martedì, Ottobre 20

Altro che larghe intese. Il Rosatellum aiuta la governabilità Tutti parlano di ingovernabilità, ma il Rosatellum tende a dare una maggioranza al Paese. Ne abbiamo parlato con Lorenzo Pregliasco di Youtrend.

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In realtà, nonostante l’attuale frammentazione presente nel sistema politico, che vede tre grandi coalizioni concorrere per la maggioranza, il Partito Democratico con i suoi alleati, il Movimento 5 Stelle ed il Centrodestra, una maggioranza assoluta è  possibile.

Attualmente il Centrodestra è in vantaggio rispetto agli altri due competitor, attestandosi attorno al 38% dei consensi.  Se così fosse, dei 386 seggi proporzionali ne otterrebbe sicuramente tra i 145 ed i 150. Potrebbero essere anche di più perché tutte le coalizioni e le lista che non raggiungono le soglie di sbarramento non ottengono seggi, sovra-rappresentando le liste sopra alla soglia stessa.

Secondo i sondaggi effettuati da diversi istituti, dei 232 collegi uninominali restanti il centrodestra è attualmente pressoché sicuro di ottenerne circa 150, ed è proiettato verso i 165 visto che diversi collegi ‘in bilico’ pendono verso la coalizione di destra. Vincendo ben più della metà dei collegi uninominali il centrodestra si appresterebbe ad ottenere una forbice di eletti tra i 295 ed i 315, numero utile per detenere la maggioranza assoluta alla Camera dei Deputati. Diversamente da quanto sostenuto negli ultimi mesi da numerose voci, una coalizione è molto vicina a poter governare da sola, senza la necessità di Governi tecnici, inciuci, maxi accordi tra rivali.

Questa ipotesi non è straordinaria, anzi. Se viene preso in esame l’esito delle Elezioni Europee del 2014, l’ultimo dato nazionale di cui disponiamo, il risultato è sostanzialmente analogo. In quell’anno il Partito Democratico, forte della recente entrata in carica di Matteo Renzi, totalizzò oltre il 40% dei consensi. Se si prende il dato elettorale delle Elezioni Europee e lo si riparametra con la legge elettorale Rosatellum, si scopre che il Partito Democratico otterrebbe ben 380 seggi alla Camera dei Deputati, una maggioranza schiacciante.

Questo sistema ibrido, alla luce dei due studi effettuati, tende quindi a rappresentare i partiti, per quanto siano presenti le soglie di sbarramento, ma ad incentivare comunque la realizzazione di maggioranze. Sembra pertanto che il Rosatellum non sia un sistema che condanni all’ ingovernabilità ed al cosiddetto inciucio tra i partiti rivali.

Per comprendere meglio il sistema ne abbiamo parlato con Lorenzo Pregliasco, professore dell’Università di Bologna e Co-Fondatore di Youtrend.     

È una legge che condanna l’Italia all’ingovernabilità perenne?

No è una legge che prevede una quota ci un terzo di seggi e un due terzi. Questo fa si che con il 40% dei voti, forse anche un poco di meno si possa avere una maggioranza aaosluita.Non è affatto una legge che porta e condanna all’ingovernabilità.

L’idea diffusa che non ci sia governabilità con questo sistema è dovuta al tripolarismo o alla poca capacità di capire il sistema?

Se abbiamo, come in Italia un sistema a tripolare e i tre poli hanno lo stesso numero esatto di voti, non si trova una maggioranza. Se uno dei tre ha un vantaggio, anche non schiacciante, la maggioranza è assolutamente possibile. E’ molto difficile trovare sistemi che ti diano la possibilità di governare senza una maggioranza neanche relativa. Questi possono essere i sistemi a doppio turno a ballottaggio

In un sistema tripolare come quello attuale, può una coalizione ottenere la maggioranza assoluta con poco più del 30%? 

Difficile, anzi, quasi impossibile. La ‘soglia magica’ che abbiamo indicato con i nostri sondaggi è poco sotto il 40%.  Il centrodestra ha poco più del 36% oggi, quindi è molto vicino ad ottenere la maggioranza assoluta. In linea teorica poi, con il Rosatellum, se uno dei partiti prendesse un voto più degli altri in ogni collegio uninominale, nonostante una percentuale sostanzialmente identica agli avversari, potrebbe aggiudicarsi tutti i 232 seggi. Questo dato è ovviamente improbabile nella realtà.

Se il 4 marzo il PD prendesse da solo i voti che ha preso alle europee del 2014, che risultato uscirebbe dalle urne?

Abbiamo fatto una analisi riportando i dati boom del PD del 2014. Con quei risultati in questo sistema, il PD vincerebbe in quasi tutti ci collegi, oltre 200, ottenendo così una maggioranza schiacciante, circa 380 deputati. Il fatto nel centrodestra ci fosse divisione e i cinque stelle fossero bassi di consensi ha aiutato il PD ad ottenere ancora più collegi con il 40,8%.

L’ultima proiezione del vostro istituto dice che il Cdx ad oggi dovrebbe ottenere 282 deputati. Potrebbe riuscire a vincere con maggioranza assoluta senza necessità di larghe intese?

Sì è possibile, diciamo che se oggi lo scenario oggi vede il centrodestra poco oltre i 280 seggi. Ci sono ancora poco più di una trentina dove il centrodestra potrebbe ancora vincere anche se attualmente è un po’ sotto. Abbiamo mappato e stimati tutti i seggi, nel sud italia il Centrodestra, che ha storicamente vinto in quasi tutte le elezioni, è molto vicino. Non ce l’ha ancora ma ce la potrebbe fare. Conta vincere i collegi in bilico, che sono circa un terzo del totale, e conta molto avere, nei collegi in bilico, dei candidati che ottengono un consenso personale.

Giudica questa legge un buon compromesso tra rappresentanza e governabilità?

Secondo me abbastanza. Tutti i partiti con almeno il 3% sono in parlamento. Quindi, giustamente, fornisce rappresentanza a quasi tutti. Al contempo la presenza di un terzo dei seggi uninominali aiuta a favorire una governabilità ed inoltre un radicamento sul territorio dei candidati. Quindi, con tutte le critiche e i difetti, penso che comunque non sia male nel bilanciare tutte le esigenze.

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