domenica, Luglio 12

Accadde Oggi: Stalin, la fine di un dittatore 5 marzo 1953: dopo giorni di agonia, muore Josif Stalin

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Nel 1953, 8 anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, tutto il panorama politico era completamente diverso: ad esempio, fra gli sconfitti, la Germania era divisa in due Stati indipendenti, mentre l’Italia era ormai una Repubblica democratica. Fra i vincitori, il Regno Unito aveva messo alle proprie spalle l’era di Winston Churchill già nel 1945, appena terminata la Seconda Guerra Mondiale, mentre gli Stati Uniti, dopo la morte di Franklin Delano Roosevelt, avevano visto l’avvicendarsi di Harry Truman, responsabile del bombardamento di Hiroshima e Nagasaki, e di Dwight Eisenhower, eroe della Seconda Guerra Mondiale e fresco Presidente degli Stati Uniti.

Dei Tre Grandi che avevano partecipato alla Conferenza di Jalta e che erano dunque usciti vincitori dal conflitto, ne era rimasto solo uno: Josif Stalin. Era sopravvissuto alla guerra da assoluto dominatore dell’Unione Sovietica, che era riuscito a portare fuori dalle difficoltà della guerra a costo, però, di costi umani e materiali enormi. Aveva portato l’Urss a compiere quel ‘grande balzo’ nellojalt sviluppo tanto promosso dalla propaganda di regime, che aveva permesso a uno Stato con poca tradizione industriale a potersi mettere in competizione con gli Stati Uniti. I costi umani, anche qui, furono altissimi e tragici.

Nel 1953, comunque, all’età di 75 anni (ancora da compiere), Stalin è ancora lì. Finché nella notte fra il 28 febbraio e il 1 marzo fu colpito da un ictus. Le guardie non osarono entrare nella sua stanza, per timore, e così, quando venne scoperto, le sue condizioni erano ormai pressoché irrecuperabili. Dopo giorni di agonia, Josip Stalin morì: era il 5 marzo 1953 e oggi sono 65 anni dal suo decesso.

Venne ricordato da tutti i comunisti del mondo: ai suoi funerali parteciparono circa un milione di persone e 500 morirono schiacciate dalla calca nel tentativo di rendere omaggio a Stalin. Non erano ancora note, tuttavia, tutti i crimini di cui si era macchiato durante il suo regime, resi noti solo a seguito del XX Congresso del Partito Comunista sovietico da Nikita Chruščëv, suo successore.

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