giovedì, Ottobre 29

Assistenti civici, Salvini-Open Arms, Sardine depresse: allontanati, cretino! Un Paese intero mobilitato a scandalizzarsi degli assistenti civici, mentre renziani e qualche stellino dissidente assolvono Salvini, non bastasse le Sardine alzano bandiera bianca. Tutto si tiene: il piano oscurantista sta per essere servito

0

Confesso che mai e poi mai avrei pensato di essere indotto (sì indotto, dal fastidio, dalla rabbia e dall’incapacità di trattenere le risa) a tornare su quella che ieri era stata solo una battuta, uno scherzo su una delle solite cose ridicole di questo Paese disgraziato: gli assistenti civici.

Sono diventati un caso nazionale. Che dico? ‘Il’ caso nazionale. Ne scrivono tutti, inviperiti, terrorizzati, scandalizzati! Addirittura Massimo Gramellini, spesso (stavo per dire ‘in genere’, ma meglio essere prudenti) ragionevole, li paragona ai capataz di condominio del periodo fascista, annotando anche, dopo avere sottolineato lo scandalo di affidare a ‘disoccupati’ che prendono il reddito di cittadinanza (che, detto così, equivale a dire che so straccioni, pezzi di m … , sporcaccioni, aspiranti grassatori, … negri o peggio ancora, donne, o sbaglio?) il compito di segnalare, come ho scritto io, i cretini che fanno di tutto per diffondere di nuovo il virus, e li apostrofa dicendo scandalizzato che: «L’idea di consegnare un potere piccolo ma urticante a persone sprovviste delle competenze per esercitarlo non è nuova, nelle dittature. Metti delle mostrine su una spalla qualsiasi e avrai un apostolo zelante dell’ordine», e sottolinea che è disdicevole a dir poco tanto più che «essendo statisticamente inevitabile che tra i controllori si annidino anche individui frustrati e rancorosi, un governo che li mettesse nella condizione di sentirsi importanti finirebbe per legittimarne i ricatti e le meschinità». Quindi, per completare il quadro: povero uguale ricattatore! Esagero? Perché, lui no?

Ora, per carità, sorvolo sulla ipotesi -ovviamente esclusa da Gramellini- che un minimo di frustrazioni rancorose possano annidarsi anche in persone non disoccupate e graziate dal reddito di cittadinanza, come, che so, giornalisti, professori universitari usati e non, governanti, industriali, virologi esuli e non, ecc., ma non posso non domandarmi se questa ed altre intemerate da levare la pelle, tipo quella di Matteo Renzi (un gioiello della democrazia e del rispetto, come noto), o tipo quella dell’ormai stucchevole Folli, che se non dice peste e corna del Governo almeno una volta al giorno ha una colica renale, ma, sorvolato che abbia, è difficile non vedere la sproporzione siderale tra questi urli al colpo di stato e non so che altro e una realtà assai modesta, piccola e marginale, quasi paesana. E quindi è difficile non vedere che, proprio in chi grida allo scandalo, si incardina la disattenzione verso problemi ben più seri. Lungi da me fare del ‘benaltrismo’, ma certo discettare oggi degli assistenti e dimenticare cosucce marginali come il Recovery Fund (sono voluto tornarci sopra questa mattina con un supplemento del mio intervento quotidiano, spintonato, devo dire, dal Direttore), gli 87 (o più?) decreti di attuazione del Decreto legge contiano di sole 500 paginette, i problemi del rilancio della economia dato il conflitto aperto da Carlo Bonomi, e, last but non least (così i filo-anglofoni sono contenti!) i problemi non da niente del coronavirus ancora molto preoccupante, fa una certa impressione. Ad essere malpensanti, e io lo sono, ma solo per mestiere, si potrebbe pensare che si tratti solo della ennesima occasione cinicamente scelta perfare ammuinaintorno al Governo e quindi per il potere. E infatti alla fine tutto viene messo nelle mani di Giuseppe Conte, che medierà … al solito: è diventata una professione, il cui effetto è sempre lo stesso, ridurre tutto a spezzettamento e ambiguità.
Ma tant’è, visto che il tema è sul tappeto, parliamone un momento.

Cominciando, però, dall’inizio: che una sorta diliberi tuttisia partito (partito, sì: gli strilli sguaiati di Regioni e Bonomi li ho sentiti solo io?) e sia stato recepito, è un fatto sotto gli occhi di tutti.
Che, inoltre, perfino la miriade di virologi, esuli e non, siano concordi su un solo punto, e cioè che bisogna stare lontani l’uno dall’altro, indossare le mascherine in pubblico, evitare sbaciucchiamenti e toccamenti vari anche con persone conosciutissime, evitare di bere dallo stesso bicchiere, eccetera, è un fatto certo. Quello che virologi, giornalisti e politicanti chiamano, sbarazzini, ‘distanziamento sociale’, è una bestialità sesquipedale, ma, tradotta in distanziamento personale è una verità assoluta e una esigenza inderogabile.
Dall’altra parte, diciamoci la verità, che in questo Governo vi siano forze e pulsioni strutturalmente antidemocratiche, fondamentaliste e oscurantiste (se non altro perché ‘oscurati’ ne sono gli esponenti) è un fatto certo e chiaro, così come che a questo già drammatico difetto si aggiunga la più totale irresponsabilità, l’abitudine di parlare a vanvera, la sistematica ‘incautela’ verbale e la superficialità di pensiero e di azione, per non parlare dell’incompetenza specialmente politica, è evidente.
Ma, posto che nessun Governo come questo, perfino quello con Matteo Salvini, è ed è stato altrettanto suscettibile di mene autoritarie, è anche platealmente evidente che la caratura dei personaggi che lo compongono fa ridere. Per favore, manteniamo il senso delle proporzioni.
Tanto più che sul ponte di comando, schettinianamente assai modestamente presidiato, siede un tale che per il potere venderebbe la madre e la nonna, ma chiaramente non ha le capacità di farlo, a meno che chiuda una possibile alleanza con Renzi, cosa allo stato abbastanza improbabile, anche se Renzi ci prova. E quindi, premesso che all’occasione vedremo di riaprire il discorso, ora come ora gli assistenti civici, benché provenienti, come dice qualcuno, dalla suburra, non mi sembrano un pericolo, specialmente se venissero incaricati, come proponevo ieri, di urlare in altoparlantiallontanatevi, cretini!’.

Lo squallore di questa compagine governativa, la sua incapacità di fare oltre che di ‘comunicare’, sono il vero problema; perfino quando fanno bene, appaiono incapaci, sguaiati, banali, volgari e, sempre, superficiali e arroganti e pretenziosi tipo Doxa e Episteme, roba da chiodi. Anche rispetto al virus, dove la confusione ha regnato sovrana, con la incapacità assoluta del comandante assente di contenere le isterie dei veri capataz di questo Paese, i presidenti di Regione (autonominati ‘governatori’, l’ennesima buffonata) che hanno bruciato, per incapacità di pensare e non solo di agire, la possibilità di adattare le esigenze sanitarie alle realtà locali non in termini conflittuali, ma di spirito di collettività, ha finito per rendere del tutto inefficaci le forse coerenti e ragionevoli idee del Ministro Roberto Speranza e dei suoi consiglieri, comunicate, peraltro, specie dal Ministro in modo a dir poco funereo e quindi inefficace.

Quello squallore è purtroppo generalizzato. Evidentemente fa scuola, genera imitatori, magari inconsapevoli, ma li determina e peggiora la situazione.
E infatti, come risulta chiaramente in un articolo, in cui l’autore non riesce del tutto a mascherare la soddisfazione, anche le sardine pare che abbiano gettato la spugna. Dilaniati dai conflitti interni, tesi, almeno alcuni duole dirlo, al potere o alla speranza del potere, attenti a comparire magari anche nelle classifiche dei bestseller, oggi il presunto capo (sempre rosicchiato alla base) dice un basta sofferto (credo sincero) e afferma, con rara e purtroppo struggente, consapevolezza: «So che molti di voi non si sentono a proprio agio nella dimensione puramente etica e culturale della politica. Non vi bastano le piantine. Avete idee molto strutturate. Sapete un sacco di cose. Vi invidio per questo. Ma sento che più prendiamo la direzione politica più finiamo per imitare gli altri» e ancora, io immagino gelidamente, dice: «Il manifesto valoriale è pronto. Ma abbiamo capito che un manifesto politico oggi porterebbe a nuovi litigi, a tante incomprensioni e una marea di chiacchiere sterili. Stessa cosa per la struttura. È necessario organizzarci, ma la struttura a cui abbiamo lavorato è oggettivamente precoce per un gruppo di persone che manco si fidano tra loro … Ho paura che tutto il lavoro fatto fin qui si traduca in un vantaggio per pochi e in una delusione per molti».

Quest’ultima frase è agghiacciante. Tanti errori, sia chiaro, hanno fatto, anche di protagonismo, ma quella frase indica lo sconforto (che, per quel che vale, è anche il mio) di chi ha voluto fare qualcosa, ma vede che, anche nell’entusiasmo di suscitare emozioni e partecipazione, i modelli sguaiati e stupidi della nostra politica tendono a riprodursi anche lì.

Mentre scrivo la commissione del Senato boccia il processo a Salvini per Open Armscrimine individuale del caporale e collettivo di tutti noi italiani-, col voto di renziani e qualche stellino vagante, fondamentalista ma non troppo, insomma: se volete siamo qua!
Peccato, vorrei concludere, peccato. Anche se, nel fondo mi chiedo e spero, le sardine non sono state solo quei tre o quattro simpatici scapestrati, ma una partecipazione vera di persone, come ho scritto, vere e reali e quindi chi sa che quelle persone non siano loro a ribellarsi direttamente anche alla loro rinuncia.
Gli indizi e gli impulsi ci sono, e sono molti, le persone sono stanche, sfiduciate, impaurite e disistimano tutto il ceto politico italiano, ma proprio tutto. E queste persone hanno voglia di farsi sentire, di agire e non saranno certo gli assistenti civici ad aiutarli a farlo, ma, ed è perciò che questo momento è veramente pericolosissimo, se mancheranno anche le sardine, altri potrebbero usare quella rabbia e quella forza, per giochi, questi sì, antidemocratici. Mi sbaglierò, spero di sbagliare, ma gli uomini dietro le quinte pronti a farlo -non dunque quei quattro buzzurri che conosciamo- ci sono. Mi preoccuperei di questo, non dei disoccupati con o senza reddito di cittadinanza con una camiciola azzurra!

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.