lunedì, Gennaio 27

Africa: ECO, l’inganno francese del dopo Franco CFA Anche la nuova moneta unica sarà stampata in Francia. Nessun cambiamento nei cambi e nella politica monetaria sempre decisa da Parigi

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Entro il 2020 una nuova moneta sarà introdotta in una parte delle colonie africane francesi destinata a sostituire la quella coloniale, il Franco delle Colonie Francesi d’Africa (FCFA) creato nel 1945 e successivamente ribattezzato Franco della Comunità Finanziaria Africana al fine di nascondere la natura coloniale della moneta che ha come unici obiettivi impedire la sovranità economica degli Stati Africani francofoni e di controllare le loro risorse finanziarie a vantaggio dell’economia della Madre Patria: la Francia.

Il FCFA è utilizzato dalla maggioranza delle colonie africane della Francia. Nell’Area CEMAC (Comunità Economica e Monetaria dell’Africa Centrale): Camerun, Ciad, Gabon, Repubblica Centrafricana, Repubblica del Congo a cui si è aggregate la Guinea Equatoriale. Nell’Area UEMOA (Unione Economica e Monetaria dell’Africa Occidentale): Benin, Burkina Faso, Costa d’Avorio, Mali, Niger, Senegal, Toto a cui si è aggregata la Guinea Bissau. Il FCFA è sotto il ferreo controllo della Banca Centrale di Parigi che ne decide il cambio (fisso) con l’Euro, l’emissione di cartamoneta, le politiche finanziarie dei singoli Paesi, la gestione delle loro riserve di valuta pregiata (custodite in Francia), le politiche di devalutazione e inflazionistiche. In poche parole il FCFA è una potentissima arma finanziaria per mantenere l’Impero d’Oltre Mare.

A seguito del progressivo malcontento popolare nelle colonie africane i rispettivi Capi di Stato (spesso sotto controllo della Cellula Africana dell’Eliseo nota come FranceAfrique) sono stati costretti a promuovere una radicale revisione della moneta unica con l’obiettivo di sostituirla con una nuova valuta capace di far acquisire ai Paesi africani la mancata sovranità finanziaria ed economica.

La necessità di superare il FCFA ha origini profonde, strettamente legate alla lotta dei Paesi africani di area francofona per acquisire una vera indipendenza. Il primo tentativo fu proposto dal Colonnello Gheddafi con il progetto di creare un Dinaro Oro che sostituisse il FCFA  garantendo la sua convertibilità internazionale grazie alle immense riserve d’oro della Banca Centrale di Tripoli. Un progetto che portò Francia, Gran Bretagna e USA alla decisione di rovesciare un regime stabile nonostante il prevedibile scenario attuale.

Nel 2016 l’idea di superare il FCFA fu riproposta dal Presidente ciadiano Idriss Deby Itno. Seppur costretto ad abbandonare prematuramente la proposta (per evitare la fine riservata alla Libia), il Presidente Itno ebbe il merito di aprire le porte ad un serio dibattito contro il FCFA teso a conquistare la sovranità monetaria e finanziaria dei Paesi Africani di area francofona. Un dibattito che immediatamente trovò il pieno supporto popolare creando un movimento traversale indipendentistico estremamente pericoloso per la Francia.

Per contenere il pericolo in un primo momento il Presidente Emmanuel Macron propose una modifica dei meccanismi che regolano la valuta coloniale FCFA. Proposta giudicata insufficiente e quindi scartata dalla maggioranza dei Paesi satelliti africani. Tutti concordavano (almeno ufficialmente) sulla necessità di superare il FCFA introducendo una moneta unica di area francofona associata alla sovranità finanziaria della regione. Non potendo contrastare apertamente il progetto, Parigi ha lavorato dietro le quinte per far deragliare il progetto del ECO agendo su due fronti: limitare l’introduzione della nuova valuta alla sola UEMOA, escludendo la maggioranza dei Paesi CEMAC; controllare la fase di transizione modellando di fatto la creazione del ECO a seconda dei principi fondamentali che governano il FCFA assicurandosi così il controllo francese sulla nuova moneta ed impedendo alle colonie d’Oltre Mare l’indipendenza monetaria e finanziaria.

Con l’aiuto di esperti economici africani siamo in grado di spiegare l’inganno dell’ ECO architettato dalla FranceAfrique. Quest’anno l’ECO dovrebbe sostituire il FCFA marcando un passaggio storico dalla dipendenza alla indipendenza economica di Paesi dell’Africa Occidentale e Centrale. A lungo termine l’ECO dovrebbe estendersi a tutti i 15 paesi della CEDEAO (Comunità Economica degli Stati dell’Africa Occidentale). L’ECO si dovrebbe differenziare in modo radicale al FCFA, valuta ferocemente criticata per il controllo esercitato dalla Francia e per il suo legame finanziario con l’EURO.

In realtà il progetto, abilmente deragliato dalla FranceAfrique con la complicità di alcuni Capi di Stato africani, rischia di naufragare. Vi sono alte probabilità che il FCFA cambi solo di nome salvaguardando il meccanismo di sfruttamento e il controllo finanziario esercitato da Parigi sulle colonie d’Oltre Mare. «L’ECO è uno stratagemma francese per impedire una vera riforma monetaria capace di abrogare la schiavitù finanziaria dei Paesi africani » afferma Ndongo Samba Sylla, economista per lo Sviluppo della Fondazione Rosa Luxemburg e autore del saggio economico ‘L’arme invisible de la Françafrique. Une histoire du franc CFA‘.

La CEDEAO conta 356 milioni di abitanti con un PIL globale annuale di 817 miliardi di dollari americani. Dalla sua creazione nel 1975, la CEDEAO sta tentando una integrazione politica ed economica regionale che deve passare attraverso la creazione di una moneta unica e indipendente. Questo progetto è stato adottato nel 1983 ma non è mai stato concretizzato a causa della incapacità dimostrata dai rispettivi governi africani e le continue interferenze della Francia per impedire la realizzazione dell’Indipendenza economica e finanziaria delle sue (ex) colonie africane.

Parigi è consapevole che con l’adozione di una moneta unica indipendente la CEDEAO potrebbe diventare la diciottesima Potenza economica mondiale davanti alla Turchia, la Svizzera e l’Arabia Saudita. Una potenza capace di porsi su un piano egualitario con la Francia e la Unione Europea, che cancellerebbe l’attuale posizione di sfruttamento delle risorse naturali e finanziarie africane vitale per l’economia francese.

Il 29 giugno 2019 i Capi di Stato della CEDEAO hanno annunciato la nascita del ECO dandosi come obiettivo la sua introduzione entro il 2020. Il problema è che l’ECO in superficie assolve alla necessità di acquisire una moneta unica indipendente ma in realtà rischia di mantenere il FCFA con un altro nome. « Per realizzare in pieno la sovranità finanziaria della CEDEAO si deve prima di tutto comprendere se l’ECO sostituirà il FCFA o sarà un suo sottoprodotto adatto a mantenere la supremazia della Francia sulla regione » si interroga Gilles Yabi,  economista del Think Tank Wathi.

La CEDEAO prevede un approccio graduale nella sostituzione della moneta coloniale con l’ECO. Nel 2020 la nuova moneta verrà introdotta solo nei Paesi dell’area UEMOA per poi estendersi progressivamente a tutti i Paesi dell’area FCFA. Per almeno quattro anni  ECO e FCFA sono destinati a coesistere. Il problema è che si tratta di una coesistenza forzata di due progetti valutari diversi e incompatibili. «L’introduzione progressiva del ECO presso i Stati membri della UEMOA prevista dalla CEDEAO e il mantenimento del FCFA negli altri Paesi francofoni è un progetto incompatibile. Per avere un reale cambiamento della politica valutaria occorre sostituire il FCFA  in tutti i Paesi della regione anche a costo di rinviare l’introduzione della nuova valuta ad due o tre anni» osserva Martial Ze Belingaeconomista e sociologo camerunese.

L’ECO sarà veramente una valuta indipendente ? Assolutamente no. Come il FCFA, anche la nuova moneta unica sarà stampata in Francia. La metà delle riserve di valuta pregiata dei Paesi africani di area francofona continuerà ad essere custodita presso la Banca Centrale di Parigi. Le grandi decisioni in materia di politica monetaria continueranno ad essere prese dal Ministero delle Finanze francese. «Come strutturato il progetto, l’ECO mantiene il concetto di moneta coloniale impedendo ai Paesi africani di assumere il pieno controllo della nuova moneta unica » avverte Belinga.

« La Francia è obbligata a mantenere la supremazia finanziaria sulle sue ex colonie per non danneggiare seriamente la sua economia dipendente al 48% dall’Africa francofona. E’ però consapevole della necessità di un riforma per evitare che l’attuale malcontento popolare si trasformi in una vera e propria rivolta capace di innescare un meccanismo rivoluzionario teso a rovesciare i governi amici di Parigi e a ottenere una vera e propria indipendenza, trasformando i Paesi francofoni da Stati satelliti a Stati Sovrani. Per mantenere il controllo finanziario Parigi sta tentando un’azione gattopardesca. Rinominare il FCFA mantenendo intatti tutti i meccanismi di controllo e di schiavitù finanziaria della moneta coloniale creata nel 1945» spiega l’economista Ndongo Samba Sylla.

A rafforzare i dubbi espressi da Sylla è la totale calma e indifferenza dei Paesi francofoni dell’Africa Centrale aderenti alla CEMAC. Una radicale sostituzione del FCFA nei Paesi della Unione Economica e Monetaria dell’Africa Occidentale metterebbe a rischio la stabilità economica della CEMAC in quanto il FCFA CEMAC è strettamente legato al FCFA UEMOA. L’introduzione del ECO obbligherebbe a introdurre una politica di cambi tra le due diverse monete che potrebbe creare grosse difficoltà agli scambi commerciali tra le due Comunità Economiche. Eppure la CEMAC non considera l’introduzione del ECO una problematica da considerare seriamente. Un atteggiamento incomprensibile a meno che gli Stati membri della CEMAC non siano consapevoli che l’ECO non cambierà l’attuale politica monetaria del FCFA.

Le due più gradi economie della regione, Ghana e Nigeria sono state estremamente chiare riguardo l’adesione alla moneta unica ECO che non verrà attuata fin quando i Paesi francofoni non avranno realmente tagliato il cordone ombelicale con la Francia acquisendo un vera sovranità monetaria. «Il problema è che i Capi di Stato dei Paesi francofoni non desiderano tagliare i legami con la Francia. Per loro l’ECO è uno specchietto per le allodole per calmare il malcontento popolare ed evitare il rischio rivoluzionario legato alla necessità di una vera indipendenza da Parigi» avverte Ndongo Samba Sylla.

La maggioranza degli economisti africani indipendenti concordano che le condizioni necessarie per l’introduzione di una vera e propria moneta unica sovrana non sono ancora riunite e la tempistica prevista (entro il 2020) troppo breve per realizzare seriamente il progetto monetario. La questione sulla sovranità delle riserve di valuta pregiata non è stata ancora risolta. Idem per i tassi di cambio internazionali. Le politiche finanziarie comuni non sono state finalizzate. La CEDEAO non ha elaborato alcun trattato di unione monetaria. Lo statuto della futura Banca Centrale del ECO non è stato definito chiaramente.

Per quanto riguarda il tasso di cambio i Capi di Stato CEDEAO si sono pronunciati il 29 gennaio 2019 a favore di un regime di cambio flessibile. In una successiva visita del Presidente ivoriano Alassane Ouattara (all’epoca Presidente di turno della UEMOA) ha ufficialmente affermato che il tasso di cambio della nuova moneta sarà strutturato sul modello del FCFA: tasso fisso di cambio con l’Euro concordato con la Francia. «Il tasso fisso ECO – Euro mina la credibilità della nuova moneta comune. Di fatto la sovranità finanziaria viene mantenuta da Parigi. I tassi di cambio del ECO con il dollaro americano, lo Yan cinese e le valute dei Paesi africani di area anglofona continueranno ad essere regolati riferendosi all’Euro. Una misura che compromette fin da subito la convertibilità indipendente del ECO a livello internazionale» afferma Belinga.

Per quanto riguarda la necessità di creare una Banca Centrale con poteri di decidere le politiche monetarie e finanziarie della UEMOA collegate all’introduzione del ECO gli Stati membri si stanno indirizzando verso una politica federale e una banca centrale comunitaria di fatto privata di potere decisionale ed esecutivo.

Siamo a qualche mese dall’entrata in vigore del ECO e il solo dato di fatto certo è il nome della nuova moneta unica. «Nella vita quotidiana delle popolazioni e nelle economie nazionali l’ECO non apporterà nessun vantaggio o cambiamento. E’ solo una forma di mimetismo finanziario del FCFA orchestrato dalla Francia in quanto l’ECO di fatto non prevede la sovranità monetaria e finanziaria. » spiega Belinga.

Per adottare l’ECO gli Stati membri della UEMOA devono assicurare una serie di criteri finanziari denominati ‘criteri di convergenza’. Purtroppo l’ultimo rapporto finanziario della CEDEAO sottolinea che nessun Paese membro della UEMOA è pronto per l’introduzione del ECO prevista per quest’anno.

«Se i Paesi della UEMOA non sono ancora pronti ad introdurre la nuova moneta unica. Se esistono ancora troppo questioni finanziarie irrisolte, quale è la ragione dell’entusiasmo dimostrato dai Capi di Stato francofoni ad adottare la nuova moneta rischiando un fallimento totale? Non si comprende tutta questa fretta quando le condizioni di base per l’introduzione della nuova valuta sono assenti. Forse non vedremo mai la nascita del ECO. Potrebbe essere un piano ben strutturato della Francia per impedire il superamento del FCFA. Non essendoci le condizioni di base i Capi di Stato francofoni potrebbero abbandonare il progetto e mantenere il FCFA appellandosi alle difficoltà tecniche reali per l’introduzione della nuova moneta unica. Della serie : l’ECO è una utopia quindi è meglio rimanere con il vecchio sistema monetario che si conosce piuttosto di avventurarsi nell’adozione di una moneta senza conoscere quali saranno le conseguenze e l’impatto sulle economie nazionali. I Presidenti della CEDEAO sono collusi con gli interessi economici della Francia e abituati ad una comoda tutela finanziaria a tutto vantaggio della potenza coloniale europea. L’ECO ha forti probabilità di non essere introdotto o, nel migliore dei casi, di mantenere la struttura di schiavitù del FCFA semplicemente cambiando il nome dell’attuale valuta coloniale». Questo il timore espresso da Gilles Yabi.

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