sabato, Dicembre 7

Agevolazioni per l’installazione di ausili per i disabili: differenze tra Nord, Centro e Sud L’Italia in più occasioni non si è dimostrata una nazione unita a livello economico. Il divario interno ha avuto ripercussioni anche sulle agevolazioni per l’installazione di ausili per i disabili. Ecco quali sono le differenze e il perché della loro esistenza

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Il disabile è un individuo che manca di una o più capacità fisiche o mentali per cui ha maggiori difficoltà, rispetto alla norma, nello svolgere attività quotidiane sia a livello strettamente personale sia a livello di interazione sociale. 

Nel corso del tempo sono stati creati sempre più ausili per migliorare l’autonomia dei disabili. Tuttavia il costo di montascale, sollevatori, carrozzine, biciclette, accessori per auto e bagni, apparecchi acustici, busti, ecc. non è sempre facilmente accessibile per tutti.

Per questa ragione è nata la legge 104/92 a favore dell’assistenza, dell’integrazione sociale e dei diritti delle persone handicappate

Grazie a tal normativa molti disabili (insieme alle famiglie, se sono a loro carico), dietro specifica prescrizione che dimostri il collegamento funzionale tra l’invalidità certificata e i sussidi, hanno potuto e potranno continuare ad acquistare beni con iva agevolata al 4% (con autorizzazione rilasciata dal medico specialista dell’ASL) e ad avere la possibilità di detrazione IRPEF al 19% (con autorizzazione rilasciata dal medico curante).

Inoltre, esistono alcune deduzioni in base al reddito complessivo. È il caso delle spese necessarie nei casi di grave e permanente invalidità o menomazione, come: le spese di assistenza domiciliare; le spese mediche generiche; le spese di assistenza (anche paramedica) specifica, relative all’assistenza infermieristica e riabilitativa, andando a coprire anche totalmente o in parte le rette da pagare per gli istituti di ricovero.

Se, poi, la disabilità dovesse superare una certa percentuale, si possono richiedere al Servizio Sanitario Nazionale gratuitamente specifici supporti (come ausili, protesi, ortesi, presidi), da tenere solo durante il periodo di bisogno (in comodato d’uso) o addirittura permanentemente. 

Anche in quest’ultimo caso per effettuare la richiesta c’è bisogno della prescrizione medica e della verifica delle condizioni di salute del richiedente. In più bisogna ottenere l’autorizzazione alla fornitura rilasciata dall’azienda Uls di residenza dell’assistito. Come si può notare, sono diversi gli aiuti che lo Stato si prefigge di offrire ai disabili sia per l’acquisto che per l’installazione di ausili sia per l’assistenza. 

Tuttavia le prime differenze a livello nazionale sorgono per la spesa sanitaria pro capite che nel 2016, secondo il Rapporto Svimez 2019, al Sud sarebbe stata del 25% inferiore rispetto a quella del Centro-Nord aggirandosi:

  • intorno ai 1.600 euro circa nel Mezzogiorno 
  • a fronte dei 2000 euro spesi nel Centro-Nord.

Ma anche la scelta su come investire tali soldi è importante, andando a incidere sul grado di soddisfazione del bisogno da parte dei disabili: 

  • a Sud, dove peraltro le richieste di aiuto (35,6%) sono maggiori rispetto al resto del territorio nazionale, le risposte sono pari al solo 12,5%;
  • al Centro domanda e offerta sono tutto sommato in linea (19,9% di richieste, 18,8% di risposte);
  • a Nord, inaspettatamente, su 23,5% richiedenti, solo il 13,5% riceve l’aiuto desiderato. 

Il mancato ausilio si è ripercosso inevitabilmente sulle spese delle famiglie: le più povere, nel Mezzogiorno, sono state quelle maggiormente in difficoltà (73,2%).

Oltre alle forniture private, un altro problema importante da risolvere se si vuole vivere in un Paese più accessibile e inclusivo è quello delle barriere architettoniche (qualunque elemento costruttivo che impedisce o limita gli spostamenti o la fruizione di servizi)

Ancora non vi sono notizie sulla possibilità di riconferma per il 2019 della detrazione fiscale pari al 50% del 2018 (non cumulabile con quella pari al 19%) per la ristrutturazione edilizia, con interventi sugli immobili in tal senso.

Ad ogni modo ancora oggi nelle città italiane sono presenti fin troppe barriere. Un dato interessante ed esplicativo a riguardo (l’ultimo disponibile risale al 2015) è quello relativo alle scuole. Il centro-nord, infatti, ha adottato  maggiori soluzioni rispetto al sud per la riduzione o l’eliminazione di barriere architettoniche, soprattutto per ciò che concerne l’accessibilità di bagni, servoscala e ascensori.

Per quanto riguarda invece la presenza di tecnologie come facilitatori per l’inclusione scolastica risulta che circa un quarto delle scuole oggetto dell’indagine non ha postazioni informatiche destinate alle persone con disabilità, con percentuali:

  • più elevate nel Mezzogiorno (28% delle primarie e 23% delle secondarie) 
  • più basse nel Centro (23% delle primarie e 16% delle secondarie), 
  • mentre il Nord si attesta ai livelli medi nazionali (25% nella scuola primaria e 20% nella secondaria).

È chiaro che, anche nell’ambito delle agevolazioni per l’installazione di ausili, il divario economico tra Nord e Sud Italia incide, e non poco, nella qualità della vita e nella possibilità di riscatto delle persone portatrici di disabilità. Si spera quindi che con il tempo tali disparità nazionali, e con esse anche quelle tra persone, piuttosto che evidenziarsi si assottiglino fino a scomparire del tutto.

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