domenica, Agosto 18

Accadde Oggi: un nuovo Stato nei Balcani 29 novembre 1945: nasce la Repubblica Federale Jugoslava

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L’area balcanica è, già di suo, una zona particolarmente complessa e intricata, con le sue mille culture, lingue e sensibilità che si intrecciano, si incontrano e si scontrano. Se fra le montagne che puntellano la penisola a nord della Grecia spirano i venti della Seconda Guerra Mondiale, la situazione si complica irrimediabilmente. Il Regno di Jugoslavia, che, fino ad allora, cercava di dare un minimo di ordine statale nel caos, era stato smembrato fra le varie potenze dell’Asse, il Re era in esilio e a porre un argine ai nazifascisti erano rimasti i partigiani comunisti di Tito e i Cetnici, le truppe dell’esercito regolare, ormai dissolto, rimaste fedeli al re – a loro volta in conflitto con i titini.

La situazione andò modificandosi nel 1944, quando, con l’accordo di Lissa, fra le altre cose, si stabilì che l’Armata Popolare di Liberazione della Jugoslavia sarebbe diventato l’esercito regolare del Regno, che, a fine guerra, sarebbe diventato uno Stato federale e democratico. Non si faceva menzione né del destino della monarchia, né di un futuro comunista della nuova entità statale.

Il 29 novembre del 1945, quando la guerra era ormai finita, venne proclamata la Repubblica Federativa Popolare di Jugoslavia (ribattezzata in Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia). Tito fu il suo primo Primo Ministro, per poi diventare Presidente nel 1953, fino alla sua morte nel 1980. La Jugoslavia era suddivisa in 6 Repubbliche (Serbia, Croazia, Slovenia, Bosnia ed Erzegovina, Montenegro e Macedonia) e 2 Province Autonome (Kosovo e Vojvodina) ed era riuscita, perlomeno sotto Tito, a non far prevalere una etnia sull’altra. Il motto era in effetti calzante: sei Stati, cinque Nazioni, quattro lingue, tre religioni, due alfabeti, un solo Tito. Alla scomparsa del maresciallo, tornarono a fare capolino i nazionalismi, che esplosero frammentando la Jugoslavia e mettendo a ferro e fuoco la Bosnia.

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