domenica, Novembre 17

Amazon prepara l’ingresso nel mondo della sanità Un'alleanza con Jp Morgan e Warren Buffett segna l'ulteriore crescita del gigante dell'e-commerce

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Le tre società assommano infatti l’esperienza, le competenze, la disponibilità di capitali sufficienti per apportare sensibili modifiche strutturali all’attuale assetto sanitario. Al punto che, come riporta ‘Il Sole 24 Ore’, «nel mondo di Big Pharma, e più in generale del welfare statunitense, la domanda insomma non è più ‘se’ Amazon entrerà nel business ma ‘quando’ e, soprattutto, ‘come’. Wall Street non a caso ha reagito all’annuncio del trio Bezon-Buffett-Dimon punendo i titoli dei colossi assicurativi e farmaceutici statunitensi, da UnitedHealth, Cigna e Anthem a Cvs e Walgreens […].  Tutte le soluzioni sono ancora sul tavolo, spiegano fonti interne anonime […]. Di sicuro i colloqui con i produttori di generici vanno nella direzione di un ruolo da grossista, il che rappresenterebbe una rivoluzione per un business ora dominato negli Stati Uniti da distributori come AmerisourceBergen, Cardinal Health e McKesson». Allargando lo spettro delle attività al settore dei farmaci (dopo aver semi-monopolizzato le forniture agli enti pubblici), Amazon potrebbe creare un’interfaccia retail e istituire una piattaforma aperta sia ai fornitori che ai consumatori che obblighi «i distributori, le farmacie e compagnie di assicurazione a competere tra loro per assicurare i migliori prezzi e servizi», come rileva l’esperto Ben Thompson. Nel caso in cui l’esperimento dovesse avere successo, l’interfaccia verrebbe quindi rivenduta a tutti i maggiori datori di lavoro statunitensi. Si tratterebbe quindi di una rivoluzione della sanità destinata ad allargarsi a tutti gli altri settori economici.

Il problema è che tutto ciò comporterebbe l’estensione al comparto sanitario dei ‘metodi’ brutali e spesso illeciti che Amazon è solita impiegare per stroncare la concorrenza e imporsi in tutti i segmenti di mercato. Come riportava un autorevole sito specializzato nello scorso luglio, quello di Bezos è un modus operandi grazie al quale attualmente, «il 52% di tutte le vendite di libri ha luogo su Amazon, il 43% di tutto il commercio online passa attraverso questa piattaforma, che possiede peraltro il 45% del mercato del cloud computing. Di ogni due dollari spesi online, quasi uno finisce nei forzieri di Amazon. E quel che è peggio […] è che gli acquirenti spendono questo denaro senza mai mettere a confronto i prezzi di Amazon con quelli applicati da altri rivenditori […]. Con più di 80 milioni di utenti negli Stati Uniti – una cifra che è raddoppiata in soli due anni – Amazon sta silenziosamente attirando l’intero Paese all’interno del suo ecosistema». Secondo l’autorevole analista finanziaria Stacy Mitchell, scopo ultimo di Bezos è quello di «assumere il controllo delle infrastrutture su cui si regge l’economia statunitense».

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