giovedì, Novembre 14

Accadde Oggi: Somalia, la guerra infinita 4 dicembre 1992: Bush sr. manda le truppe in Somalia

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Sono 32 anni che la Somalia è attraversata da una lancinante guerra civile. Una buona metà della popolazione non ha mai vissuto in una condizione di pace. I soldati di oggi combattono un conflitto che è stato iniziato dai loro padri e che, di questo passo, verrà continuato dai loro figli. Con ogni probabilità, ci si è anche dimenticati delle ragioni iniziali del conflitto. Infatti, così come il mondo è cambiato radicalmente nel corso degli ultimi trent’anni, allo stesso modo il conflitto odierno è combattuto da ragioni diverse rispetto a quelle per cui era iniziato.

Tutto iniziò nel 1986, quando si scatenò una rivolta contro il regime di Siad Barre. A causa delle condizioni di salute e dal malcontento imperante, il leader somalo attuò politiche sempre più dure, al fine di indebolire le opposizioni e mantenere il potere: gli avversari, tuttavia, non fecero che rafforzarsi. Iniziarono una serie di scontri fra clan e movimenti a favore (o avversi) al regime di Siad Barre, che si tradusse nella guerra civile vera e propria. Nel 1990, nonostante l’intervento dei cosiddetti Berretti Rossi, la guardia fedele al Presidente, Barre uscì sconfitto e fu costretto ad abbandonare il Paese.

Con la fuga di Barre, nel 1991 il potere venne preso da Ali Mahdi. La guerra, tuttavia, non si concluse, ma anzi trovò nuova linfa nello scontro fra il nuovo Presidente e Mohammed Farid Aidid, signore della guerra. I due si contendevano il controllo di Mogadiscio. La questione si fece enormemente complessa, per i rapporti diplomatici poco chiari e per gli interessi economici occulti dietro le vicende politiche e militari che occorrevano in quel periodo. Chi tentò di indagare, come Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, pagò con la vita. Il 4 dicembre del 1992, George Bush sr. invia 28mila soldati in Somalia, contestualmente all’intervento dei caschi blu dell’ONU. La Guerra civile somala conosceva nuovi attori, ma non la sua fine.

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