sabato, Ottobre 24

Ad Hong Kong va in scena l’escalation della violenza Uno studente sparato in petto a bruciapelo, un supporter di Pechino dato alle fiamme. Tutto davanti alle telecamere dell’intero Pianeta

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La situazione attuale ad Hong Kong è la perfetta illustrazione di una cristallizzazione progressiva -ed in atto- tra Pechino da una parte ed il movimento della protesta dall’altra, quella che -nella letteratura corrente- viene definita ‘estremizzazione’ dei due fronti contrapposti.

Studenti che hanno perso la vista a causa di proiettili in gomma piena sparati dalle Forze di Polizia di Hong Kong, col corollario dei cartelli «Basta colpire la vista»; bande di supporter di Pechino, in maglietta bianca, da molti ritenuti essere componenti delle gang mafiose di Hong Kong, che picchiano con inaudita violenza ed a caso componenti giovanili nelle file della protesta. Poi abbiamo assistito a vetrine infrante, occupazione dell’Aula principale del Parlamento di Hong Kong con tanto di ‘oscuramento’ dei colori, dei simboli e della bandiera cinese.

Le Forze di Polizia hanno cominciato ad usare idranti con liquidi colorati in azzurro per poter identificare coloro che son scesi in strada per intraprendere attacchi nel corso della protesta nei confronti dei poliziotti di Hong Kong. I movimenti studenteschi e tutti coloro che hanno aderito alla protesta in strada che si protrae da svariate settimane, infatti, ha abbandonato il colore giallo degli ombrelli, la prima fase della gestazione della protesta stessa ad Hong Kong così come ha abbandonato la fantasmagoria di colori degli ombrelli e delle magliette per togliersi di dosso in toto la attribuzione mai accettata di ‘coloured movement adottando il colore nero a ricordo e menzione di coloro che sono stati variamente feriti e, a tutt’oggi, hanno anche perso la vita nel corso degli scontri tra componenti del fronte della protesta e membri delle Forze di Polizia di Hong Kong. Poi abbiamo visto tutti nel Mondo le scene dei focolai accesi in strada, della Polizia che usa lo spray al peperoncino in modo praticamente indiscriminato e un non più giovane supporter di Pechino cosparso di liquidi infiammabili e con le fiamme appiccategli addosso con un accendino. Una vera e propria escalation.

E tutto questo, nonostante i ripetuti inviti alla moderazione ed alla calma da parte del Capo Esecutivo di Hong Kong, Carrie Lam, progressivamente diventata figura ectoplasmatica sulla scena di Hong stretta tra i diktat di Pechino ed il fronte della protesta che non ha mai smesso di invocare le sue dimissioni, nonostante il tanto criticato provvedimento relativo all’estradizione di soggetti sottoposti a condanna in Hong Kong verso la Cina sia stato accantonato prima e del tutto cancellato poi.

Un ulteriore picco negativo è da registrarsi nella giornata di lunedì 11 novembre, quando un giovane manifestante è stato colpito in petto, a distanza ravvicinata, nella zona centrale che comprende i Campus universitari ed il Centro commerciale e finanziario di Hong Kong. In centinaia, con gli abiti da lavoro impiegatizio, sono scesi in strada, si son posti lungo i marciapiedi, gridando verso qualsiasi figura delle Forze di Polizia con l’epiteto: ‘Assassini’ in lingua cantonese. Nei Campus, compresa la Chinese University di Hong Kong, la Polythecnic University (PolyU), la University of Hong Kong (HKU) e la Hong Kong University of Sciences and Technology (HKUST), la Polizia in assetto anti-sommossa ha sparato gas lacrimogeni nel bel mezzo della protesta anti-governativa che nel frattempo aveva innalzato delle barricate nelle aree delle Scuole e delle Università di quell’area.

Il Governo di Hong Kong, in un comunicato stampa rilasciato lunedì pomeriggio, ha chiesto con urgenza ai manifestanti di restare «calmi e razionali». Poi continua: «I manifestanti fermino qualsiasi atto che possa minacciare la sicurezza delle persone e ostruire l’applicazione della legge da parte della Polizia». In un comunicato ufficiale della Polizia si afferma che nessuno dei propri uomini ha sparato alcunché e che un uomo era stato dato alle fiamme nel Distretto di Sai Wan Ho, nella parte orientale di Hong Kong, intorno alle 7,20 del mattino. Si aggiunge, inoltre, che i propri agenti hanno estratto le armi a Sha Tin e Tung Chung.

In precedenza, una trasmissione tv in diretta ha mostrato un agente di Polizia estrarre l’arma mentre cercava di trattenere un uomo mascherato in un incrocio stradale che era stato bloccato dai manifestanti. Un altro uomo mascherato si è avvicinato e poi l’ufficiale ha sparato nella zona del petto, lasciandolo cadere rapidamente a terra, stringendosi il lato sinistro del petto. Alcuni rapporti dicono che gli hanno sparato all’addome. Ma l’intera scena è stata il motivo dominante di tutti i servizi televisivi in tutto il pianeta. Qualche secondo dopo, l’ufficiale ha sparato altri due colpi durante una rissa e un altro uomo mascherato è caduto a terra, anche se il filmato mostrava in modo meno chiaro dove fosse stato colpito. La Polizia è stata vista, poi, trattenere i due uomini a terra. Accanto al primo, apparentemente più giovane, una pozza di sangue, il secondo uomo era cosciente e parlava. Tutto in diretta. Tutto veicolato nelle tv di mezzo mondo.

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