venerdì, Novembre 15

Attenti a Matteo Salvini. Nella sua testa sta succedendo qualcosa di grave Questa Lega è un fenomeno regressivo radicale. Non è più uno schieramento politico, se mai lo è stato, bensì una patologia civile

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Gli episodi di razzismo in settimana si sono moltiplicati, la bestia ferita cerca il sangue, non accetta di essere stato messo alla porta. Vediamoli.

La signora che nega l’affitto alla ragazza meridionale non è solo razzista, di tale aberrazione rappresenta la versione più sciocca e ignorante, quella leghista.
Forse se ne vergognerà per il resto della vita, ma soltanto perché è stata sorpresa con le dita nella marmellata, smascherata proprio da quei social su cui la volgare politica di riferimento costruisce la proprie fortune, sostenuta da una struttura informatica, responsabile, quanto il Caporale, di pericolosissime deformazioni percettive. Un lavoro subdolo, che evoca scenari persecutori, incessante, allusivo, che conduce diritto a conseguenze nefaste.

Inutile che Matteo Salvini, con la tipica rozzezza dell’uomo primitivo, definiscacretinaquella donna. Il clima di aggressività, fisica e verbale, che sta travolgendo le menti fragili del nostro Paese, è figlio del suo comportamento, sostenuto dalla predetta task force digitale, che prima o poi dovrà prendersi le proprie colpe, spero anche penali, davanti ai cittadini. Nessuno potrà dire che si limitava a obbedire agli ordini, che il proprio compito era semplicemente quello di organizzare le tradotte verso i campi di sterminio.

Per quanto si tratti di un episodio minore, quello che si è verificato nella minuscola località del milanese pone alla nostra attenzione questioni gravi, che riguardano i riflessi della scientifica manipolazione delle coscienze, che possono aprire la strada a esiti elettorali drogati, con conseguenze catastrofiche per l’equilibrio delle comunità. Non solo, i toni violenti e la sfrontatezza della protagonista negativa, davvero incredibili, ci dicono quale sfacciataggine e quale presunzione di impunità stiano contagiando gli animi, soprattutto al Nord.

Sono nato in Sicilia ma vivo in Lombardia da quasi mezzo secolo, credo di essere in una posizione ideale per fare alcune affermazioni.
Innanzi tutto,
il fenomeno Lega non c’entra alcunché con Milano, che sta al resto della Regione come Leonardo stava a un imbianchino.
Milano è una città genuinamente multietnica, come la Firenze del Rinascimento o la Roma antica, che fondavano la loro fortuna proprio sull’apertura al mondo. Se Matteo Salvini fosse stato imperatore a quei tempi, avrebbe fatto giustiziare Apollodoro di Damasco. Prima per cattiveria e poi per ignoranza, condizioni in cui la Lega pesca a piene mani, alimentandole anche attraverso il canale dei social.

La Lombardia è culturalmente sfregiata non dalla Lega, bensì dalla versione salviniana della Lega, almeno quanto la Sicilia lo è stata dalla mafia. Il danno, dal punto di vista dell’immagine, è colossale, per entrambe le regioni.
Questa Lega è un fenomeno regressivo radicale, quanto e più del resto della destra italiana, in controtendenza rispetto alla freccia del progresso, che cammina nella direzione della solidarietà e dell’integrazione. Non è più uno schieramento politico, se mai lo è stato, bensì una patologia civile, basti pensare a Fratelli d’Italia, partito guidato da una donna propensa a cavalcare ogni forma di malessere, enfatizzandolo e rendendolo illeggibile alla ragione. Un’alleata ideale per la Lega, nel viaggio che conduce alla fascistizzazione del Paese, gettandolo nel baratro dell’isolamento, ma soprattutto aprendo le porta ad una progressiva disumanizzazione che potrebbe avvelenare la prima parte di questo secolo.

Un film già visto, esattamente cento anni fa, nel medesimo decennio.

L’antidoto a questo rovinoso grumo di premesse potrebbe arrivare dal Meridione, tornato sotto attacco dalla barbarie razzista. Il deposito di civiltà, di sensibilità, di solidarietà conservato nelle regioni del Sud, può diventare una barriera alla minaccia introdotta in Italia della Lega.

Gli insulti al presidente Sergio Mattarella, di sabato 14, da parte dei giovani leghisti riuniti a Pontida, sono un’ipoteca sul futuro di tutti. La violenza verbale contro un giornalista di ‘Repubblica’ è il volto senza maschera di Matteo Salvini, che aizza gli animi, libera i cani ma non è in grado di controllarli. L’aggressione razzista e nazista contro Gad Lerner è il punto dove vorrebbero portarci i barbari.

Nel perverso cammino discendente, verso i luoghi più oscuri della nostra natura, la vera maestria dei fascismi, che sono eterni e prendono nomi legati ai tempi, oggi si chiamano sovranismi, consiste nella capacità camaleontica di insinuarsi nella normalità, colonizzandola, fino a divenire indistinguibile da essa.

In questa fiera dell’orrore entra di diritto la manifestazione in piazza Montecitorio di lunedì 9, mentre alla Camera il governo cercava la fiducia. C’era tutta la malattia morale che riescono a liberare i fascismi, comportandosi esattamente come i pedofili, capaci di fare credere a un bambino che stanno facendo il loro bene. Ecco spiegato quello sventolio di bandiere di foulard tricolori, che somiglia tanto alla caramella degli orchi. Specchietti per le allodole, meglio se ignoranti.

Ma al massimo dell’inciviltà c’è la spaventosa esibizione della bambina di Bibbiano al raduno della Lega, come un trofeo, con la complicità di genitori che dopo essere stati vittime ora si allineano ai carnefici, insieme al loro nuovo protettore.
Mi chiedo con che diritto un uomo capace di queste mostruosità pedagogiche, che nega a una bambina straziata i suoi diritti più elementari, a cominciare dal rispetto della privacy, si permetta di proporsi come salvatore dell’infanzia.
A Bibbiano è accaduto qualcosa di intollerabile, che ferisce tutti noi, che fa vergognare una Nazione intera, a cominciare da quella classe politica di cui Matteo Salvini è uno dei parassiti più longevi, malgrado la giovane età. Dovrebbe sapere che i bambini si difendono legiferando con competenza, riformando le regole e i servizi sociali, non certo usando una povera creatura come un ariete conto i nemici politici. I bambini si difendono così, tutti, anche quelli che non vengono invitati dai poliziotti in gita sulla moto d’acqua.

Ma questo è un discorso troppo complicato per la testa di segretaria leghista, sempre intento a montare spettacoli di infima qualità, dove dell’intelligenza si può fare a meno.

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