domenica, Aprile 5

Accadde Oggi: Urss e Giappone, fine della guerra 19 ottobre 1956: Dichiarazione congiunta sovietico-giapponese

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La Seconda Guerra Mondiale è durata sei anni, ma ne servirono altrettanti prima di risolvere molte delle questioni lasciate pendenti dagli scontri armati. Il Giappone fu, con la Germania, lo Stato che uscì peggio dal secondo conflitto mondiale: le bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki sono solo le ultime due – benché devastanti e decisive – ciliegine di una torta fatta di a più strati di distruzione e morte. Il trattato di pace che regolava la posizione del Paese del Sol Levante fu firmato a San Francisco l’8 settembre del 1951.

Ma non tutti i partecipanti alla conferenza di pace uscirono soddisfatti. L’Urss contestò pesantemente il Trattato di San Francisco e, attraverso il proprio rappresentante, Andrej Gromyko, spiegò i motivi dell’insoddisfazione sovietica: in particolare, riteneva che l’accordo di pace non escludeva il rischio di una rimilitarizzazione nipponica; che il Giappone stesse diventando una base americana (e in tempi di Guerra Fredda era un fattore da non sottovalutare); che non fosse giusto tenere fuori dalle trattative la Cina, alle prese con la questione di quale Governo ne fosse il legittimo rappresentante, fra Taiwan e Pechino; che si lasciava ancora irrisolta la questione delle isole Curili, contese fra Giappone e Unione Sovietica.

L’Urss e il Giappone rimasero formalmente in stato di guerra, senza relazioni diplomatiche e rapporti di ogni sorta. Questo fino al 19 ottobre 1956, quando, con la Dichiarazione Congiunta Sovietico-Giapponese, i due Stati posero fine allo stato di guerra che li vedeva coinvolti da ormai undici anni (l’Urss dichiarò infatti guerra al Giappone solo nell’agosto del 1945). L’Unione Sovietica si impegnava a supportare l’ingresso del Giappone nell’ONU. Si istituirono scambi culturali e rapporti commerciali privilegiati fra i due. L’Unione Sovietica, inoltre, riconobbe la sovranità giapponese su due delle isole Curili, Habomai e Shikotan, rimandandone, tuttavia, l’ufficializzazione, in un futuro trattato di pace fra i due. Tuttavia, a 62 anni di distanza, il trattato di pace non è ancora stato firmato.

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