sabato, Luglio 20

Accadde Oggi: Tupac Katari, un eroe nello spazio 20 dicembre 2013: TKSat-1 viene lanciato nello spazio

0

Tupac Katari è stato un leader della popolazione degli aymara, che, tradizionalmente abitava l’area compresa fra Bolivia e Perù. Nato e vissuto nel XVIII, il suo vero nome era quello di Julian Apaza. Era un sagrestano – la religione cristiana si era già diffusa su tutto il continente. Il suo soprannome deriva da due eroi a lui contemporanei: Tupac Amaru e Tomas Catari. Che cosa combattevano costoro e perché il giovane Julian ne rimase affascinato? Erano indigeni e combattevano contro i colonizzatori di origine europea. Per questa ragione, abbandonò la sua vita, cambiò nome e iniziò a combattere. La lotta fu durissima e Tupac Katari riuscì a tenere sotto scacco i colonizzatori, ma alla fine fu costretto a soccombere: morì a soli 31 anni, torturato e ucciso per squartamento nel 1781, ma divenne un simbolo e un eroe per gli indigeni.

Ben 232 anni dopo, il suo nome fa ritorno. Il mondo è molto diverso da quello lasciato dall’ex sagrestano aymara, ma la sua memoria continua a essere fonte d’ispirazione per le popolazioni indigene e per chi le difende. Il 20 dicembre del 2013, dal Centro Spaziale di Xichang, in Cina, il Tupac Katari 1 (abbreviato in TKSat-1) veniva lanciato fra le stelle. Si tratta di un satellite per le telecomunicazioni – per la telefonia mobile, la televisione e internet – che il Governo della Bolivia ha appaltato alla Repubblica Popolare Cinese. I cinesi si sono occupati di costruirlo e di finanziarne una parte, concedendo un prestito al Governo boliviano, che si è occupato di pagare il resto. Il satellite è entrato in funzione nel marzo del 2014, dopo tre mesi di prova.

Dopo secoli di storia, ecco che Tupac Katari continua a tenere unite le popolazioni indigene: un tempo con la forza del carisma e del suo esempio rivoluzionario, oggi con le reti di telecomunicazioni. E la Cina, intanto, continua ad aumentare la propria influenza.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore