venerdì, Dicembre 13

Accordo Vaticano-Cina: svolta significativa prossima a nuova fase Il clima di tensione di questi giorni a Roma come a Pechino fino a Taipei potrebbe indicare che le posizioni delle due diplomazie di stanno avvicinando: ne parliamo con l’analista politico Ross Feingold

0

A che punto sono le trattative tra Chiesa cattolica, per tanto Vaticano, e Governo cinese?

La recente notizia che la Santa Sede ha chiesto ai vescovi Peter Zhuang Jianjian e Joseph Guo Xijin di andare in pensione, e che la Santa Sede ha concordato con le autorità cinesi che sarebbero stati sostituiti da due vescovi dell’Associazione Patriottica Cinese, ci dice che l’on-again e i negoziati non ufficiali tra la Chiesa cattolica e la Cina non solo sono in corso, ma potrebbero aver raggiunto una svolta significativa che può fungere da strumento per la costruzione della fiducia per la prossima fase dei negoziati. Certamente, se i due vescovi, messi sotto pressione, si dimetteranno e fossero rimpiazzati dai vescovi dell’Associazione Patriottica Cinese, la Santa Sede sarà criticata sia all’interno della chiesa che fuori dalla Chiesa da coloro che metteranno in dubbio l’impegno della Santa Sede nei confronti dei diritti umani e della libertà religiosa, senza considerare coloro che saranno preoccupati per l’impatto sulle relazioni diplomatiche della Santa Sede con Taiwan. Il cardinale Joseph Zen, vescovo in pensione di Hong Kong, è stato molto critico tramite una lettera pubblicata sulla sua pagina Facebook.

In queste settimane alcuni osservatori hanno rilevato che c’è malcontento attorno a queste trattative, sia da parte cinese che in alcuni settori della curia romana. Cosa ci può dire in proposito riguardo la Cina?

I membri più conservatori del Partito Comunista, così come nell’apparato di sicurezza, sono preoccupati della possibilità dell’aumento dell’importanza del ruolo della Santa Sede nelle attività cattoliche in Cina, e certamente sono riluttanti a cedere ogni tipo di controllo della vita cattolica alla Santa Sede. Questa è una fonte di malcontento, anche se alla fine i funzionari governativi dovranno aderire alla decisione politica che prenderà Xi Jinping. Tra i membri della Chiesa, ci sono preoccupazioni su ciò che potrebbe accadere all’interno del clero, come dimostra la reazione ai pensionamenti proposti ai vescovi Zhuang e Guo. Inoltre, come nel caso del Cardinale Zen di Hong Kong, c’è chi ritiene che non sia corretto fare un accordo con un Governo la cui interpretazione dei diritti umani e la libertà religiosa è lontana dagli insegnamenti della Chiesa.

Parliamo a questo punto della nomina dei Vescovi dal punto di vista cinese?

Per il Governo cinese sarebbe una vittoria nella negoziazione dell’accordo se la Santa Sede nominasse vescovi graditi al partito. La Santa Sede, infatti, avrebbe fatto questa concessione molto significativa di ritirare forzatamente i vescovi al momento nominati e di accettare di sostituirli con quelli dell’Associazione patriottica cattolica cinese

E circa il malcontento da parte del resto dei cattolici nell’area?  Scorsa settimana si è sfiorato l’incidente diplomatico.

Forse a causa delle preoccupazioni riguardo al rispetto dei diritti umani e della libertà religiosa del Governo cinese, ci saranno critici che credono che la Santa Sede non debba accogliere le richieste del Governo cinese, in quanto tale decisione potrebbe essere non coerente con gli insegnamenti della Chiesa. Ma bisogna chiedersi se questo è un approccio realistico. La Santa Sede interagisce con leader e governi che hanno probabilmente effetti peggiori della Cina sui diritti umani. In effetti, i rapporti della Santa Sede e le potenziali relazioni diplomatiche con la Cina non sono diversi rispetto a quelli con le multinazionali o altri governi.

Visualizzando 2 di 4
Visualizzando 2 di 4

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore