giovedì, Dicembre 12

Africa-Nord Corea, il rapporto che finanzia il nucleare Continuano le relazioni tra Corea del Nord e Paesi africani. Ne parliamo con Grant T. Harris, direttore senior per gli affari africani e Daragh Neville, responsabile dei progetti del programma Africa di Chatham House

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Secondo un rapporto pubblicato dall’ONU nel 2016, la Corea del Nord aveva almeno 54 impianti di produzione di armi in Africa e ha iniziato a vendere tecnologie di produzione di armi dal 1996. Sempre nello stesso rapporto si afferma che in Namibia, i funzionari statali di Windhoek hanno ammesso, sotto anonimato, l’esistenza di società nordcoreane nel Paese e un numero significativo di progetti, compresa la costruzione di un impianto di produzione di munizioni a Windhoek. Gli armamenti vengono trasportati in territorio africano tramite delle imbarcazioni: ”L’anno scorso, una nave nordcoreana è stata intercettata in Egitto,  a bordo c’erano 30.000 granate a razzo. Inoltre, nel settembre 2017, l’ONU ha annunciato che l’anno precedente una nave francese aveva catturato mitragliatrici nordcoreane in viaggio verso la Somalia. E questo era potenzialmente solo parte di una spedizione più grande”, afferma Naville.

Le relazioni militari e commerciali tra Africa e Corea del Nord sono un’ancora di salvezza per la Corea del Nord, “la valuta estera guadagnata dai legami con l’Africa aiuta a finanziare il programma nucleare del Nord Corea. Tuttavia, la RPDC è molto abile nell’operare segretamente attraverso società di comodo”, dichiara Naville. D’altro canto, ci sono una serie di ragioni per cui così tanti stati africani considerano prezioso il rapporto con la Corea del Nord.”Per alcuni Paesi, esistono legami ideologici risalenti alla Guerra Fredda, quando la Corea del Nord forniva aiuti finanziari e militari ai movimenti di liberazione e si imponeva come partner antimperialista. Per alcuni, la Corea del Nord offre armi economiche e addestramento militare e può riparare le attrezzature militari dell’era sovietica ancora utilizzate da alcuni militari africani”, dichiara Harris.

Ci sono le ambasciate nordcoreane in alcuni di questi Paesi che, insieme a compagnie private, sono talvolta utilizzate come copertura per la cooperazione militare e di sicurezza. “In termini di formazione, la Corea del Nord ha una lunga storia nel fornire assistenza tecnica alla polizia e ai militari nei paesi africani. Questo continua ancora oggi, nonostante le sanzioni dell’ONU. Il vantaggio per i governi africani è evidente, mentre la Corea del Nord beneficia in termini di guadagni in valuta estera e di avere degli alleati nella scena internazionale”, dichiara Naville.


Ma a quali rischi vanno incontro Nord Corea e stati africani? Secondo Naville: “I rischi sono maggiori per gli stati africani di quanto non lo siano per la Corea del Nord. Pyongyang è stata sottoposta a paralizzanti sanzioni economiche per anni e ha ripetutamente dimostrato di essere in grado di eludere il regime dalle sanzioni internazionali. I rapporti continui sono più pericolosi per i Paesi africani, sebbene l’ONU non abbia meccanismi di applicazione per garantire che le sanzioni vengano seguite, le continue pressioni internazionali, in particolare dagli Stati Uniti, potrebbero costituire una preoccupazione per molte capitali africane”. Nel quadro internazionale, ”i legami nord-coreano-africani sono pericolosi perché forniscono una dura valuta ai programmi nucleari e missilistici di Pyongyang. Inoltre, queste relazioni danno alla Corea del Nord la possibilità di diversificare e approfondire le sue relazioni esterne, il che sarà tanto più importante se la Cina e la Russia aumenteranno l’applicazione delle sanzioni”, afferma Harris.

Un rapporto bilaterale con radici storiche, che oggi è minacciato dalle sanzioni delle Nazioni Unite, che allo stesso tempo, però, non sembrano produrre dei risultati effettivi. Un’impegno del Nord Corea che persiste in Africa perché per alcuni Paesi africani risulta più semplice e meno costoso trattare con la RPDC. “Gli stati africani possono essere attratti dal ricevere assistenza militare senza richieste preliminari di democrazia o buon Governo. La RPDC è anche molto abile nel mantenere attrezzature dell’era sovietica. Non c’è molta esperienza su questi sistemi di armi in tutto il mondo, quindi l’assistenza della RPDC è preziosa. Rimane una quantità non trascurabile di simpatia dagli stati africani per la RPDC, ricordano ancora gli importanti legami diplomatici e gli scambi culturali dei decenni precedenti. La RPDC è ancora presente in alcune capitali africane come baluardo contro l’imperialismo occidentale e il capitalismo aggressivo

Naville conclude: la comunità internazionale deve trovare un modo per aggirare questo problema. Il commercio estero e i collegamenti militari sono ciò che sta permettendo alla Corea del Nord di sopravvivere, e ci vorrà un approccio dedicato, sostenuto e più attento al monitoraggio, per produrre un effetto significativo e mettere fine a questo rapporto con gli stati africani”.

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