lunedì, Agosto 3

Anche il David si fa bello

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Firenze –Chi l’avrebbe mai pensato che anche una statua come il David deve essere spolverata come una qualsiasi altra cosa? Come un comò di casa, un armadio, un soprammobile? Eppure è così, col tempo e il numero ingente di visitatori la polvere si deposita in ogni angolo della superficie dell’opera rischiando di danneggiarla. E così ogni due mesi abbiamo pensato una ripulitura minuziosa quanto delicata, condotta dai nostri validi restauratori.Cecilie Hollberg, neo direttrice della Galleria dell’Accademia, una delle più celebri al mondo per il David ed altri capolavori michelangioleschi, manifesta il suo stupore per questo tipo di intervento, per il quale è stato stipulato un contratto con la Presidente della Fondazione non profit Friends of Florence, Simonetta Brandolini d’Adda.

Come accade ormai ininterrottamente dal 2005, l’accordo è stato siglato tenendo fede alla filosofia, condivisa da entrambi i contraenti, che è meglio investire per una manutenzione costante e frequente piuttosto che per un intervento di restauro a lunga scadenza. E così, data l’occasione della firma, anche a noi giornalisti è  stata offerta la possibilità di vivere un’avventura emozionante: quella di salire sulle leggerissime impalcature innalzate a fianco della celebre statua e poter  avere un incontro ravvicinato con l’icona della bellezza e il simbolo della libertà, come mai ci era accaduto in tanti anni di frequentazione della Galleria.

Beh, poterlo ammirare dall’alto in basso, incrociarne lo sguardo, ammirarne quel naso che Michelangelo finse di correggere come suggerito dal Cancelliere della Repubblica Pier Soderini, è un fatto che dà grande emozione. Quanto al naso che Michelangelo -come lo chiamava il Vasarifinse di correggere mimando alcuni ritocchi con lo scalpello e diffondendo una manciata di polvere, è una trovata di cui l’artista poté compiacersi. “Guardatelo ora” disse rivolto ai committenti. “ A me piace di più”  disse il Gonfaloniere, “gli avete dato la vita.” Scrive divertito  il Vasari: “Così scese Michelangelo, e lo avere contento quel signore che se ne rise da sé Michelagnolo avendo compassione a coloro che per parere d’intendersi non sanno quel che dicano; et egli, quando ella fu murata e finita, la discoperse, e veramente che questa opera ha tolto il grido a tutte le statue moderne ed antiche, o greche o latine che elle si fussero….”  

Questa figura, che tutto il mondo ammira, fu ricavata tra il 1501 e il 1504 da un blocco di marmo di Carrara (neanche dei migliori), da quel Genio di Michelangelo, dopo che Agostino di Duccio (e non Simone da Fiesole come ipotizzava il Vasari), lo aveva malamente intaccato e gli operai dell’Opera del Duomo l’avevano abbandonato. Bene. Con quest’accordo, rinnovabile di anno in anno, la fondazione americana si fa carico delle spese inerenti la manutenzione del David, delle altre sculture di Michelangelo (Prigioni, San Matteo e Pietà da Palestrina) e del modello del Ratto delle Sabine del Giambologna, custoditi museo di via Ricasoli a Firenze.

A sottoscrivere l’atto davanti ai media -che prevede lo stanziamento di 20mila euro lordi- sono stati la Direttrice della Galleria dell’Accademia, Cecilie Hollberg e la Presidente della Fondazione non profit Friends of Florence, Simonetta Brandolini d’Adda. Questo importante sostegno finanziario viene dato alla Galleria dell’Accademia ed agli altri musei fiorentini fin dal 2005.  Sentiamo la neo direttrice, insediatasi il 1° dicembre scorso: “Mi fa molto piacere poter prorogare questa convenzione divenuta ormai un appuntamento consueto“, dice Cecilie Hollberg nel suo eccellente italiano, “soprattutto perché dimostra quanto interesse abbiano i Friends of Florence per la nostra Galleria dell’Accademia e, per me è importantissimo non solo il fermo appoggio da parte dei nostri sostenitori, ma anche far sapere ciò che accade nel museo quando è chiuso al pubblico. Occorre far conoscere le necessità quotidiane della conservazione per ottenere sostegno.” Dunque, più spazio alla manutenzione perché riduce il ricorso agli interventi più sostanziosi. La ripulitura del David avviene il lunedì, giorno di chiusura al pubblico della Galleria. Per il David, in passato si era stati in apprensione per lo stato di una caviglia. “Al momento” dice la Direttrice, “non vi sono pericoli e comunque l’opera è costantemente monitorata.

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