lunedì, Settembre 21

Algeria: Tindouf, violenti scontri tra manifestanti e milizie armate del Polisario I manifestanti provenienti in maggioranza da questa tribù chiedono l’apertura di un’inchiesta indipendente sul coinvolgimento di alcuni alti dirigenti della direzione del Polisario

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Alla cerimonia presieduta giovedì nel campo Smara dal capo del PolisarioBrahim Ghali, circondato dai suoi sostenitori, sono scoppiati violenti scontri tra i miliziani armati del gruppo Polisario e dei saharawi civili.
Secondo l’organizzazione degli autonomisti saharawi FORSATINlo scontro si è concluso con la morte di un miliziano del Fronte Polisario” e “l’arresto di decine di manifestanti“.
La protesta saharawi per i diritti  umani continua nei campi da diversi mesi contro la dittatura, la deviazione degli aiuti umanitari internazionali, la corruzione e malaffare della dirigenza del Polisario protetta dall’Algeria.
Così un centinaio di persone inerme ritornate a protestare contro l’evasione di due detenuti autori dell’omicidio nel 2004, di Oulda Ould Boukhari Bamba, un commerciante originario della tribù Tidrarine.
I manifestanti provenienti in maggioranza da questa tribù chiedono l’apertura di un’inchiesta indipendente sul coinvolgimento di alcuni alti dirigenti della direzione del Polisario che, a loro parere, avrebbero facilitato l’evasione dei due detenuti Iddih Ould Mohamed Lagdhaf e Didi Ould Othman Bamba, autori dell’omicidio.
I manifestanti che gridavano slogan per chiedere la condanna delle persone coinvolte in questi casi di omicidio e di evasione sono stati accolti martedi spontaneamente da stranieri che partecipavano al ‘Sahara Maratona’, che hanno visto scontri tra civili e milizie armate.
L’ONU condanna l’Algeria per la situazione dei diritti umani nei campi di Tindouf. Il Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani (CDH) denuncia sempre la situazione illegale nei campi di Tindouf accusando l’irresponsabilità algerina di non proteggere le vittime oltre al presunto trasferimento al gruppo Polisario i suoi poteri giurisdizionali in contraddizione agli obblighi internazionali che le impongono di garantire il rispetto dei diritti di tutte le persone all’interno del suo territorio e sotto la sua giurisdizione.

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