domenica, Settembre 20

Anniversari 2015: centenario nascita di Alberto Burri

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Nel 2015 si celebra il centenario della nascita di Alberto Burri, precisamente il 12 marzo. L’artista nato a Città di Castello fu tra i principali esponenti dell’arte informale.

Laureatosi in medicina nel 1940 fu travolto dalle vicende della seconda guerra mondiale, che lo vide prigioniero e detenuto nel carcere di Hereford in Texas. Se la guerra aveva fermato il medico nulla potè sul talento artistico che ben presto emerse attraverso la singolare visione dimensionale di Burri.

Tornato in Italia solo nel 1946, organizzò la sua prima mostra personale nel luglio del 1947 mentre nel 1948 espose la seconda nella quale propose per la prima volta delle opere astratte dalle forme amebiche, filiformi e reticolari. Esse erano di ispirazione artistica francese, grazie al soggiorno parigino che gli permise di entrare in contatto con artisti del calibro di Mirò, e quelli che ruotavano intorno alla galleria René Drouin, che si stava affermando come uno dei centri più importanti della nuova stagione artistica, denominata poi informale.

Dopo la serie dei Neri la tridimensionalità delle opere di Burri si evidenzia nei Gobbi, dove la superficie del dipinto è deformata da rigonfie protuberanze inserendo dietro il telaio rami nodosi, per passare alle serie delle Muffe sfruttando le efflorescenze prodotte dalla pietra pomice combinata alla tradizionale pittura a olio, e la serie dei Sacchi realizzati interamente con la juta, rattoppata e ricucita, che grande scandalo suscitarono negli anni cinquanta.

Una delle rare dichiarazioni dell’artista, nell’ambito della mostra collettiva organizzata dal Museum of Modern Art di New York nel maggio del 1955 dal titolo ‘The new decade: 22 European painters and sculptors‘ riportata nel catalogo fu: «Le parole non mi sono d’aiuto quando provo a parlare della mia pittura. Questa è un’irriducibile presenza che rifiuta di essere tradotta in qualsiasi altra forma di espressione. È una presenza nello stesso tempo imminente e attiva. Questa è quanto essa significa: esistere così come dipingere. La mia pittura è una realtà che è parte di me stesso, una realtà che non posso rivelare con parole».

Verso la fine degli anni cinquanta diede vita alle serie delle Combustioni nel 1957, dei Ferri nel 1958, dei Legni del 1959. Anche se i Sacchi ricevevano sempre più consensi, l’artista attraverso le combustioni e la sperimentazione delle caratteristiche del legno, si inseriva nel clima della corrente Informale.
Il decennio successivo, quello degli anni sessanta passò alla manipolazione dei materiali artificiali dando vita alle Plastiche, con l’avvento di questo tipo di materiale nella vita quotidiana.
L’utilizzo di materiali così diversi come juta, legno bruciato, plastica, rivela la regia artistica di Burri, che abbina un’ immagine violenta ed aggraziata al tempo stesso.

Negli anni settanta passa ai Cretti, vaste superfici screpolate, ottenute dall’utilizzo di una miscela di collanti, creta, caolino, bianco di zinco, con la quale ricopriva il supporto, che a contatto con l’aria si rigonfiava screpolandosi con il calore. Qui l’intervento dell’artista bloccava la crepatura con uno strato di colla vinavil, secondo l’intenzione di crepatura voluta. I cretti, furono esposti per la prima volta nell’ottobre del 1973 a Bologna (galleria San Luca), ed i più importanti sono il Grande Cretto Nero di dimensioni monumentali per il Franklin D. Murphy sculpture garden nel 1976, ed il secondo di dimensioni 15 m x 5 per il Museo di Capodimonte di Napoli. Nel 1976 ideò il grande Cretto di cemento bianco, iniziato però nel 1985 che ricopre le macerie di Gibellina a Trapani.

Il Premio Feltrinelli per la Grafica da parte dell’Accademia Nazionale dei Lincei è del 1973 con la motivazione «per la qualità e l’invenzione pur nell’apparente semplicità, di una grafica realizzata con mezzi modernissimi, che si integra perfettamente alla pittura dell’artista, di cui costituisce non già un aspetto collaterale, ma quasi una vivificazione che accoppia il rigore estremo ad una purezza espressiva incomparabile».

I Cellotex è una serie nata da un materiale edilizio usato come isolante, costituito da una mistura di colle e segatura di legno. Burri da supporto delle sue opere lo porta in primo piano, mediante un’azione di raschiatura e incisione con sapiente precisione rendendola un’opera d’arte.
Burri è un artista poliedrico e di indomabile curiosità circa i materiali, che lascia aperto il dubbio su come avrebbe utilizzato i polimeri di nuova generazione.
Numerosi gli omaggi all’artista per il centenario della nascita, già attivo il sito Alberto Burri Centenario  con le iniziative predisposte per celebrare l’evento. Perfino oltreoceano il Solomon R. Guggenheim Museum di New York aprirà il 15 ottobre una mostra antologica retrospettiva delle opere di Alberto Burri a cura di Emily Braun.

In Italia tutti i parlamentari eletti in Umbria avevano caldeggiato iniziative affinché : «il 2015, l’anno di Burri, possa rappresentare un grande momento di valorizzazione della cultura, dell’arte contemporanea e delle politiche turistiche a queste legate, nonchè una grande occasione per il Paese, per l’Umbria e per Città di Castello, la città di Burri». Al momento l’annuncio del capogruppo Pd Walter Verini è stato : «Lo Stato italiano celebrerà il centenario di Alberto Burri anche con l’emissione nel 2015 di un francobollo appartenente alla serie Il patrimonio artistico e culturale italiano».

La musica nell’ambito della 48ma edizione del Festival delle Nazioni di Città di Castello, in programma dal 25 agosto al 5 settembre, propone come evento centrale della manifestazione la prima esecuzione assoluta di una nuova composizione di Salvatore Sciarrino, creata su commissione del Festival delle Nazioni, in omaggio all’arte di Alberto Burri, un brano per flauto e quartetto d’archi.

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