mercoledì, Luglio 24

Afghanistan: è scontro tra Stati Uniti e India Trump attacca Modi e cerca di nuovo la collaborazione pakistana

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Mercoledì scorso, durante la prima conferenza stampa del 2019, Donald Trump ha indirizzato aspre critiche nei confronti dell’India, facendo esplicito riferimento agli ‘insufficienti’ sforzi finanziari profusi da Nuova Delhi per stabilizzare e ricostruire l’Afghanistan. Non pago, il tycoon newyorkese si è scagliato direttamente contro il primo ministro Narendra Modi, accusato di aver finanziato la realizzazione di una biblioteca ‘del tutto inutile’ ed elevato a esempio negativo di leader che lesina sugli aiuti economici da concedere a nazioni straniere scaricando l’intero onere sugli Stati Uniti.  «Il denaro investito dall’India per la bibliotecaha dichiarato Trump – equivale a cinque ore di ciò che spendiamo mediamente noi per l’Afghanistan».

Naturalmente, le autorità di Nuova Delhi non sono rimaste silenti di fronte agli attacchi della Casa Bianca. I portavoce del governo si sono infatti messi immediatamente in moto, ricordando che l’India ha implementato una serie di progetti infrastrutturali e programmi di sviluppo per l’Afghanistan, elaborati di concerto con il governo di Kabul sulla base delle esigenze della popolazione locale e con lo scopo di contribuire a rendere il Paese prospero e stabile nell’arco di qualche anno. Particolare enfasi è stata posta sugli stanziamenti indiani per la realizzazione della diga di Salma, ad Herat, della strada lunga oltre 200 km che collega Zaranj a Delaram e del Parlamento di Kabul. La costruzione di nuove biblioteche, hanno spiegato gli addetti alle pubbliche relazioni indiani, fa invece parte di un’iniziativa volta a diffondere cultura e istruzione in Afghanistan. Il tutto nell’ambito dei ben 116 nuovi programmi di sviluppo della comunità che Nuova Delhi ha in serbo per 31 province afghane, focalizzati su istruzione, sanità, agricoltura, irrigazione, depurazione dell’acqua, energie rinnovabili, controllo delle inondazioni e sport infrastruttura. L’India ha anche fornito attrezzature militari e addestramento alle forze di polizia e di sicurezza afghane. «Forse»ha tuonato il segretario generale del Bharatiya Janata Party (Bjp il Partito del Popolo indiano) Ram Madhav – «Trump dovrebbe sapere che, mentre denigra gli sforzi compiuti da qualsiasi altro Paese per la stabilizzazione dell’ Afghanistan, l’India costruisce non solo biblioteche, ma anche strade, dighe, scuole e l’edificio deputato a ospitare Parlamento. Stiamo costruendo il futuro, cosa per la quale il popolo afgano ci ringrazia, indipendentemente da quello che gli altri fanno o dicono».

Secondo l’ex diplomatico indiano Melkulangara Bhadrakumar, le ragioni alla base delle uscite di Trump contro Modi sono da ricercare negli scarsi risultati ottenuti dagli Stati Uniti in Afghanistan (anche a ciò si devono le dimissionidi James Mattis da segretario alla Difesa), e nel tentativo di rovesciare la situazione strategica come un radicale cambio di registro implicante la ricostruzione dei rapporti con il Pakistan, guastatisi molto rapidamente nel corso degli ultimi anni. La cooperazione con Islamabad è infatti imprescindibile per la stabilizzazione dell’Afghanistan, e l’insediamento a capo del della nuova leadership guidata da Imran Khan rende questa prospettiva del tutto realizzabile, visto che il premier pakistano sembra guardare con favore all’istituzione di un rapporto di stretta collaborazione con gli Stati Uniti che consenta a Washington di avviare il ritiro delle proprie forze. In svariate occasioni, non a caso, il presidente Usa si è rimangiato le parole di elogio espresse nell’agosto 2017 in riferimento al ruolo svolto dall’India in Afghanistan per lamentare lo scarso impegno profuso dalle potenze regionali, quali appunto l’India, oltre che Russia, nella lotta contro il terrorismo. «Per Trumpnota Bhadrakumar – la priorità è porre fine a 17 anni di guerra in Afghanistan prima dell’inizio della campagna elettorale per le presidenziali degli Stati Uniti, il prossimo anno. Probabilmente, le aspre osservazioni di Trump su Modi rappresentavano un sottile avvertimento contro qualsiasi tentativo indiano di ‘sabotare’ lo scenario emergente. D’altra parte, Imran Khan è oggi un partner insostituibile per Trump. Possiamo aspettarci una visita di Stato, o almeno ufficiale, di Imran Khan negli Stati Uniti nel prossimo futuro, in cambio del prezioso servizio che offre alle strategie regionali degli Stati Uniti».

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