mercoledì, Settembre 30

Argentina e la battaglia per l’aborto legale Le donne con le bandane verdi sono diventate il simbolo della riforma legale che stanno attendendo da troppo tempo

0

Libertà di abortire: è questo che urlano a gran voce le donne in Argentina. E per questo tengono strette tra i pugni alzati delle bandane verdi, che sono diventate il simbolo della riforma legale che stanno attendendo da troppo tempo. ‘Aborto legal, para no morir’, ‘che l’aborto sia legale, per non morire‘.

Ogni anno 522 mila donne argentine compiono aborti clandestini e le attiviste per il diritto all’aborto nel Paese hanno stimato che almeno 49mila di loro finiscono in ospedale per i metodi poco sicuri utilizzati durante l’operazione.

Il governo sta seriamente considerando di tenere un referendum sulla legalizzazione dell’aborto nel Paese, dove si può mettere fine a una gravidanza solo in tre casi: dopo una violenza, se la vita della madre è a rischio, se il feto non è sano. Il presidente conservatore Mauricio Macri però non è d’accordo e non vuole che le leggi contro l’aborto vengano cancellate o ammorbidite.

Una proposta di legge sull’aborto è già stata presentata: si tratta di una riforma che permetterebbe alle donne argentine di mettere fine alla gravidanza nelle prime 14 settimane. Al momento le donne che vogliono rinunciare alla maternità devono attendere la decisione della Corte, l’approvazione del giudice, che può rallentare la procedura.

L’Argentina vuole distinguersi dagli altri Paesi latinoamericani, dove l’aborto è illegale in ogni caso. Dopo 13 anni forse la lotta delle donne argentine può arrivare ad un lieto fine.

(video tratto dal canale Youtube di France 24)

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore