giovedì, Ottobre 1

Accadde Oggi: un voto per l’ indipendenza 25 settembre 2017: si vota per l'indipendenza del Kurdistan

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Non più tardi di un anno fa, si faceva un gran parlare di indipendenza, referendum e autodeterminazione dei popoli, con riferimento alla situazione catalana, che, ancora oggi, stenta ad arrivare a un chiaro punto di definizione. Eppure, il 2017 non è stato esclusivamente l’anno della tentata indipendenza della Catalogna: una situazione molto simile ha avuto luogo in Kurdistan, nel territorio appartenente all’Iraq.

Il Kurdistan iracheno è una regione federale dell’Iraq. È solo una parte del territorio rivendicato dalla popolazione curda, tanto che loro si riferiscono a essa con il nome di ‘Kurdistan del Sud’. Rivendicano da sempre il proprio diritto a costituire uno Stato indipendente, ma, varie congiunture e interessi contrari hanno impedito a questa aspirazione a diventare realtà. Tuttavia, il ruolo svolto da militanti curdi a contrasto dell’attività dell’Isis hanno fatto tornare in primo piano la questione del Kurdistan.

La gente del Kurdistan ha quindi deciso di fare da sola, senza chiedere il permesso da Baghdad o l’appoggio internazionale. A Erbil (capitale del Kurdistan) e nelle altre città della regione si è quindi tenuto il referendum per l’indipendenza. Era il 25 settembre del 2017. I risultati della consultazione referendaria sono stati netti: ha votato a favore il 92,73% dei partecipanti, con solo il 7,27% di preferenze per il no. Si è inoltre registrata un’affluenza alta: il 72,16% degli aventi diritto si è recata alle urne.

Il quesito referendario, scritto in quattro lingue (curdo, arabo, turco e assiro) recitava così: «Volete che la regione del Kurdistan e le zone curde fuori dalla regione diventino uno Stato indipendente?». La formulazione della domanda è particolarmente interessante: la questione non riguarda solo il Kurdistan iracheno, ma tutte le aree abitate dai curdi.

Baghdad, come era prevedibile, non ha riconosciuto il referendum. Il popolo curdo, tuttavia, ha festeggiato l’esito della consultazione: è stato solo un primo passo?

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