domenica, Luglio 21

Accadde Oggi: un dittatore in Sud Corea 26 ottobre 1979: assassinio del Presidente Park Chung-hee

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Oggi è piuttosto semplice indicare le differenze fra Corea del Nord e Corea del Sud, perlomeno da una prospettiva superficiale: Pyongyang è sinonimo di dittatura, socialismo, arretratezza tecnologica, povertà economica; Seoul, invece, richiama le idee di democrazia, capitalismo, sviluppo tecnologico e relativa prosperità. Gli anni successivi alla Guerra di Corea, in cui la penisola iniziò a dover fare i conti con la complicata realtà geopolitica che permane ancora oggi, furono piuttosto convulsi. Fra i protagonisti di quell’epoca è doveroso annoverare una delle figure più controverse della storia sudcoreana: Park Chung-hee.

Se la Corea del Sud è quella che si conosce, buona parte del merito e delle responsabilità vanno attribuite a Park. Di formazione militare e terzo Presidente della storia della parte meridionale della penisola coreana, Park Chung-hee riuscì nell’obiettivo di trasformare una delle aree più economicamente depresse d’Asia in una delle zone più prospere del continente, riuscendo a colmare il gap esistente con la più industrializzata Nord Corea, fino a superarla. Tuttavia, i suoi metodi non furono fra i più democratici, anzi. Ottenuto il potere a seguito di un colpo di Stato, istituì un regime blandamente liberale: il suo indirizzo era filo-americano, capitalista e pro-unificazione. Temendo di perdere il sostegno americano, scelse la via dell’autoritarismo: sospese la Costituzione, sciolse il Parlamento e conferì alla sua figura poteri dittatoriali. Eliminò le opposizioni ed ebbe così via libera, a scapito delle libertà e dei diritti della popolazione.

Il 26 ottobre 1979, per ragioni ancora da chiarire, Park Chung-hee venne assassinato da Kim Jae-gyu, il direttore della KCIA (Korean Central Intelligence Agency), il servizio di intelligence coreano. Durante un banchetto, freddò a bruciapelo il Presidente e i membri della sua scorta. Dichiarò di averlo fatto per la democrazia della Corea del Sud, messa in pericolo dalla condotta di Park.

Ancora oggi è difficile tracciare un ritratto esaustivo della figura di Park Chung-hee, la cui figlia Park Geun-hye è stata eletta Presidente nel 2012: la figura dittatoriale del padre non ha pesato sulla sua elezione.

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