mercoledì, Dicembre 11

Australia: a casa Abbott, arriva Turnbull Il voto per la leadership dei Liberali porta alle dimissioni di Abbott: Turnbull gli succederà

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Sono da poco passate le 10:40 di lunedì sera, quando gli esiti del voto interno per la guida del Partito Liberale australiano vengono presentati alla stampa. I 44 voti che Tony Abbott ha ricevuto non gli sono stati sufficienti per rimanere seduto sulla poltrona più importante del Paese: con 10 voti in più, adesso, il Primo Ministro designato è Malcolm Turnbull. La stessa votazione ha, inoltre, confermato l’attuale Ministro degli Esteri, Julie Bishop, come vice dei Liberali, la quale ha battuto Kevin Andrews con 70 voti contro 30.

Il Premier designato è una figura nota in Australia, ma ancora poco conosciuta all’estero. Chi è, dunque, Turnbull?. Nato a Sydney il 24 ottobre 1954, suo padre Bruce era un broker alberghiero, mentre sua madre Coral Magnolia Lansbury era un’accademica e scrittrice. Dopo la separazione dei genitori quando aveva 9 anni, Malcolm venne cresciuto come cattolico dal padre, mentre la madre si trasferì in Nuova Zelanda prima e negli USA poi. Una volta completate le scuole superiori presso la Sydney Grammar School, Turnbull si iscrisse alla University of Sydney e completò prima una laurea triennale in Scienze Politiche nel 1977, poi una in Giurisprudenza, nel 1980, presso la University of Oxford. Negli anni degli studi, lavorò come articolista politico per alcune testate australiane e britanniche.

Terminati gli studi e la parentesi giornalistica, Turnbull rientrò in Australia per lavorare come avvocato, per poi fondare il suo studio legale associato, il Turnbull McWilliam, nel 1986, ed una società bancaria d’investimenti, la Whitlam Turnbull & Co, l’anno seguente. Sono questi gli anni in cui gli interessi di Turnbull si concentrano sull’impresa e la finanza, interessi che gli permisero di diventare Direttore di Goldman Sachs Australia e, successivamente, di divenire partner della società madre Goldman Sachs. Turnbull lavorò poi come AD della società Axiom Forest Resources, e fu uno dei principali artefici della crescita della società informatica OzEmail, negli stessi anni in cui acquisì personalmente diverse quote di società impegnate nello sviluppo del web.

Più lenta è stata, invece, la crescita della sua carriera politica. Dopo il mancato ottenimento di un seggio in Parlamento nel 1981 con i liberali, Turnbull attese i primi anni 2000 per riproporre il proprio interesse per la politica attiva. Una delle sue più significative esperienze fu quella dell’Australian Republican Movement, movimento per un’Australia repubblicana diretto da Turnbull fino al 2000. La sua esperienza finì poco dopo il noto referendum del 1999, che si proponeva di trasformare l’Australia in Repubblica. Sorte simile ebbe il tentativo, diretto da Turnbull, di dotare l’Australia di una bandiera che non recasse i lasciti dell’esperienza coloniale britannica nel Paese.

Eletto parlamentare nel 2004, Turnbull poté far valere non solo le proprie doti manageriali, ma anche quelle oratorie, nella politica federale del Paese. Venne nominato Ministro dell’Ambiente sotto il Governo Howard nel 2007, per poi divenire Capo dell’Opposizione l’anno seguente, durante il Governo Rudd, incarico che poi perse a vantaggio del futuro Primo Ministro Tony Abbott. Nel 2013, in seguito alla vittoria di Tony Abbott e della coalizione conservatrice alle elezioni federali, Turnbull venne nominato Ministro delle Comunicazioni.

Malcolm Turnbull, assieme a Julie Bishop, tornò sotto i riflettori nel Febbraio scorso, quando i malumori all’interno del Partito Liberale crebbero al punto da vedere proposto un voto di (s)fiducia interno al partito, deciso per un martedì. Abbott, che potenzialmente rischiava di doversi dimettere, anticipò la riunione al giorno precedente, una decisione che si rivelò vincente dal momento che questa si concluse con 61 voti contrari alla mozione di sfiducia e 39 favorevoli. Ma allora molti si chiesero quanto sarebbe durato ancora il Governo Abbott.

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