sabato, Ottobre 24

Assistenti civici: valorI e valorE Si sarebbe potuto interpellare il volontariato storico, ma ora ci sono gli assistenti, bene. E però, il volontariato post COVID19 deve trovare un nuovo design, perché il contesto è mutato. Si devono modificare i servizi. Tre proposte che possono essere messe a terra subito

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In un clima di coronavirus COVID 19 dove, purtroppo, le parole chiave sono ‘forse’, ‘dobbiamo valutare’, ‘le date non sono sicure’, ‘tutto è resiliente nel bene e nel male’, ‘quando il vaccino? Non si sa: da 2 mesi a 2 anni’, una fra le poche certezze è che 60.000 volontari-assistenti civici sarebbero una concreta azione didattica per comportamenti positivi e combatterebbero, ‘ex ante’, il COVID19. In una integrazione fra rete ospedaliera e territorio.
Se il problema è una disputa istituzionale (quale ministero si fregia del nastrino della ‘campagna del volontariato anti COVID19’)il tema non mi appassiona. L’importante è agire velocemente per prevenire un’altra ondata di contagi. Il Cigno Nero del COVID-19 può diventare grigio.

Certamente, e forse, si sarebbe potuto interpellare il volontariato storico (circa 7milioni di volontari) e, specificatamente, quello organizzato già attivo (circa 4 milioni di persone). Non poteva essere una proposta autonoma del volontariato istituzionalizzato e rappresentato? Forse.

Il volontariato, in questo periodo, ha trovato notorietà e fama prevalentemente in attività di prima linea ed emergenziali come Protezione civile, Medici senza Frontiere, Emergency, Anpas e varie Croci e Misericordie mentre, per ovvi motivi di sicurezza, molti servizi di volontariato tradizionale hanno dovuto fermarsi.

Comunque il volontariato della logistica e sussidiario quale ‘fare la spesa’, portare la spesa e i medicinali alle persone in difficoltà, fare catering sociale per i poveri ed altro non si è mai fermato. Un volontariato sussidiario secondo il concetto di ‘subsidium afferre’ e cioè portare aiuto, come seconda linea strutturale e di sistema, non meno importante.

Ora i 60.000 assistenti civici possono svolgere una funzione dimoral suasion’ (non di controllo punitivo) riguardo al distanziamento fisico e sociale, per l’applicazione del principio di precauzione e per altre attività di sollievo (in USA ‘relief advisor’)

mettono a terra’ le teorie che auspicano, ma che mancano di operatività.
Quindi valore molto positivo e funzionale al raggiungimento degli obiettivi di gestione del territorio. Senza occhiuta prassi di polizia, ma con la forza della volontà professionalizzata. Se dovessi trovare un esempio:l’attività dei City Angels che, anche in questa circostanza, hanno gestito la realtà, non le ipotesi.

Ma c’ è anche un altro valore molto evidente: se l’attività dei 60.000 assistenti civici dovesse essere svolta davigilantes non armatipagati(quelli che vediamo fuori dai supermercati, che sono all’entrata degli ospedali e così via), in logica di sicurezza sussidiaria, il controvalore economico per l’attività di 2 mesi oscillerebbe in una forbice che va da un minimo di circa100 milioni di euro ad un massimo di circa 115 milioni di euro. E non ci sarebbero addetti in numero sufficiente e i tempi sarebbero biblici. Il Paese risparmia al minimo 100 milioni di euro. Quindi, valorI e valorE.

Salvo che non si dica che questa attività a favore del distanziamento fisico e sociale e l’applicazione del principio di precauzione non serve. Ma questo è un altro film.

Il volontariato post COVID19 deve trovare un nuovo design perché il contesto è mutato. Si devono modificare i servizi (si veda ‘Coronavirus: verso la smaterializzazione della Sanità’).

Si svilupperà unvolontariato whatsapp

Adottare l’ossimoro concettuale che il distanziamento sociale si attua e si sviluppa tramitel’avvicinamento sociale virtuale’ via telefono, computer. In sintesi, si favorisce l’efficacia delle cure tramite anche il contatto di accompagnamento fra il malato e degente con un volontario che ti offre la sua relazione e le informazioni. Che ti aiuta a superare la solitudine e la paura. Unvolontariato whatsapp’ che permette di dialogare, di farsi vedere, di raccontare; manca solo la presenza fisica. Alcuni gruppi di psicologi già lo fanno, ma forse si potrebbe aumentare la capacità di offerta.

Da relazione fisica a relazione di prossimitàhigh tech’.

Si propone un volontariato ‘THINK TANK’

Una funzione sussidiaria del volontariato e del non profit si potrebbe concretizzare in una attività di studio, raccolta bibliografica, lettura e integrazione di dati, ricerche ‘ad hoc’ che potrebbero, velocemente, tracciare il pregresso scientifico per sviluppare riferimenti utili per gli interventi correnti e futuri. Penso athink-tankdi laureandi in medicina, statistici, matematici, economisti che in modo integrato studiano il COVID19 in ogni ospedale. Questa è un’ esigenza che la prima linea medica ed infermieristica, impegnata a salvare la vita dei pazienti ed a curare, ha spesso manifestato (quante volte in tv?). Infatti, la cifra di questo servizio consiste nel dedicare tempo a leggere e studiare la letteratura scientifica, i documenti, collocandoli anche nella specificità del territorio e dei comportamenti dei cittadini. Il COVID di Codogno è diverso da quello di Milano, quello delle RSA è diverso da quello degli ospedali per quanto riguarda il taglio da dare agli interventi di prevenzione, cura, riabilitazione.

Questa esigenza di ricerca operativa distribuita è importante e manifestata dagli scienziati. Su questo si potrebbe lavorare da subito.

Volontariato ‘logistico’

I servizi di consegna della spesa e dei farmaci alle fasce deboli della popolazione, ma anche alle persone in quarantena in casa; i servizi di mobilità ed accompagnamento per recarsi nei luoghi di cura (penso alla chemioterapia, alle cure continuative). Il volontariato nelle mense sociali, nell’assistenza ai ‘senza fissa dimora’, ecc. Questo già avviene, ma penso che una visione globale ed una mappatura, a livello regionale ,comunale delle opportunità offerte dalle associazioni di volontariato e dal Terzo Settore, permetterebbe di ottimizzare le attività di consegna. La ricerca operativa applicata alla distribuzione della spesa e dei farmaci.

Riguardo poi alla ‘definizione nominale’ degli assistenti civici come ‘ronde’, ricordo che la differenza la fa il contenuto: le ronde della carità e della solidarietà per i ‘senza tetto’, le brigate della solidarietà per l’assistenza alle fasce deboli ed altre possibili denominazioni sono un ‘second best’ del progetto.

Ed ora aspettiamo il bando degli assistenti civici.

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Sull'autore

Professore associato di Economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche presso l'Istituto di Pubblica Amministrazione e Sanità (IPAS). Direttore del Master in Management delle aziende cooperative e imprese sociali non profit (NP&COOP). Docente senior dell' Area Public Management & Policy della SDA Bocconi. Membro del comitato scientifico della rivista Non Profit, Maggioli Editore. Membro del comitato medico-scientifico della rivista Vivere oggi del Comune di Milano. Membro del comitato scientifico della rivista Azienda Pubblica, Maggioli Editore. Fondatore e promotore della collana "Aziende non profit. Strategie, struttura e sistema informativo", EGEA, Milano. Membro dell'editorial advisory committee di Health Marketing Quarterly e del Journal of Professional Services Marketing, The Haworth Press, Inc., Binghamton, New York. Membro del comitato scientifico dell'Unione Nazionale Imprese di Comunicazione, UNICOM. Membro dell'Associazione Italiana di Economia Sanitaria, AIES. Membro dell'Osservatorio Camerale Economia Civile, Camera di Commercio di Milano. Membro del comitato scientifico dell'Associazione Italiana Fundraiser di Forlì, ASSIFF. Membro del Consiglio di Gestione della Fondazione a sostegno della solidarietà sociale Umanamente, gruppo RAS. Membro del comitato etico di Coop Lombardia, Milano. Membro del comitato etico di Investietico, BPM Milano. Membro del comitato scientifico dell'Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale.