giovedì, Ottobre 22

Anno 2016

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Dopo che il Presidente Donald Trump, insediatosi con un colpo di mano subito dopo il voto e non ad inizio dell’anno successivo, ha fatto abbattere il Palazzo dell’ONU ed avviato la costruzione al suo posto della nuova ‘Trump tower’, espellendo le Nazioni Unite da New York e dagli USA riducendole ad una marginale onlus, e dopo la parallela espansione dello Stato Islamico, cioè il Daesh, sino all’ingresso in Giordania e poi alla sua intera occupazione, divenendo di fatto ‘confinante’ di Israele, e dopo che Bibi Netanyahu è stato costretto a lasciarne la guida perché la moglie aveva pagato una donna di servizio palestinese con fondi statali (essendosi nel frattempo chiusi gli occhi su altri diciassette milioni di euro diversamente sperperati in altro modo dalla simpatica ex hostess), dopo che Marine Le Pen è sì riuscita ad arrivata all’Eliseo, ma non da Presidente bensì da nuova fidanzata di François Hollande («Cos’ha quell’uomo? Ragazze, credetemi, non contano solo le dimensioni, anche se pure su quelle non c’è niente da eccepire»), dopo che Sophia Loren è ‘scoppiata’ sul tavolo del chirurgo che tentava per l’ennesima volta a ridistenderle la pelle e la ‘nipotissima’ Alessandra è stata beccata nuovamente con un esponente dell’estremaestrema destra, ma stavolta non Roberto Fiore, però per sua fortuna Alessandro Sallusti era in quel momento impegnato con le Elezioni Comunali di Milano e così non aveva potuto reinsinuare nulla, dopo che Silvio Berlusconi si è convertito al più rigoroso pauperismo francescano (ma, come sospettano in molti, mai dare per morto l’uomo e la sua capacità di riproposizione), dopo che Valentino Rossi ha trionfalmente rivinto il mondiale di Moto GP e la Ferrari quello di Formula 1, dopo che il sole ha così ricominciato a splendere sull’orizzonte italico, dopo tutto questo, volendo, si può anche sostenere che il 2016 sia stato un anno come un altro, ma non è così.

In Italia, quello che ha mutato scenari e prospettive è certamente stato lo sconvolgente ‘Appello agli italiani’ di Sergio Mattarella, con cui il Capo dello Stato ha finalmente aperto gli occhi alla Nazione: «Italiani, siamo nella merda». Cui è seguita una generale nuova coscienza da parte dell’intero popolo che sino a quel momento aveva creduto fosse pummarola scura. Da quel momento il Paese ha cominciato a riprendersi, dopo la brutale presa d’atto della realtà. Il tutto, fortunatamente, in netta controtendenza rispetto allo scenario mondiale, grazie proprio a quel ‘punto di svolta’.

Così come il punto di svolta della campagna presidenziale statunitense era stata la diffusione da parte del candidato Repubblicano delle foto di Hillary che faceva pipì. «Una cosa così disgustosa che non voglio neanche dirla», aveva già affermato Trump in precedenza, quando la contendente Democratica si era ripresentata in ritardo al riavvio di un confronto televisivo. Poi, naturalmente, l’aveva invece detta, e, ben più, fatta vedere. In realtà quello che aveva causato riprovazione era stato piuttosto il fatto che la facesse in piedi e, insomma, lì la signora Rodham Clinton aveva cominciato effettivamente a vacillare, sino a quando preso dall’ansia di strafare lo spregiudicato tycoon aveva reso pubblico anche il video di uno scatenato doppio cunnilingus tra lei e la sua ‘storica’ assistente, Huma Abedin. Lungi dall’ulteriormente incrinarne la già vacillante immagine, quei fotogrammi ne avevano rilanciato la credibilità, attestando in primo luogo incontestabilmente la sua sino a quel punto dubbia femminilità e rivelandone l’aspetto ironico e trasgressivo quando di fronte alla telecamere aveva profferito sorridendo: «Monica sì, e Huma no?». Con Bill, in un angolo, che assentiva un po’ dispiaciuto, un po’ compiaciuto.

Ma neanche questo autogol è riuscito ad arrestare l’incoercibile spinta propulsiva del campione Repubblicano, e così Donald Trump si è trionfalmente insediato alla Casa Bianca, nominando Rossano Rubicondi ambasciatore in Italia per ringraziarlo di avergli prima intrattenuto l’insopportabile ex moglie Ivana, e poi presentato Belén Rodriguez divenuta nel frattempo la settima, ottava moglie o giù di lì dell’aspirante Presidente, portandogli in dote i voti di quegli stessi ‘latinos’ di cui annunciava la cacciata. Perché «i negri sono negri, e gli ispanici ispanici», come con efficace sintesi aveva spiegato in campagna elettorale, ma se sanno giocare a football o hanno un bel culo si può fare un’eccezione.

E, del resto, ognuno ha i Salvini che si merita.

 

  1. Continua

 

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