domenica, Dicembre 8

Argentina-UE, Macri punta a Bruxelles passando da Madrid L' intervista alla Professoressa Cecilia Emma Sottilotta dell’American University di Roma

0

Al Presidente dell’Argentina, Mauricio Macri, spetta una settimana fondamentale all’insegna della politica estera del suo Paese. Tra oggi e domani è previsto un incontro a Buenos Aires con il premier spagnolo, Mariano Rajoy. Mentre tra venerdì e sabato Macri parteciperà al Vertice delle Americhe – Cumbre de las Americas di Lima.

Quando sarà a colloquio con Madrid, il Presidente argentino affronterà quattro questioni principali: il recupero delle relazioni bilaterali con la Spagna, la ricerca di nuovi investimenti spagnoli – non a caso Rajoy sarà accompagnato da 70 investitori iberici -, l’Accordo di Associazione tra Mercosur e Unione Europea e, infine, il sostegno spagnolo per l’ammissione di Buenos Aires all’OCSEOrganizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico.  

Il secondo appuntamento, invece, vedrà impegnato Macri in un’intensa attività di politica principalmente regionale. I punti cruciali affrontati in questa occasione saranno: la detenzione del leader brasiliano del PTPartido de los Trabajadores –, Inacio Lula Da Silva ,  la crisi venezuelana, e le tariffe statunitensi su alluminio e acciaio. L’obiettivo di Macri in questo secondo appuntamento sarà quello di mostrarsi agli occhi dei Paesi partecipanti  come potenziale leader regionale.

Considerando i punti che verranno affrontati, è possibile dedurne alcuni temi degni di analisi. In primo luogo, l’Accordo di Associazione tra MercoSur e Bruxelles, e quindi anche le relazioni con l’Unione Europea, giocheranno – molto probabilmente – un ruolo centrale. I negoziati durano ormai da anni e a fasi alterne, subendo varie interruzioni. Spiega, infatti, Cecilia Emma Sottilotta, Professoressa presso l’American University di Roma che «i principali ostacoli a livello nazionale e internazionale negli ultimi anni sono stati di natura politica. Uno dei principali problemi e’ stata la questione di come garantire l’accesso dei prodotti agroalimentari provenienti dai Paesi del Mercosur al mercato Europeo. L’obiettivo è raggiungere un accordo entro la fine del 2018…Il clima politico e’ diverso e i negoziati hanno ripreso slancio negli ultimi mesi».

L’accordo offrirebbe ai Paesi del Mercosur un sostanziale vantaggiol’apertura al mercato europeo per i loro prodotti agricoli e carne. Mentre, invece, Bruxelles, oltre al settore agroalimentare, riserva un forte interesse nell’esportazione di prodotti dell’industria manifatturiera, come nel sistema di appalti pubblici, l’esportazione di vino e alcolici. L’accordo, dunque, offre benefici interessanti per entrambe le parti, e in particolar modo per l’Unione Europea. Ad esempio, secondo l’Ex-sottosegretario di Stato allo Sviluppo Economico, Ivan Scalfarotto, l’accordo di libero scambio tra l’Ue e il Mercosur varrebbe ‘otto volte’ il CetaComprehensive Economic and Trade Agreement, ovvero l’accordo commerciale tra l’Unione Europea e il Canada.  Ha aggiunto, poi, Gilberto Bonalumi in un paper pubblicato dall’ISPI, che « .. se l’accordo venisse finalizzato, per l’UE si aprirebbero le porte di economie che insieme formano il 5° PIL mondiale, in un’area …che oggi importa ingenti quantità di prodotti europei, in particolare dai settori farmaceutico, chimico e delle macchine industriali, e che è la destinazione di più del 5% degli investimenti europei diretti all’estero. Le relazioni già in essere con questi Paesi, unitamente al fatto che l’UE è oggi l’unico partner commerciale ad aver avviato negoziati per la conclusione di un trattato commerciale, rendono questa trattativa una questione politica di grande interesse ». Si tratterebbe, dunque, di un’ottima strategia commerciale per l’Europa e per i Paesi del MercoSur, utile a far fronte al protezionismo statunitense difeso a spada tratta dall’Amministrazione di Donald Trump. Ed è forse questa politica americana ad aver stimolato ultimamente Bruxelles e i Paesi del MercoSur a raggiungere l’accordo. Infatti, nonostante le numerose interruzioni, l’Unione Europea si è mostrata propositiva, e sembra sia intenzionata a concludere l’accordo entro il 2018 – anche se era previsto per la fine del 2017 – .

Mauricio Macri ha ribadito in più occasioni il suo impegno e attivismo per il raggiungimento dell’accordo. Ad esempio, al World Economic Forum tenutosi a Davos lo scorso gennaio, il premier ha mostrato  il suo desiderio per fare dei passi in avanti, sottolineando che Bruxelles e i Paesi del MercoSur sono « Vicini ad un accordo ». Oltre ciò, l’incontro tra il ministro degli Esteri argentino, Jorge Faurie, e il suo omologo francese, Jean-Yves Le Drian, tenutosi a Parigi il 5 aprile conferma, ulteriormente, l’impegno argentino.

Tornando alla settimana di politica estera di Mauricio Macri, emerge un secondo tema da analizzare, ovvero il recupero delle relazioni bilaterali con la Spagna.

Nel 2012 l’allora Presidente argentina, Cristina Fernández de Kirchner, decise di nazionalizzare la filiale energetica argentina YPFYacimientosPetrolíferos Fiscales  controllata dalla compagnia petrolifera spagnola Repsol. La premier, incurante degli appelli spagnoli, della crisi economica che il Paese iberico stava affrontando, e del pericolo per i rapporti d’amicizia tra Madrid e Buenos Aires, nazionalizzò l’YPF-Repsol con un decreto d’esproprio, causando una vera e propria crisi diplomatica. L’incontro di oggi tra Macri e Rajoy, quindi, rappresenta un’ottima occasione per il premier argentino per risanare i rapporti con la Spagna. Anche se la strada è molto lunga prima di tornare alle relazioni di amicizia precedenti all’Amministrazione Kirchner, i due leder – secondo quanto riportato da ‘La Naciòn– non nascondono il loro ottimismo. La presenza di oltre 70 investitori spagnoli al meeting odierno di Buenos Aires conferma – ulteriormente –  la loro intenzione di recuperare i rapporti, lasciando la questione YPF-Repsol alle spalle. Infatti, Mariano Rajoy sarà accompagnato da una parte della compagine imprenditoriale iberica, e tanto Macri come Rajoy cercheranno di attrarre in Argentina investimenti spagnoli. Pertanto, l’incontro tra Madrid e Buenos Aires  assume due significati principali. In primo luogo, riavvicinandosi alla Spagna, l’Argentina potrebbe inviare un messaggio indiretto a Bruxelles, cui nodo centrale sarebbe la sua intenzione di premere sull’acceleratore per raggiungere l’Accordo di associazione sopra citato. Oltre ciò, l’incontro non è solo un meeting di carattere politico per riallacciare i rapporti congelati dal 2012, ma assume anche una valenza economica importante, cui emblema è la presenza di investitori.

Infine, ma non per questo meno importante, l’ultimo aspetto degno di analisi riguarda l’interesse del premier argentino di  presentarsi agli occhi dei partner regionali – e non – come leader, e principale interlocutore della regione latinoamericana. Un desiderio che diventa, a quanto pare, sempre più esplicito.

Uno dei più importanti contendenti alla leadership regionale, insieme a Buenos Aires, è Brasilia.

Spiega, infatti, Cecilia Emma Sottilotta che «.. sulla potenziale leadership argentina in America Latina pesano ragioni storiche, demografiche e economiche, tra queste una delle più importanti è la storica competizione con il Brasile…Negli ultimi anni dell’era Kirchner, l’Argentina aveva gravi problemi finanziari, un’inflazione galoppante, scarsa tutela per gli investitori stranieri, e l’ istituto di statistica nazionale e la Banca centrale subivano pesanti ingerenze da parte del Governo..oggi invece Macri  appare come un leader affidabile che sembra aver imboccato un sentiero ‘virtuoso’ per il Paese, vincendo l’opposizione interna ».

Considerando l’attuale crisi politico-sociale interna brasiliana e l’arresto di Lula – uno dei politici più carismatici e famosi in tutta l’America Latina, nonché il favorito alle prossime elezioni presidenziali brasiliane di ottobre -,  è probabile che Macri approfitterà del momento propizio per mostrarsi come unico leader regionale, aspirando alla leadership e cercando, quindi, di confermare il ruolo predominante dell’Argentina nella regione. Aggiunge, infatti, la professoressa Sottilotta che «..alla luce della profonda crisi politica attraversata dal Brasile,  ma anche tenendo conto dei preoccupanti sviluppi politici ed economici in Venezuela, Macri.. si mostra ansioso di ricucire i rapporti tra l’Argentina e i suoi principali partner regionali e internazionali, tra tutti gli USA e l’UE ».

È, quindi, probabile che il Presidente argentino presenterà il suo Paese come principale partner per gli interlocutori stranieri, come ad esempio per i colossi asiatici. Le economie di Cina e India, infatti, guardano con grande interesse la regione latinoamericana. Lo sforzo politico che Macri affronterà questa settimana potrebbe, inoltre,  servire al premier per farsi grande anche agli occhi degli argentini stessi, così che potrà magari puntare a un secondo mandato presidenziale del 2019. Le ambizioni regionali del premier sono « certamente legate anche a considerazioni di tipo elettorale, in merito alla sua ricandidatura per le elezioni presidenziali del 2019 » sostiene la professoressa Sottilotta.

Il premier, quindi, avrà una settimana decisamente impegnativa. E sembra che l’Europa, per vie dirette o indirette, ne ricaverà qualcosa. Gli appuntamenti del premier latinoamericano offrono, secondo la docente dell’American University, un ottimo passo avanti anche per la tutela del multilateralismo nel quadro internazionale. Conclude, infatti, la Sottilotta sostenendo che « in un momento in cui il multilateralismo come principio-chiave nella governance delle relazioni internazionali è messo sempre più in discussione, si pensi ad esempio al fallimento delle negoziazioni per raggiungere un accordo di libero scambio tra Stati Uniti e UE – il TTIP – oppure ai recenti scontri tra USA e Cina in materia di dazi doganali, rilanciare le relazioni tra UE e America Latina in chiave multilaterale potrebbe effettivamente assumere un significato particolare, dal punto di vista sostanziale e simbolico ».

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore