giovedì, Ottobre 1

Apple: la svolta annunciata da Cook non convince gli investitori Lo show presso lo Steve Jobs Theater è stato un mezzo flop

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È probabilmente esagerato parlare di doccia fredda, ma è praticamente certo che Tim Cook e gli altri dirigenti di Apple si aspettassero di suscitare reazioni improntate a maggiore entusiasmo sui mercati al momento dell’inaugurazione della nuova stagione. Dal palco dello Steve Jobs Theater di Cupertino, l’amministratore delegato della società ha illustrato al pubblico il nuovo piano d’azione che prevede il lancio di una serie di servizi video e interattivi in un’ottica di diversificazione del business, ma lo spettacolo inscenato è parso molto più attento alla forma che alla sostanza. L’impressione generale è infatti quella di una società che si illude di ricostruire la propria immagine di successo limitandosi ad offrire al pubblico semplici variazioni di prodotti già proposti dalla concorrenza. Ragion per cui, spiega l’analista Walt Piecyk, nonostante l’appoggio accordato da stelle del mondo dello spettacolo del calibro di Oprah Winfrey e Steven Spielberg, Apple avrà comunque bisogno di un lungo periodo di tempo per mettere in campo trasmissioni in grado di reggere l’agguerrita competizione – per Apple Tv+, l’azienda ha finora investito quasi 2 miliardi di euro all’anno, a fronte degli 8-12 di Netflix – e garantire entrate che contribuiscano a compensare al crollo delle vendite dei suoi popolarissimi iPhone.

Non va inoltre sottovalutato l’effetto negativo generato dalle voci di corridoio circolate nelle scorse settimane sulla società. Giorni addietro, era infatti uscita la notizia che Apple non era riuscita a coinvolgere nel proprio servizio di informazione – che permette la lettura di un certo numero di articoli previo abbonamento tramite un’apposita applicazione sviluppata a partire da Texture – colossi quali il ‘New York Times‘ e il ‘Washington Post‘. Secondo le più accreditate indiscrezioni, alle origini del mancato accordo vi sarebbe la pretesa di Apple di trattenere per sé il 50% dei 10 dollari di abbonamento mensili richiesti agli utenti e lasciare agli editori il resto. Lo stesso ‘Wall Street Journal‘, che pure aderisce all’iniziativa assieme a ‘Los Angeles Times’, ‘Vogue’, “New Yorker’ ed altri, ha annunciato che manterrà in ogni caso un contenuto esclusivo per i propri abbonati. Occorre peraltro tenere in debita considerazione le forti perplessità suscitate da Apple Arcade, il servizio di giochi, e, soprattutto, dal servizio delle carte di credito messo appunto di concerto con Goldman Sachs, giudicato eccessivamente costoso rispetto alla media.

In termini pratici, tutto ciò ha comportato una caduta di Borsa – poi recuperata nell’arco di diversi giorni – di Apple pari all’1,21% e alimentato un clima di sfiducia che aveva già cominciato a farsi pesante a causa delle tensioni sul commercio internazionale del calo dei rendimenti dei Treasury Bond a 10 anni, cosa che in genere preannuncia il rallentamento del ciclo economico. L’incremento del 143% delle puntate short su tutta una serie di titoli ne è il risultato più immediato.

Gli estimatori di Apple tendono a richiamare l’attenzione sul fatto che la società dispone comunque di 130 miliardi di dollari di riserve e di 65 miliardi di liquidi, e che nella sua storia si è sempre distinta per una straordinaria capacità d’adattamento; pur non avendo inventato gli smartphone, è riuscita comunque a portarli ai loro massimi livelli e a diffonderli con ineguagliato successo presso il grande pubblico.

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