giovedì, Ottobre 29

Amministrative: M5S in vetta, Pd in arrampicata

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Ballottaggio, questa la parola chiave delle elezioni amministrative nelle grandi città che richiameranno i votanti alle urne per il prossimo 19 giugno, ma che, di ora in ora, si arricchiscono di colpi di scena.
A catturare l’attenzione è la capitale, dove l’annunciato trionfo di Virginia Raggi (M5S) si è concretizzato con una percentuale di consensi che si attesta attorno al 36%, mentre la partita sembrerebbe chiusa tra Roberto Giacchetti (PD), poco sopra il 24%, e la tenace Giorgia Meloni (sostenuta da una delle due coalizioni di centro-destra) che con poco più del 20% è ‘stata alle calcagna’ per molte ore sfatando ogni pronostico berlusconiano che la vedeva dietro al favorito di Silvio Berlusconi, Alfio Marchini che ha faticato per portare a casa un 10% di votanti. Un testa a testa inaspettato quello tra il candidato del Partito Democratico (Pd) e la leader di Fratelli d’Italia (FdI), appoggiata dalla lista Noi con Salvini guidata dall’ex Presidente della Camera Irene Pivetti, che ad ogni seggio ribalta le percentuali delle proiezioni.
I primi commenti sono arrivati dal vice presidente del Pd, Lorenzo Guerini, che ha affermato: «A Roma stiamo seguendo la situazione, sapevamo che si partiva da una situazione difficile, ma confidiamo di poter attendere con fiducia la conclusione di questa lunga serata elettorale», ed ha spiegato: «Dobbiamo seguire con attenzione le operazioni di spoglio». Successivamente anche dalla compagnie politica della rivale Meloni sono arrivate le prima dichiarazioni direttamente dal Segretario del Carroccio, Matteo Salvini, che ha commenta: «A Roma dico ‘daje Gio’ e mi sembra evidente che da parte di Forza Italia c’è stata una scelta suicida». La pentastellata Virginia Raggi pensa già al ballottaggio e afferma: «E’ solo il primo tempo ma è un momento storico importantissimo. I romani sono pronti a voltare pagina. Io sono pronta a governare e restituire bellezza e e splendore che merita a questa citta’. Il vento sta cambiando». Nella capitale l’affluenza alle urne è stata all’incirca del 57,19%.

A Milano è sfida tra il manager Stefano Parisi, candidato per la coalizione di centro destra, e  Giuseppe Sala (PD, sostenuto anche dai cespugli della sinistra), al momento in testa per una manciata di voti. Secondo gli ultimi dati, l’ex numero uno di Expo giocherebbe alla pari con lo sfidante ‘azzurro’ con una percentuale combattuta tra il 40-42%. Parisi, che negli ultimi giorni era dato per favorito, afferma: «Sono molto contento. Tre mesi fa nessuno mi conosceva e Sala era molto noto dopo l’Expo. La maggioranza dei milanesi ha votato per cambiare, la partita è molto aperta e abbiamo grandi possibilità di farcela. Se la differenza fosse di 5 punti, sarebbe il miglior ballottaggio di tutta Italia». Dal point del Pd parla il Ministro per le politiche Agricole Maurizio Martina che, rivolgendosi al risultato ottenuto da Sala, sottolinea: «C’era anche chi raccontava di un sorpasso che mi pare non esista. Sono dati molto buoni  siamo molto soddisfatti. Adesso si lavora a testa bassa per raggiungere un buon risultato al ballottaggio». Dato fatiscente è sicuramente lo scarso numero di partecipanti che dal 67,6% del 2011 passa all’attuale 54,6%.

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