domenica, Aprile 5

Akwasi Frimpong: il sogno olimpico di un immigrato Dopo vari tentativi, il 31enne grazie allo skeleton è riuscito a strappare il pass per Pyeongchang

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Lo sport sa raccontare storie incredibili. Le Olimpiadi poi non fanno altro che aumentare la risonanza di certi personaggi. A Pyeongchang ad esempio c’è Akwasi Frimpong, 31 anni, con alle spalle una vita difficile. Dove? In Ghana, non propriamente un Paese avvezzo agli sport invernali.

Trasferitosi in Olanda all’età di 8 anni con la madre, ha davvero sofferto la fame e vissuto l’angoscia di essere espulso dall’ufficio immigrazione olandese. Tutto questo non lo ha però scoraggiato, anzi Frimpong ha trovato nello sport un modo per riscattarsi. Un infortunio gli impedì di qualificarsi come sprinter a Londra 2012, provando poi a emergere nel bob come frenatore del 4 olandese, a Sochi 2014 però venne scelto come riserva. A quel punto ecco la folgorazione per Frimpong una nuova passione, lo skeleton, sport con cui finalmente è riuscito a strappare il pass per Pyeongchang 2018 con il Ghana.

«Dopo aver fallito col bob, andai in cerca di un lavoro temporaneo per pagarmi le ricariche del telefono. Mi misi a vendere aspirapolvere, porta a porta», ha raccontato Frimpong. Sul suo casco un coniglio che fugge da un leone. E spiega così il significato: «Quando ero un un immigrato irregolare in Olanda, il mio vecchio allenatore mi disse: ‘Ci sono un leone e un coniglio in una gabbia, la porta si apre e il coniglio tenta di scappare’. Capii che io ero il coniglio e il leone era l’ufficio immigrazione olandese, che voleva espellermi».

(video tratto dal canale Youtube della Bbc)

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