sabato, Dicembre 14

Accadde Oggi: Vidovdan, il giorno della Serbia 28 giugno: il giorno di San Vito, pieno di ricorrenze nella storia serba

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Pochi giorni sono più legati alla Storia di una nazione più del Vidovdan per il popolo serbo. Il giorno di San Vito si celebra il 15 giugno del calendario ortodosso, che corrisponde al 28 giugno di quello gregoriano. Un grandissimo numero degli snodi della Storia serba hanno avuto luogo, con una precisione a tratti sconcertante, il 28 giugno di secoli ed epoche diverse fra loro.

A partire dal primo, il 28 giugno 1389, quando una coalizione di popolazioni slave, a guida serba, si scontrarono contro l’Impero Ottomano, nella battaglia della Piana dei Merli (Kosovo Polje). Nonostante una grandissima prova di coraggio e dedizione, la coalizione slava si vide soverchiata dalle forze ottomane, che potevano contare su un esercito molto più numeroso. Vincendo, gli ottomani fecero il proprio ingresso sullo scenario balcanico, sottomettendo buona parte delle popolazioni locali, compresi (anche se in un secondo momento) i serbi. Quella di Kosovo Polje è una battaglia che definisce l’identità nazionale serba, al punto da far rivendicare, il 28 giugno del 1989, il territorio dell’odierno Kosovo come puramente serbo, secondo un discorso tenuto dall’allora Presidente jugoslavo Slobodan Milosević, che verrà poi arrestato per crimini contro l’umanità, per essere poi trasferito, il 28 giugno del 2001, all’Aia per essere processato.

Il 28 giugno del 1914, a Sarajevo, il principe ereditario al trono asburgico Francesco Ferdinando e la sua consorte vennero assassinati da Gavrilo Princip, nazionalista panslavista. La coppia era giunta a Sarajevo per la ricorrenza del Vidovdan e della festa nazionale serba e qui trovarono la morte: il loro assassinio fu il casus belli che portò allo scoppio della Prima Guerra Mondiale. Quattro anni esatti dopo, il 28 giugno del 1919, venne firmata la pace di Versailles, che poneva definitivamente fine al conflitto. Dalla Guerra, l’Europa uscì completamente distrutta e occorreva ridefinire le entità statuali. Il 28 giugno 1921 venne firmata la Costituzione che istituì il Regno dei Serbi, dei Croati e degli Sloveni, primo nucleo della Jugoslavia. Il nuovo Stato univa le popolazione slave del sud e sarebbe poi diventato comunista nel Secondo dopoguerra. Nonostante l’ideologia comunista, emersero subito dei contrasti con l’URSS, sancite da un documento del Cominform pubblicato il 28 giugno del 1948, che portò alla rottura fra i due.

La stessa unità jugoslava, che pure durò per decenni, non era destinata a lunghissima vita: il 28 giugno 1990, per esempio, un progetto per una Costituzione croata (ancora jugoslava) eliminava, dal testo, il contributo del popolo serbo alla Storia della nascente Croazia. Era un atto simbolico, ma importantissimo in una terra in cui i simboli hanno valore di Verità di Fede. E, d’altronde, cosa c’è di più simbolico della fine di un’era dell’ingresso nell’ONU del neonato Montenegro, distaccatosi dalla confederazione con la Serbia via referendum, avvenuto il 28 giugno di quell’anno?

https://m.youtube.com/watch?v=no7YT4rN8j0

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