mercoledì, Settembre 23

Attacchi Parigi, ucciso Abdelhamid Abaaoud Scatta in Italia il livello 2 di allerta, il più prossimo agli attentati

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Abdelhamid Abaaoud, questo è il nome del responsabile di almeno 4 degli attentati di Parigi dello scorso 13 novembre. Grazie ad un blitz durato sei ore in un appartamento di Saint Denis, i gendarmi francesi hanno potuto metter fuori gioco un’intera cellula terroristica composta da almeno 8 persone. Le tracce di DNA hanno confermato che tra loro c’era la mente degli ultimi attentati alla capitale francese, il francese Abaaoud, appunto. In seguito ad un’informativa del Federal Bureau of Investigation, a sua volta raccolto dalla Dea, l’Agenzia federale antidroga italiana, l’allarme rosso scatta anche in Italia: l’Fbi ha infatti inviato alle autorità di sicurezza una segnalazione in cui vengono indicati come possibili obiettivi Isis il Vaticano e la Scala di Milano. Su ‘Dabiq‘, il periodico dello Stato Islamico consultabile on-line, si dà notizia ai fedeli musulmani che la Jihad non si fermerà fino a quando non verrà issata la bandiera nera su Istanbul e San Pietro. Un chiaro monito che ha fatto scattare l’allerta a livello 2, ossia quello precedente all’attacco terroristico.

Il Dipartimento di Pubblica Sicurezza ha inviato ai questori di Milano e Roma una circolare in cui si richiede di rafforzare ulteriormente la vigilanza e i controlli sui principali obiettivi italiani, includendo luoghi di aggregazione, di culto e di interesse pubblico. Numerose squadre speciali sono state disposte nelle città del Paese, oltre a posti di blocco per aumentare le verifiche su veicoli e persone sospette. Il limite che separa la trasformazione della paura in panico è veramente sottile, ma attente valutazioni dalle forze di sicurezza italiane senza enfatizzazioni -e senza sottovalutazioni- procedono per evirare il degenerare della situazione. Decisioni di questo tipo si stanno prendendo in quasi tutti i Paesi europei, le intelligence e i ministeri cooperano per garantirsi costanti aggiornamenti sulla sicurezza. Proprio queste collaborazioni hanno costretto la Germania a sospendere martedì scorso la partita amichevole Germania-Olanda per un imminente pericolo di attentato la cui notizia era arrivata dall’intelligence belga e sulla quale ora indaga la procura di Hannover.

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