lunedì, Settembre 28

Accadde Oggi: una seconda svolta per il Giappone 3 maggio 1947: entra in vigore la nuova Costituzione giapponese

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Alcuni sostengono che il Medioevo in Giappone sia durato fino alla fine dell’Ottocento. Se può sembrare un’affermazione bizzarra, basti pensare che molti tratti del XIX secolo giapponese sono effettivamente comuni a quelli dell’Europa medievale: una figura imperiale debole, sostituita da tanti poteri locali forti; una divisione dello Stato in feudi spesso rivali fra loro retti dagli shogun, l’élite militare del Paese. E solo con la cosiddetta Rivoluzione Meiji che il Giappone, nel giro di pochi decenni, attraversò un rapidissimo processo di modernizzazione che la portò al livello dei contemporanei Stati europei. Con la Costituzione dell’Impero Giapponese del 1889, lo Stato asiatico aveva adottato un assetto istituzionale con l’imperatore al centro, con un ruolo attivo, investito di qualità semidivine, e non mero rappresentante dell’unità giapponese. L’Imperatore era coadiuvato da una Dieta.

Questo assetto fu mantenuto fino al termine della Seconda Guerra Mondiale, quando, sconfitto dall’esercito statunitense, il Giappone fu costretto a modificare ulteriormente le proprie prerogative istituzionali: durante l’occupazione statunitense, venne stesa la nuova Costituzione, che entrò in vigore il 3 maggio 1947. La figura dell’Imperatore, così centrale negli anni successivi alla Rivoluzione Meiji, torna a essere puramente formale, garante dell’Unità e della tradizione giapponese, ma perde anche i connotati semidivini che lo avevano sempre accompagnato. La Dieta fu sostituita da un Parlamento bicamerale eletto dal popolo. La nuova Costituzione garantiva i diritti fondamentali di parola, religione e pensiero e fu modellata sullo stampo di quelle occidentali, motivo per cui fu talvolta osteggiata dai partiti più nazionalisti: la difficoltà di essere modificata, tuttavia, ha impedito fino a oggi di apportarne dei cambiamenti. Ma sono stati fatti tentativi anche recenti: il Giappone non è infatti dotato di esercito, poiché la nuova Costituzione esprime la più completa rinuncia alla guerra (articolo 9). Negli ultimi anni sono stati proposti emendamenti per far sì che il Giappone si dotasse di un esercito.

Così come il 1889, dunque, il 1947 costituisce una seconda pietra miliare della storia del Paese del Sol Levante.

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