giovedì, Ottobre 22

Area 51: il mistero più conosciuto al mondo Ai tempi dei satelliti e dell’osservazione terrestre piuttosto spinta ancora si gioca con situazioni ambigue

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Si è fatto un gran parlare in questi giorni di uno dei punti più segreti degli Stati Uniti d’America: Area 51, la base militare che fa parte di una zona del Nevada a circa 150 km. a nord-ovest di Las Vegas. Estesa, si dice, quanto Piemonte e Val d’Aosta assieme. Tanto riservata da essere diventata una leggenda dagli aspetti più buffi e morbosi, probabilmente con favole alimentate appositamente per depistare dai veri scopi per cui la struttura esiste. Una spiegazione al riguardo la diede tempo fa il giornalista Phil Patton, sostenendo che negli anni Quaranta e Cinquanta la passione per gli extraterrestri ‘marciò di pari passo e in parallelo con il maccartismo’. Ovvero con l’ossessione di un’invasione da parte del mondo sovietico.

Oggi ne parliamo con un pizzico di ironia perché ai tempi dei satelliti e dell’osservazione terrestre piuttosto spinta ancora si gioca con situazioni ambigue pur di riempire pagine di giornali o creare eventi popolari pieni di parole e senza alcun fondamento anche se gli amministratori locali, riconoscendo il potenziale turistico, hanno rinominato la statale 375 con ‘The Extraterrestrial Highway‘.

E veniamo alla cronaca. L’evento ‘They Can’t Stop Us All’, lanciato su iniziativa di Jackson Barnes, un creatore di vignette di Melbourne è stato una marcia in cerca di alieni; la sua è partito a luglio di quest’anno, con la stima di portare in prossimità della Nellis Air Force Base circa due milioni di persone per scoprire dove le autorità americane nascondessero gli alieni visitatori del nostro mondo, perché secondo alcuni, tutti quelli che sono sbarcati accidentalmente o con proprie intenzioni sulla nostra Terra, sono sistemati tutti là, nel Nevada Test Site – 51. Indipendentemente dai luoghi più lontani dell’universo da cui sono arrivati, più diversi per ambiente e connotazione.

Alla fine l’interesse reale ha coagulato nella zona di Rachel non più di 150 persone, in abiti carnascialeschi. Nel loro immaginario con l’ultima collezione autunno-inverno per alieni. Noi riportiamo questi fatti un po’ per cronaca, ma anche per cercare di comprendere fino a che punto possa arrivare l’ingenuità di tanti individui. Per restare sulla notizia, raccontiamo che circa 75 neoufo si sono spinti fino al limite consentito della Secret Area per essere ovviamente bloccati dai militari e poiché qualcuno ha elegantemente espletato le proprie funzioni corporali davanti ai cancelli, c’è stato qualche fermo e tutto è finito lì.

Tutto quanto è nei recinti di Area 51 è anche denominato ‘Dreamland o ‘Paradise Ranch. Si tratta, è comprensibile, di postazioni sensibili da cui si staccano prototipi che conosceranno le generazioni future o apparecchi con dispositivi ancora allo stadio sperimentale per cui sono indispensabili livelli di segretezza che la gente comune con comprende e che hanno fatto scatenato le solite teorie del complotto così care agli ignoranti.

Perché, ci domandiamo amaramente, in prossimità della Seconda Guerra Mondiale non nacquero idee simili per i campi di sterminio realizzati da un largo manipolo di feroci assassini? Noi sappiamo con discreta certezza che in quella zona sono stati effettuati 739 test nucleari da parte del dipartimento dell’energia statunitense. Ovvero quasi l’80% di tutto quanto gli Stati Uniti avrebbe sperimentato in materia di armi atomiche, ragion per cui se ci si avvicina poco ai depositi di Yucca Mountain, è un bene per tutti. Le scarne notizie al riguardo ci informano che la base sia utilizzata per lo sviluppo e il collaudo di nuovi aerei approvati dall’United States Air Force ma potrebbe essere anche un prezioso deposito di aerei dell’Armata Rossa, macchine che vengono opportunamente sezionate per comprendere tutto quanto può essere utile alle industrie e all’intelligence. Niente di particolare dopotutto.

Certo però è che quando i Boeing 737 o altri jet più piccoli, tutti rigorosamente senza identificativo e con la radio con il riconoscimento JANET si muovono dall’aeroporto McCarran per raggiungere i siti operati dei contractor governativi, sono in molti a domandarsi chi siano i passeggeri o cosa venga imbarcat in quelle stive. È comprensibile darsi una risposta. Al momento il movimento capeggiato dal ricercatore britannico Nick Pope sostiene che in Area 51 si stia testando Aurora, un aereo spia in grado di volare a velocità sei volte quelle del suono equipaggiato da un pulsoreattore con dispositivi anti-gravità. Fantascienza o frontiera della conoscenza?

Il fatto inquietante è –dobbiamo dirlo- che l’intenzione di Donald Trump circa una forza di attacco aerospaziale,ancora non concretizzata, ha in queste zone una sua ragione molto precisa e ci spiace pensare che lo spazio, nonostante trattati e promesse poco mantenute, possa essere un terreno di scontro piuttosto che di collaborazione.

C’è poco da illudersi: quando la space economy prenderà la sua reale importanza, ci saranno posizioni da occupare e interessi da difendere. Trovarsi impreparati è da incoscienti. È dunque comprensibile che molte argomentazioni inerenti le attività spaziali passino dalle mani di alti ufficiali delle forze armate. 

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