sabato, Luglio 20

Angola, al via la decentralizzazione In obiettivo, lo sviluppo delle comunità locali da sottrarre alla corruzione. Si agirà su poteri e competenze a Comuni e Province

0

Il Presidente angolano João Lourenço, dopo aver neutralizzato il controllo politico ed economico sul Paese della Famiglia Dos Santos e messo a punto varie misure per rilanciare e diversificare l’economia, troppo incentrata sulla produzione di idrocarburi, ora si sta concentrando su un piano di decentralizzazione dei poter per favorire lo sviluppo delle comunità locali, in previsione delle elezioni amministrative locali in programma per il 2021.

Secondo il team di esperti e consulenti ingaggiato dal Presidente Lourenço, la decentralizzazione di vari poteri e competenze a Comuni e Province appare l’unica soluzione plausibile per risolvere i gravi problemi locali: rilancio dello sviluppo economico locale, rafforzamento del ruolo delle comunità, gestione del territorio urbano e della protezione ambientale. La decentralizzazione di poteri e competenze garantirebbe una maggior trasparenza nella gestione dei fondi pubblici destinati ai servizi sociali e allo sviluppo economico dell’Angola rendendola più efficace.

La proposta è stata accolta con entusiasmo dagli amministratori locali. «Penso che la proposta di decentralizzazione dei poteri sia un’ottima soluzione da sostenere senza riserve perché la popolazione in questo modo sarà resa partecipe alla gestione dei fondi pubblici rendendoli più trasparenti ed efficaci per rafforzare i servizi sociali di base, lo sviluppo economico e la tutela dell’Ambiente nei singoli comuni e distretti», dichiara Firmino José, amministratore locale del distretto di Morro Bento. Parere confermato da Evandro Amaral, Presidente dell’Associazione Amministratori locali dell’Angola.

La decentralizzazione si pone come obiettivo di risolvere problemi che rischiano di diventare cronici: carenza di adeguate infrastrutture ospedaliere e scuole, elettricità pubblica e privata, raccolta dei rifiuti, disoccupazione giovanile, e l’accessibilità all’acqua potabile, problema che affligge molti comuni angolani.  

Attualmente la gestione degli affari locali di Comuni, Distretti e Province è sotto il controllo del Governo centrale. Gli amministratori locali interagiscono segnalando carenze e necessità, ma non hanno alcun controllo e partecipazione agli investimenti stanziati e alle politiche adottate per risolvere questi problemi. La centralizzazione dei poteri porta, inoltre, a fenomeni di corruzione e malversazione dei fondi pubblici, fenomeni criminali spesso difficili da intercettare. La decentralizzazione dei poteri creerà una gestione diretta. Si pensa al modello amministrativo dell’ex potenza coloniale, il Portogallo, considerato il miglior modello adattabile alla realtà angolana.

Con la decentralizzazione e maggior poteri e finanziamenti alle autorità locali si potrebbero risolvere nello specifico le singole situazioni di sottosviluppo di Comuni, Distretti e Province, ognuna di esse diversa dalle altre. Una diversità che obbliga a soluzioni mirate sul terreno e non a generici piani nazionali di sviluppo. La proposta, in fase di studio, prevede anche il rafforzamento della partecipazione della popolazione attraverso la creazione di comitati di cittadini che interagiscono con l’amministrazione pubblica locale per la gestione delle risorse e i piani di sviluppo sociale ed economico. Secondo molti amministratori locali, esperti e vari membri del Governo, la decentralizzazione è un passaggio fondamentale e obbligatorio per garantire un corretto e sostenibile futuro al Paese.

La decentralizzazione dei poteri alle amministrazioni locali è supportata dalla Banca Mondiale che sta partecipando al progetto, entrato nella seconda fase di realizzazione. La prima fase si è incentrata sulla identificazione dei problemi locali e creazione di meccanismi di partecipazione dei cittadini e della società civile. La seconda fase prenderà in esame gli attuali piani di sviluppo nazionali per adattarli alle realtà locali e alle modalità di finanziamento e controllo da parte del Governo centrale. Uno studio di fattibilità generale e specifico per singole realtà completerà la seconda fase, al fine di presentare il disegno di legge per la riforma dell’amministrazione pubblica in Angola.

La Banca Mondiale ha concesso un prestito  triennale di 1,5 miliardi di dollari americani in supporto alla politica di riforma del Presidente João Lourenço e nello specifico per sostenere il rafforzamento dei settori relativi all’assistenza sociale, all’acqua potabile, all’agricoltura, oltre a trasporti, energia solare.

Nel frattempo il Presidente Lourenço continua nella sua guerra contro la corruzione strettamente legata all’impero economico e semi-mafioso della gamiglia Dos Santos, e, a dire degli osservatori internazionali c’è ancora molto da fare per un Presidente che è stato definito la ‘scopa’ che spazza via i resti del vecchio regime.
A fine marzo, il primogenito José Filomeno Dos Santos è stato scarcerato dopo sette mesi di detenzione per corruzione e appropriazione indebita di fondi pubblici, rimanendo, però, a disposizione della autorità giudiziarie. Il Governo ha richiesto la restituzione dei fondi sottratti da Filomeno, stimati a 1,5 miliardi di dollari.
Il dopo-Dos Santos comincia, però, presentare i primi problemi. Il settore degli idrocarburi, il più importante per l’economia del Paese, è costantemente in fibrilazione, al centro dei nervosismi vi è la nuova agenzia nazionale del petrolio e del gas, l’ANGP, che gestirà gli idrocarburi nazionali, che inizia avere problemi con le compagnie nazionali, in primis  con Sonangol, dopo che a fine febbraio aveva presentato il piano sulle licenze petrolifere per il periodo 2019-2025   -55 blocchi onshore nel bacino di Namibe e Benguela e nei bacini del Congo e Kwanza- in seguito all’approvazione, un anno fa, di tre nuove leggi sui settori petrolio e gas che assicurano ampi poteri al Presidente.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore