sabato, Gennaio 25

Argentina: la morte dell’attivista ‘oscura’ le elezioni amministrative La sua scomparsa è stata al centro del dibattito politico degli ultimi mesi

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In Argentina si sono tenute ieri le elezioni legislative di metà mandato, ma l’argomento principe dei giornali è stato il ritrovamento del corpo di un attivista scomparso quasi tre mesi fa, Santiago Maldonado. Il ragazzo, 28 anni, era stato visto per l’ultima volta il primo agosto, quando la polizia nazionale aveva sgomberato un accampamento di attivisti che stavano protestando in difesa dei diritti alla terra degli indigeni Mapuche nel sud dell’Argentina.

La sua scomparsa è stata al centro del dibattito politico degli ultimi mesi anche perché in Argentina c’è ancora molta sensibilità per gli attivisti politici scomparsi tra il 1976 e il 1983, gli anni della dittatura di Jorge Rafael Videla. Il governo del presidente Mauricio Macri è stato molto criticato per come ha gestito le ricerche del corpo di Maldonado, che è stato ritrovato il 18 ottobre in un fiume, congelato, poco lontano da dove si trovava l’accampamento; il terreno in cui è avvenuto il rinvenimento appartiene all’azienda italiana Benetton. Nell’autopsia condotta sul cadavere non sono state trovate ferite, ma per sapere la causa della morte bisognerà aspettare quindici giorni. Per ora comunque non è escluso che la causa della morte sia un’altra e che il corpo sia stato messo nell’acqua dopo la morte, per nascondere indizi: si teme sia stata proprio la polizia ad architettare il tutto. E ovviamente il caso, che ha scosso l’argentina, rischia di costare caro anche al partito di Macrì.

(video tratto dal canale Youtube di Al Jazeera)

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