giovedì, Ottobre 1

Arabia Saudita, un gigante dell’economia che cade L’Arabia Saudita si trova oggi, così dicono gli esperti, di fronte a ricatti economici, politici e diplomatici

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Beirut – Il Regno dell’Arabia Saudita, storico ‘dittatore’ dei prezzi del petrolio greggio, oggi si trova a combattere con tutte le sue forze su più fronti. Elevatosi a territorio dai superpotere e gigante internazionale dalle tasche profonde tanto da chiedere una ‘riverenza politica’ alle potenze straniere, l’Arabia Saudita si trova oggi – così dicono gli esperti – di fronte a ricatti economici, politici e diplomatici.

“Accade che la Casa Saudita non sta ricoprendo al momento la postazione tanto ambita dai suoi Reali, soprattutto in questo momento che l’Iran ha reclamato la sua posizione davanti alle altre nazioni”, ha dichiarato Said Hossam al-Sharjabi, economista specializzato nell’economie della zona dei Paesi del Golfo, e che ha lasciato i suoi commenti all’Indro. “I Sauditi stanno semplicemente perdendo le loro guerre in Siria e in Yemen; ad essere minacciata è anche la loro leadership marchiata OPEC; non stanno certo vincendo la lotta ai prezzi del petrolio, né la loro alleanza di lunga data con l’Occidente in questione, e l’Iran sembra, così, il vincitore su tutti i fronti, al momento”. Come ha scritto questo mese Tom Kool per OilPrice.com, «l’Arabia ha diversi punti deboli che potrebbero spiegare l’ansia della capitale Riyad».

Una volta troneggiava come il Regno in prima linea davanti alla comunità internazionale in fatto di supremazia del greggio, ora si è vista catapultata negli abissi: una bella operazione inversamente proporzionale. Forte dell’alleanza con gli USA nel 1971 con la crescita del petroldollaro, l’Arabia, da allora, si è sentita vincitrice per decenni – forse solo la sua stella potrebbe sentirsi in fase calante ora che i funzionari hanno fatto fuori le ‘riserve auree’. E potrebbe anche sentire sovraccaricato il peso politico del momento.

 

OPEC? Ma quale leadership OPEC ?

Per decenni, l’Arabia è stata leader dell’OPEC (Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio). Ebbene, questa verità è stata ribaltata … pesantemente dovremmo aggiungere, e questo perché il potere e peso politico dell’Iran e della Russia hanno smosso i Sauditi al punto da inciampare. Nonostante l’insistenza del contrario da parte dell’Arabia, il boom del petrolio statunitense ha aumentato la produzione di petrolio da parte della Russia, e l’Iran si ritrova adesso ad aver la meglio nella leadership.

Arabia cart

Il risultato è che l’Arabia Saudita si sente spodestata. C’è anche da aggiungere che piuttosto che dei tagli sulla produzione, all’incontro del 4 Dicembre 2015, l’OPEC ha deciso di rifiutare qualsiasi accordo per un plafond, come d’altronde è stato per anni.

L’Iran attende la revoca delle sanzioni nel 2016, al fine di pompare più petrolio e pompare anche l’economia; sull’altro fronte, i Sauditi stanno bruciando velocemente le riserve incassate, rivelandosi perdenti. Il grafico parla da sé, mettendo in rilievo il tipo di danno che le riserve saudite stanno vivendo. Alla meglio, l’Arabia potrà sopravvivere ancora per quattro anni alla crisi dei prezzi del petrolio.

A questo va aggiunta una guerra costosissima in Yemen e i costi diplomatici per Somalia, Egitto e Sudan …  l’oligarchica Riyad potrebbe  trovarsi a secco e senza supporto nel breve periodo. Da sempre abituata a corrompere la gente, il Regno ora deve far fronte a una situazione diversa, e in pochi saranno in grado di confrontarsi con un al-Sharjabi in guardia.

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