lunedì, Novembre 18

Accadde Oggi: Yamaguchi, morte del sopravvissuto 4 gennaio 2010: muore l’uomo sopravvissuto alle due bombe atomiche

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Il Giappone conobbe una crescita industriale notevole a partire dai primi decenni del Novecento. Pur non avendo vissuto i fasti delle Rivoluzioni industriali e pur essendo quindi rimasta indietro rispetto alle nazioni europee, il Paese del Sol Levante bruciò le tappe in tempi piuttosto rapidi, portandosi subito all’avanguardia. Per fare ciò, si rese necessaria la creazione di una classe di tecnici, scienziati e ingegneri in grado di reggere i ritmi dello sviluppo e della competizione internazionale che, specialmente in tempi di guerra pressoché continua come la prima metà del XX secolo, sapessero stare al passo del progresso. Fra questi c’era Tsumotu Yamaguchi.

Egli era un ingegnere che lavorava per la Mitsubshi Heavy Industries. Era a Hiroshima per un viaggio di lavoro il 6 agosto del 1945 e si trovava a 3 chilometri da dove la prima bomba atomica fu sganciata. Riportò danni serissimi e ustioni su tutto il corpo ma riuscì a salvarsi. Dopo pochi giorni di ospedale era tempo di tornare a casa. Purtroppo per lui, la sua città d’origine era Nagasaki e proprio lì si trovava il 9 agosto del 1945, quando gli americani lanciarono il secondo e ultimo ordigno nucleare. Incredibilmente, Tsumotu Yamaguchi riuscì a salvarsi anche questa volta, pur rimanendo costretto a dover fare i conti con gli effetti dell’esposizione alle radiazioni atomiche per il resto della sua vita.

Divenne così un attivista contro la proliferazione delle armi atomiche, testimone di quanto atroce e inumano possa esserne l’utilizzo. Scrisse libri e partecipò a conferenze per sensibilizzare sull’argomento. Nonostante le due bombe, visse ancora a lungo ma il 4 gennaio del 2010, a causa di un tumore allo stomaco – probabilmente legato a quei maledetti giorni dell’agosto 1945 – morì. Alla fine ha vinto la bomba, ma Tsumotu Yamaguchi è resistito abbastanza a lungo da poter testimoniare al mondo l’assurda violenza dell’uomo.

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