mercoledì, Settembre 30

Australia, Amnesty denuncia abusi sui richiedenti asilo

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Nel rapporto pubblicato da Amnesty International emerge il maltrattamento dei rifugiati nell’isola di Nauru: «Circa 1.200 uomini, donne e bambini hanno cercato rifugio in Australia e sono stati forzatamente trasferiti nella remota isola nazione di Nauru nel Pacifico, subiscono gravi abusi, trattamenti inumani, e di abbandono». C’è il rischio che tale scelta del Governo australiano sia condizionata da intenti di scoraggiamento per l’immigrazione dei richiedenti asilo che arrivano nel Paese. Di fatto, questa denuncia rappresenta un fallimento nelle politiche di integrazione australiane. Spesso i rifugiati trasferiti al centro di Nauru versano in gravi condizioni di salute, trascurati dagli operatori sanitari e mancanti dei servizi basilari per la dignità umana. Sono stati evidenziati diversi casi in cui i richiedenti asilo presentano «terribili problemi di salute mentale e soffrono di schiacciante disperazione; autolesionismo e tentativi di suicidio sono frequenti».

Anna Neistat, Senior Director di Amnesty che ha condotto l’inchiesta sull’isola ha fatto sapere che «la politica dell’Australia di esiliare i richiedenti asilo che arrivano in barca è crudele. Pochi altri Paesi arrivano a tanto nell’infliggere deliberatamente sofferenze su persone in cerca di sicurezza e libertà».  Le autorità australiane non sono certo nuove alla denuncia di tali abusi nell’isola di Nauru. In particolare, risulta preoccupante la dichiarazione del Senatore Hanson-Young alla ABC, in cui parla di un progetto deliberato del Governo: «L’intero regime di detenzione Nauru è stato progettato per essere crudele, progettato per far sì che le persone rinuncino a chiedere asilo e tornino a casa, anche se questo prevede il ritorno alla guerra in Siria o alla tortura in Iran». Numerose segnalazioni erano inoltre arrivate a proposito delle condizioni delle donne nel campo dell’isola, vittime di stupri e aggressioni sessuali da parte della popolazione locale. Dopo il rapporto di Amnesty la situazione ha assunto rilevanza internazionale e adesso il Primo Ministro australiano Malcolm Turnbull deve risponderne, per non incorrere in ulteriori denunce.

(video tratto dal canale Youtube della ‘CNN’)

 

 

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