venerdì, Novembre 15

Angola: fine dell’era Dos Santos L’ex Presidente Jose Eduardo dos Santos si dimetterà dalla Presidenza del partito, subentrerà Joao Lourenco, l’uomo al quale si deve la fine del potere della famiglia più famosa del continente

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Venerdì 27 aprile il Comitato Centrale del Movimento Popolare di Liberazione dell’Angola (MPLA) ha annunciato che l’ex Presidente Jose Eduardo dos Santos si dimetterà dalla Presidenza del partito. La carica passerà a Joao Lourenco, attuale Presidente della Repubblica. «Il Comitato Centrale ha approvato la risoluzione e il calendario per il sesto congresso straordinario previsto per il prossimo settembre ove sarà esaminata la candidatura di Joao Lourenco alla presidenza del MPLA»,  recita il conciso comunicato stampa del partito al potere da 38 anni.  

Jose Eduardo dos Santos, a capo del movimento rivoluzionario marxista MPLA, liberò l’Angola dal dominio coloniale portoghese nel 1975, diventando Presidente nel 1979, dopo la morte del primo Presidente dell’Angola libera Agostinho Neto. Giunto alla Presidenza, Dos Santos mantenne la carica di Presidente del partito e capo delle Forze Armate. Una scelta strategica per aver il pieno controllo del processo rivoluzionario e del nuovo potere instauratosi dopo la liberazione dal giogo portoghese.

L’ascesa alla Presidenza di Dos Santos avvenne 4 anni dopo lo scoppio della guerra civile contro il movimento fascista UNITA (Unita’ Nazionale per l’indipendenza Totale dell’Angola) sovvenzionata da potenze europee e Stati Uniti per contrastare l’avanzata del comunismo in Africa. La guerra civile durò fino al 2002, quando l’Esercito regolare riuscì a sconfiggere la guerriglia fascista e imporre la pace. Oggi la UNITA è un partito politico, anche se mantiene un nucleo armato in alcune province del Paese.

Ufficialmente il cambio del vertice all’interno del MPLA, deciso venerdì scorso, è dovuto al precario stato di salute del Padre della Nazione. Anche se la cagionevole salute di Dos Santos ha avuto un suo peso nella scelta del Comitato Centrale, la sua uscita di scena è dovuta a una sapiente opera del nuovo Presidente tesa a eliminare il potere rimasto alla Famiglia Dos Santos.

Durante il lunghi decenni di potere i Dos Santos si sono inseriti all’interno di ogni settore politico ed economico del Paese, controllando di fatto l’economia ben prima dell’apertura al capitalismo. Il Padre della Nazione, sfruttando la sua popolarità per aver liberato l’Angola e l’assoluto controllo del partito, delle istituzioni e delle forze armate, aveva piazzato i membri della sua famiglia alla guida delle più floride aziende di Stato. Jose Filomeno dos Santos controllava il Fundo Soberano de Angola, un fondo di investimento pubblico creato con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo sociale ed economico del Paese. Isabel dos Santos era stata posta alla guida della multinazionale petrolifera SONANGOL.

Filomeno e Isabel sono stati gli artefici dell’impero Economico internazionale della famiglia Dos Santos che ingloba vari settori produttivi, sia in Angola che in Portogallo. Telefonia, banche, ditte edili e supermarket sotto diretto controllo di Isabel apportano altri milioni di dollari. I figli minori: Welwitschia José Dos Santos Pego (detta Tchizé) e José Paulino Dos Santos (detto Coreon Dù) sono stati compensati dal Padre della Nazione in modo che non si sentissero esclusi dagli affetti familiari.
Tchizé controlla il Comitato Centrale del MPLA, la TV di Stato, ‘TPA 2’, oltre essere  la principale azionista del Banco Prestigio. Paulino, interessato all’arte più che agli affari, controlla, assieme alla sorella, la compagnia Semba Comunicação, la Cinecittà angolana che sforna film e soap opere per tutto il continente e per l’America Latina, creando una produzione cinematografica talmente florida che è in grado di competere con quella nigeriana e determinando milioni di dollari di profitti. Edane Danilo Dos Santos, altro figlio del Presidente, gestisce vari investimenti e controlla la banca delle poste, Banco Postal de Angola. La terza moglie di Dos Santos, Ana Paula, è la principale azionista del Banco Sol, della esclusiva ditta Deana Spa e controlla la maggioranza delle principali attività commerciali e ditte del terziario della capitale Luanda tramite fedelissimi prestanome.

 L’impero Dos Santos ha impedito lo sviluppo economico e sociale del Paese, nonostante la forte crescita registrata durante l’ultimo decennio, creando malessere e risentimento tra la popolazione, sentimenti che hanno rischiato di sfociare in una rivoluzione contro il partito al potere. Per preservare il MPLA e gli interessi familiari, il Presidente Dos Santos, nell’agosto del 2017, annuncia il suo ritiro dalla Presidenza e promuove come successore il suo più fedele collaboratore e amico, siglando un patto in cui il nuovo Presidente aveva il compito di proteggere gli affari della Famiglia Dos Santos. Per assicurarsi ulteriore protezione Dos Santos decise di rimane alla testa del partito.

 Vinte le elezioni, il nuovo Presidente non rispetta il patto tra gentiluomini. Nel novembre 2017 rimuove Isabel Dos Santos dalla guida della SOANGOL, sostituendola con Carlos Saturnino, esperto economista petrolifero. Saturnino occupava un posto dirigenziale all’interno della SONANGOL ed era stato licenziato l’anno prima da Isabel, in quanto accusato di aver messo in discussione la gestione della ditta petrolifera pubblica. Isabel viene successivamente accusata di aver sottratto ingenti fondi alla ditta petrolifera nazionale e una inchiesta giudiziaria viene aperta a suo carico.

 Questo è il primo attacco agli interessi della famiglia Dos Santos, la quale reagisce provocando il blocco delle importazioni di carburante (che la famiglia controlla), blocco che paralizzerà il Paese creando seri problemi al Presidente Joao Lourenco. La famiglia è potente e riesce addirittura ad influenzare la ‘CNN’, la tv infatti ritratterà la notizia sull’apertura dell’inchiesta giudiziaria a carico di Isabel. Il Padre della Nazione, conservando la carica di Presidente del partito, gode ancora di notevoli appoggi all’interno del MPLA e di conseguenza all’interno dell’Esercito. Lourenco è consapevole dei rischi che corre e sembra sospendere il suo programma di lotta contro la corruzione e i monopoli illegali di cui la famiglia Dos Santos è pienamente coinvolta.

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