domenica, Novembre 29

Artisti e mecenati in Piazza delle Arti field_506ffb1d3dbe2

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La piattaforma web denominata Piazza delle Arti (www.piazzadellearti.it) mette in contatto artisti e mecenati, ma si rivolge anche ai semplici visitatori. È un progetto che rompe gli usuali schemi legati al mondo delle mostre d’arte, fornendo attraverso professionisti, non necessariamente del campo artistico, spazi urbani inutilizzati (come negozi, alberghi, cinema, uffici, supermercati, fabbriche, ristoranti, palestre, ospedali, mobilifici, etc.) per realizzare esposizioni di opere selezionate dall’artista stesso che le ha create.

Per diventare così mecenati nei confronti di chi produce arte, non servono capitali o grosse somme da investire: chiunque ha coraggio ed intraprendenza può diventarlo, offrendo soltanto spazi da destinare alle esposizioni.

Attraverso il sito i potenziali mecenati possono individuare le opere che preferiscono (siano esse fotografie, sculture, dipinti, o altro) e mettersi in contatto con gli artisti stessi per promuoverne le mostre come collettive o personali.

Gli artisti, da parte loro, possono – attraverso il loro profilo personale attivato nel sito – fotografare le loro creazioni e renderle disponibili sul web a un vasto numero di utenti preventivamente registrati, che possono anche votarle esprimendo il loro apprezzamento per alcune rispetto ad altre. Ciò aiuta gli artisti a farsi conoscere ed è utile anche per fare una selezione delle opere più gradite al pubblico.

Si può anche essere semplici visitatori del sito e visualizzare solo le opere degli artisti registrati per saperne di più sull’arte contemporanea.

Abbiamo intervistato Cris Thellung, il direttore artistico della piattaforma e uno degli ideatori dell’équipe composta da persone competenti nei vari settori per questo progetto; di essa fanno parte Riccardo Vitanza, di grande esperienza nella comunicazione, e Riccardo Usuelli che si occupa dell’aspetto commerciale e promozionale del sito. 

Come nasce l’idea di questa piattaforma per le arti?

Nasce dal desiderio di creare uno strumento a disposizione degli artisti e dei mecenati. Sappiamo benissimo tutti che l’Italia è piena di artisti, quindi non c’è problema a reperirli; per quanto riguarda invece i mecenati, essi sono per noi quelli che possono ospitare le opere negli spazi di loro proprietà, che possono essere quindi palestre, studi professionali, redazioni di giornali, ecc. In fondo si tratta di spazi che una persona amante dell’arte, che ama le cose belle e vuole circondarsi delle stesse, può mettere a disposizione facilmente.

Non è un’idea geniale, ma va messo in evidenza il fatto che tutti noi – in una fase della nostra occupazione – possiamo avere un negozio o uno spazio da mettere facilmente a disposizione di artisti che vogliono esporre e far conoscere quello che stanno facendo. È il desiderio di creare uno strumento di questo genere la cosa davvero più bella, che nasce dalla volontà di ideare qualcosa in un momento difficile per tutti per smuovere un po’ le acque. Tutto questo senza pestare i piedi a nessuno: non vogliamo che questo strumento sia un pugno in faccia per gli operatori del settore, o vada contro delle logiche esistite fino adesso per quanto riguarda il mercato dell’arte o le gallerie. Ce lo siamo detto: non vogliamo prevaricare su nessuno, ma dare soltanto degli strumenti perché l’arte possa diffondersi maggiormente, forse un messaggio utopistico nel nostro paese.

È proprio questa la ragione principale. Ed eravamo tutti molto contenti di fare questa cosa: i primi risultati direi che sono buoni, nel senso che fino ad oggi, tenendo conto che siamo partiti tredici giorni fa, cioè in poco meno di due settimane, abbiamo raggiunto circa 400 artisti e poco più di 1500 opere. Ogni giorno, a tutte le ore del giorno e della notte, ci sono artisti che pubblicano sul sito le loro opere d’arte.

Ognuno può diventare artista semplicemente ‘loggandosi’ al vostro sito. Crede che questo possa incentivare la creazione di nuovi talenti?

Sì, perché l’arte va stimolata in ogni caso, qualsiasi mestiere uno faccia. Purtroppo noi tutti abbiamo la cattiva abitudine di cercare subito il confronto. Pur credendo nelle tesi e nelle cose che facciamo, però abbiamo bisogno del confronto, cioè che qualcuno ci dica che un lavoro è bello; poi però ci si accorge che, oltre al giudizio, manca l’occasione per poterlo diffondere e farlo conoscere. È quindi importante che ci sia questo strumento, come tanti altri, per fornire nuove occasioni.

Ogni artista può, avendo creato un profilo, promuovere una mostra. In che modo?

In maniera molto semplice: l’artista può decidere di fare una mostra a tema, secondo una propria logica, e quindi fa la sua proposta. Purtroppo quello che manca oggi sono le proposte, il mettersi un po’ in gioco: ma è in questo modo che nascono nuovi talenti.

Poi succede che, una volta stabilito l’argomento della mostra, l’artista proponga una decina di opere facendo in maniera che il mecenate possa vederle, capisca la sua logica, entri in sintonia con lui e quindi si attivi per fare in modo di realizzare questa esposizione.

Crede che questa nuova forma di comunicare l’arte incentivi la collaborazione e la conoscenza tra artisti? E se sì perché?

Questo già avviene nei social network. Quel che è strano, è l’aver notato che io, in qualità di curatore di mostre da tanti anni, e avendo avuto modo di avvicinare gli altri che esponevano, con alcuni sono diventato amico, con altri sono rimasto un semplice conoscente. Si è insomma un po’ gelosi di quello che si fa, ma secondo me, è importante incontrarsi. Durante i vernissage ad esempio di mostre collettive, oppure anche in quelle personali, altri artisti vengono in contatto durante queste occasioni ed è bello vedersi, conoscersi, frequentarsi ed avere un giudizio da parte dei colleghi sulle cose che si stanno facendo.

Mi può spiegare come si diventa mecenate sul vostro sito anche senza elargizione di soldi?

L’ho detto anche prima: mecenate per noi è colui che mette a disposizione degli spazi legati alla propria attività, quindi in realtà non penso che occorrano soldi. Se prova ad immaginare uno studio professionale, alle pareti vi sono attaccati dei poster o delle cose messe lì per caso: spesso avviene anche questo, cioè si arredano i locali, o le proprie case in fretta per quanto riguarda l’arredamento soprattutto delle pareti. Tutti invece abbiamo degli spazi da condividere: è chiaro che essi devono avere una presenza continua di persone, un passaggio, perché solo in questo modo l’artista può farsi conoscere. Chiaro che l’ideale sarebbe ad esempio la Stazione Centrale di Milano, dove milioni di persone passano tutti i giorni, lo è di meno una piccola bottega o uno spazio dove transitano soltanto dieci persone al giorno.

Certo ogni spazio ha un suo valore potenziale, ma in fondo il mecenate si mette d’accordo con l’artista e non so cosa debba spendere: l’artista gli porta l’opera, lui la mette alle pareti e offre l’aperitivo, se ciò avviene in un posto pubblico ci si organizza. Noi diamo lo strumento, poi quello che succede dipende anche dall’intelligenza, da quello che il mecenate vuol fare o vuol realizzare.

Cosa vuol dire per Lei essere mecenate oggi?

Essere mecenati oggi significa fare da megafono, sollecitare, aiutare i giovani artisti. Una volta nella storia dell’arte erano i ricchi signori a ricoprire questo ruolo, adesso non occorre essere ricchi e provvedere ad un esborso di soldi o capitali, basta avere la volontà, uscire un po’ dal torpore della domanda ‘chi me lo fa fare? ma lasciamo perdere’ e poi anche ‘se dovessero rubare i quadri…’. Noi siamo bravissimi a erigere e a crearci barriere da soli; invece il mecenate non si fa condizionare da queste piccolezze o barriere. Mecenate è colui che decide di dare spazio all’arte, come succede nei giornali, quando si dà spazio ad un servizio o ad una rubrica.

Crede che la parola mecenate rievochi un periodo storico passato o la considera ancora attuale?

Sì, ricorda il passato, però noi la rilanciamo oggi, cercando di far capire che la parola può essere altisonante, importante, ma vale la pena di dare valore a chi decide di promuovere l’arte. Non è dunque il signor X che ha offerto uno spazio, ma si tratta di un vero e proprio ‘mecenate’ che destina degli spazi a promuovere l’arte.

Nel sito è possibile votare le opere degli artisti tramite un click e aiutarli a diventare più famosi. Crede che questo sia un modo per aiutare i giovani artisti ad emergere e se sì perché?

Sì, lo credo nel senso che secondo me il mezzo digitale, una volta che mette in piedi una piattaforma, è a disposizione di tutti. Non è solo del proprietario, ossia di chi gli ha messo il nome e lo ha depositato, è di ognuno che lo visita, quindi è giusto che tutti entrino e facciano le loro valutazioni, dato che possono visualizzare le opere e votarle. Possono fare quello che vogliono. Noi siamo nati da tredici giorni, siamo giovanissimi e quindi è chiaro che il sito è in versione beta, ovvero in una versione che prevederà sicuramente delle migliorie, però già così com’è, ha una sua logica. È giusto che le persone, anche semplicemente il visitatore (perché non è importante essere artisti o mecenati per entrare in Piazza delle Arti) entri nella piattaforma, se vuole voti, oppure visualizzi soltanto.

Le opere che sono presenti in rete sono coperte da un copyright? Possono essere riprodotte o copiate?

Le opere in rete sono coperte sempre da copyright. Non è vero che esistono siti con immagini gratis. E se lo sono, è perché qualcuno ha deciso che fossero gratis, ma è poi da vedere se lo sono veramente.

Nell’ambito della mia produzione fotografica non è facile rintracciare se qualcuno mette in rete una foto che ho fatto io e poi bisogna essere d’accordo o meno sulla sua pubblicazione. In realtà tutto deve essere coperto da copyright e questo diritto deve essere rilasciato al legittimo proprietario dell’opera.

Gli artisti e i mecenati vengono valutati dagli utenti. Crede che questo li aiuti nella loro credibilità verso l’esterno e nell’ascesa verso il successo. Se sì perché?

Volo molto basso. La prima cosa è avere un minimo di confronto: quando tu artista crei un’opera, hai poi bisogno di un confronto, hai bisogno di mostrarti; non per niente le mostre si chiamano così, nel senso che le opere vanno esposte per essere fatte conoscere.

D’altra parte è vero che uno può fare la propria produzione e tenerla in un cassetto o nel ripostiglio, ma non ci interessa; normalmente l’artista mostra le sue opere e quindi gli serve l’occasione per farle vedere e poi da cosa nasce cosa, qualcuno può raggiungere il successo, altri avere quello personale. Ogni artista deve essere un po’ imprenditore di se stesso, quindi decidere quanto la propria attività possa essere importante per la propria esistenza: può essere un lavoro, o un hobby. Ognuno deve decidere e da lì nascono desideri e aspettative.

 

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