giovedì, Aprile 25

Algeria: l’estinzione dell’ultimo dinosauro Bouteflika Si dimette dopo vent'anni alla guida del Paese, durante i quali ha superato terrorismo, guerra civile e Primavera araba

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Dopo le numerose proteste in tutto il Paese, abbandonato anche dai militari, Abdelaziz Bouteflika, l’82enne Presidente dell’Algeria, al potere ininterrottamente dal 1999, ha rassegnato le sue dimissioni. Il presidente ha informato il Consiglio costituzionale della sua decisione di mettere fine al suo mandato e secondo la Costituzione algerina, sara’ il presidente del Consiglio della nazione, Abdelkader Bensalah, ad assumere l’incarico pro-tempore. Oggi si riunito il Consiglio costituzionale algerino per ratificare le dimissioni del presidente, comunicate ufficialmente ieri. La ratifica sara’ poi trasmessa al Parlamento.

“Bouteflika lascia sullo sfondo di tensioni con l’Esercito”, titola El Watan. “Bouteflika rifiuta l’articolo 102 e si dimette”, scrive Le Jour d’Algérie, con un chiaro riferimento alla richiesta dei militari che volevano l’impeachment dell’ormai ex rais. “Dopo 20 anni di regno Bouteflika lascia il potere”, titola Le Courrier d’Algérie.

“L’Rnd accoglie con sollievo la decisione del presidente della Repubblica” ha fatto sapere il Raggruppamento nazionale democratico (Rnd), partito che faceva parte della coalizione al governo in Algeria, lodando “la posizione dell’esercito popolare nazionale che ha contribuito ad arrivare a questa soluzione costituzionale”. Sostiene inoltre l’applicazione degli articoli 7,8 e 102″ della Costituzione per risolvere la crisi politica e rispondere alle “esigenze di stabilità e di sicurezza”.

Grande gioia tra i cittadini che sono scesi in strada con la bandiera tra le mani.
Pochi giorni fa Bouteflika aveva annunciato dimissioni ‘entro il 28 aprile’, data di scadenza del suo mandato, avendo però cosi’ il tempo di attuare ‘misure importanti’ per avviare un periodo di transizione. Ma questo non è stato sufficiente a mettere fine alle proteste nè a tranquillizzare i militari tanto che il capo di Stato maggiore e ministro della Difesa, Ahmed Gaid Salah, ha reclamato oggi l’immediato addio del presidente, chiedendo «l’applicazione dell’articolo 102 della Costituzione» che prevede la dichiarazione di incapacita’ del presidente della Repubblica. «Non c’e’ più tempo da perdere, non possiamo lasciare il Paese alla bande che fanno complotti», ha detto Salah, citato dai media locali.

«Comunico formalmente la mia decisione di interrompere il mio mandato come presidente della Repubblica a partire da oggi, martedì 2 aprile 2019. Questa decisione, che prendo in piena coscienza, vuole contribuire a calmare i cuori e le menti dei miei compatrioti per consentire loro di proiettare l’Algeria insieme verso il futuro migliore a cui legittimamente aspirano», ha scritto Bouteflika, affermando che «allo stesso tempo, questa decisione è un’espressione della mia fiducia in un’Algeria piena di orgoglio e dignità, che si assume pienamente le sue responsabilità. In questa prospettiva, ho preso tutte le misure appropriate per assicurare la continuità nel paese per il normale funzionamento delle sue istituzioni durante il periodo di transizione, che dovrebbe portare all’elezione di un nuovo presidente della Repubblica. Dio, l’Onnipotente, mi sia testimone delle iniziative che ho preso, delle azioni che ho intrapreso, degli sforzi che ho compiuto e dei sacrifici che ho fatto per essere all’altezza la fiducia che i miei compatrioti mi hanno onorato, lavorando instancabilmente per consolidare le basi dell’unità nazionale, l’indipendenza e lo sviluppo del nostro amato Paese e per promuovere la riconciliazione con noi stessi e con la nostra identità e la nostra storia. Auguro tutto il meglio al popolo algerino».

Solo la settimane scorsa era stato proprio il potente capo di Stato maggiore a mettere sul tavolo l’impeachment di Bouteflika, costretto dal 2013 – quando fu colpito da un ictus – su una sedia a rotelle e lontano da praticamente tutti gli eventi pubblici. Pochi giorni fa la presidenza ha annunciato un mega-rimpasto di governo, con ben 21 nuovi ministri su 27. Un esecutivo prevalentemente formato da ‘tecnocrati’. Significativo, però, che tra quelli che rimanevano a loro posto figurasse pure Salah.

Anche oggi i manifestanti hanno percorso le strade del centro di Algeri. Altre manifestazioni ‘di mass’ sono annunciate in tutto il Paese per venerdi’. Sono passati poco meno di due mesi dall’inizio della crisi politica e sociale che sta cambiando il volto dell’Algeria eda quando, il 10 febbraio scorso, Abdelaziz Bouteflika aveva annunciato di volersi candidare per un quinto mandato alle elezioni presidenziali originariamente fissate per il 18 aprile, poi rinviate senza scadenza.

Ma chi è Bouteflika? Nato il 2 marzo 1937 a Oujda, in Marocco, da una famiglia di Tlemcen, si arruola a 19 anni nell’Esercito di liberazione nazionale in piena guerra contro la Francia. Dopo il raggiungimento dell’indipendenza nel 1962, Bouteflika fa il suo primo ingresso in un governo diventando ministro dello Sport e del Turismo mentre l’anno dopo assume la guida del Ministero degli Esteri, dove rimarrà fino alla fine degli anni ’70. Nel 1965, Bouteflika sostiene il colpo di stato di Houari Boumédiène, ministro della Difesa, che mise fine all’era di Ahmed Ben Bella. Morto Boumédiène, però, Bouteflika fu costretto all’esilio dal quale tornerà, con il sostegno dell’esercito, solo nel 1999, quando si terranno le elezioni che lo vedranno vincitore, pur con accuse di brogli. In quel momento l’Algeria era in piena guerra civile, sferzata dal flagello del terrorismo. Viene poi rieletto nel 2004 e nel 2009 e riesce a mantenere la pace nel Paese anche in piena Primavera Araba, riconquistando la presidenza nel 2011.

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