, perché un colonnello delle forze armate austriache, oggi in pensione, è sospettato di avere spiato per la Russia per vent’anni. A confermarlo il Cancelliere austriaco Sebastian Kurz, riferendo sulle indagini condotte dalla procura di Stato. La soffiata sarebbe arrivata da servizi segreti stranieri. Immediata la replica del ministro degli Esteri Serghei Lavrov: «Negli ultimi tempi i partner occidentali come regola ricorrono non alla diplomazia tradizionale, come detterebbe la buona educazione, ma piuttosto alla diplomazia del megafono e ci accusano, chiedendo scuse pubbliche, per cose di cui non sappiamo nulla».

Si avvicina la Conferenza di Palermo, l’iniziativa italiana sulla Libia del 12 e 13 novembre. Sarà il ministro degli Esteri, Jean-Yves Le Drian, a rappresentare Parigi, mentre la cancelliera tedesca Angela Merkel ha ufficializzato la sua assenza, annunciando che la Germania sarà rappresentata dal ministro degli Esteri, Niels Annen. A rappresentare la Russia invece Mikhail Bogdanov, vice ministro degli Esteri e inviato speciale in Medio Oriente del presidente Vladimir Putin.

In Somalia, almeno 17 persone sono state uccise dall’esplosione di tre autobomba azionate da attentatori suicidi vicino all’Hotel Sahafi e al quartier generale per le indagini sulla criminalità a Mogadiscio. Ancora non c’è stata alcuna rivendicazione, ma nella zona operano uomini di Al Shabaab, legato ad Al Qaeda.

Chiudiamo con le Filippine, dove un tribunale ha ordinato l’arresto di Imelda Marcos dopo averla riconosciuta colpevole di 7 capi d’imputazione per corruzione: l’ex first lady 89enne è stata condannata ad un minimo di 6 anni di reclusione fino a un massimo di 11 anni per ciascun capo d’accusa e rischia fino a 77 anni di carcere.

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