giovedì, Dicembre 12

Ambasciata Usa a Gerusalemme, tutti contro Trump. Scontri e morti a Gaza MI5: 'Isis prepara attacchi devastanti e più complessi in Europa'. Kosovo, si apre indagine su uranio impoverito

0

A Gerusalemme è stato il giorno dell’inaugurazione dell’ambasciata Usa. A partecipare alla cerimonia il ministro Steven Mnuchin, oltre a Ivanka Trump e il marito Jared Kushner e l’intera leadership israeliana, con in testa il presidente Reuven Rivlin e il premier Benyamin Netanyahu. «Oggi è un grande giorno per Israele!», ha scritto su Twitter Donald Trump, che poi in un video ha confermato: «La capitale di Israele è Gerusalemme. Israele, come ogni stato sovrano, ha il diritto di determinare la sua capitale».

Contro gli Usa si è scagliato il capo di al Qaeda, Ayman al Zawahiri, che ha invocato il jihad contro Washington e Israele e ha invitato i musulmani a prendere le armi: «Tel Aviv è anche una terra di musulmani», ha detto in un video, nel quale afferma che spostando l’ambasciata Usa a Gerusalemme, il presidente degli Stati Uniti «ha svelato il vero volto della moderna crociata. Con lui non funziona la pacificazione ma solo la resistenza tramite il jihad».

Intanto a Gaza scontri al confine tra manifestanti palestinesi ed esercito israeliano lungo la barriera difensiva. L’esercito ha respinto le persone accorse sul luogo con gas lacrimogeni. Si parla di ameno 52 palestinesi morti e 2400 feriti. Secondo Amnesty International ci sarebbero anche 6 minori tra le vittime. Mentre un aereo da combattimento israeliano ha colpito con almeno un missile un obiettivo nel Nord della Striscia. In precedenza l’aviazione aveva già colpito una postazione di Hamas presso il campo profughi di Jabalya. Il segretario generale aggiunto della Lega araba con delega per la questione palestinese e i territori occupati, Said Abou Ali, «ha fatto appello a un intervento internazionale urgente per fermare l’orribile massacro perpetrato dalle forze di occupazione israeliane contro i palestinesi, in particolare nella Striscia di Gaza». Durissimo invece l’atto d’accusa su Twitter del ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif: «Il regime israeliano massacra innumerevoli palestinesi a sangue freddo durante una protesta nella più grande prigione a cielo aperto. Nel frattempo, Trump celebra il trasferimento illegale dell’ambasciata Usa ed i suoi collaboratori arabi cercano di distogliere l’attenzione».

In Indonesia, tre membri di una terza famiglia di aspiranti kamikaze sono morti ieri sera e due sono rimasti feriti nell’esplosione di un ordigno che stavano preparando in un appartamento a Sidoarjo, una città vicino a Surabaya. Secondo la polizia, una delle vittime era un caro amico del padre della famiglia di sei persone che ieri ha organizzato il triplice attentato contro chiese cristiane a Surabaya, che ha ucciso un totale di 14 persone.

L’Isis intanto ha rivendicato con una dichiarazione sul web l’attacco di ieri a un edificio governativo nell’Afghanistan orientale, in cui sono rimaste uccise 10 persone e ferite oltre 40. E proprio di Isis ha parlato  il capo dell’MI5 Andrew Parker, secondo cui l’organizzazione si prepara a compiere attacchi ‘devastanti’ e ‘più complessi’ in Europa dopo aver perso territori in Medio Oriente. Dodici attacchi terroristici sono stati fermati nel Regno Unito dall’attacco di Westminster nel 2017, ha rivelato Parker, che accusa anche il Cremlino di «flagranti violazioni delle regole internazionali» per l’avvelenamento dell’ex-spia russa Sergei Skripal e di sua figlia a Salisbury a marzo.

Andiamo in Serbia, perché una apposita commissione indagherà sulle conseguenze dei bombardamenti con uranio impoverito condotti dalla Nato nella primavera 1999 durante la guerra del Kosovo. Lo ha annunciato il presidente Aleksandar Vucic denunciando un incremento dei casi di tumore fra i bambini: «Io non avevo mai creduto fino in fondo a tali teorie, ma parlando con i medici ho appreso che l’uranio impoverito è’ stata la causa di molti tumori e che la malattia è più frequente nei bambini i cui genitori sono nati negli anni Novanta».

Parliamo di migranti, perché le autorità della Turchia hanno fermato nell’ultima settimana 8.452 persone che cercavano di attraversare le frontiere con l’Unione europea o di entrare nel Paese senza regolari documenti. Di questi, 836 sono quelli intercettati in mare. A dirlo il ministero degli Interni di Ankara, secondo cui nello stesso periodo sono stati arrestati 83 sospetti trafficanti di esseri umani.

Facebook ha annunciato oggi di aver sospeso circa 200 applicazioni sulla sua piattaforma nell’ambito dell’inchiesta avviata dopo lo scandalo di Cambridge Analytica, la società britannica legata alla campagna presidenziale di Donald Trump che ha messo le mani sui profili di circa 87 milioni di utenti Fb. Il tutto in attesa di una indagine completa per accertare se esse hanno davvero raccolto dati impropriamente.

Chiudiamo con la Catalogna, dove l’indipendentista Quim Torra è stato eletto 131mo presidente al secondo turno dal Parlament di Barcellona. Candidato dal presidente deposto in esilio Carles Puigdemont, Torra ha ottenuto 66 voti a favore (le due grandi famiglie dell’indipendentismo JxCat e Erc), 65 contrari (unionisti e Podemos), 4 astensioni.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore