lunedì, Aprile 6

Accadde Oggi: Ruanda, così cominciò il genocidio 6 aprile 1994: abbattuto l’aereo del Presidente ruandese Habyarimana

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Quando sentiamo la parola ‘genocidio’, siamo portati a pensare, un po’ per abitudine, un po’ per pigrizia, principalmente alla Shoah o, sforzandoci, al genocidio degli armeni da parte ottomana. Più in generale, la mente va a qualcosa avvenuto alcuni, se non molti, anni prima della nostra nascita e che, in un certo senso, appartengono a un tempo e a un contesto storico che non sentiamo nostro. Tuttavia, oltre a dimenticare anche altri luttuosi e tragici avvenimenti che possono essere fatti rientrare sotto quella triste categoria – come il massacro degli Herero in Namibia, nel 1904, considerato il primo della storia, o l’Holodomor, avvenuto in Unione Sovietica – la nostra mente ci induce nell’errore di non considerare quelli che sono, a tutti gli effetti, dei genocidi a noi contemporanei. Uno di questi ha, nella data odierna, il tragico anniversario del suo inizio.

Stiamo parlando del genocidio avvenuto in Ruanda nel 1994. La popolazione ruandese era (ed è) suddivisa in tre etnie: quella degli Hutu, maggioritaria, quelle minoritarie dei Tutsi e quella degli Twa. Hutu e Tutsi sono percorsi da un odio fortissimo, radicatosi nel periodo del colonialismo belga, quando gli europei irrigidirono le differenze fra i due gruppi sulla base delle proprie concezioni razziali e favorirono i Tutsi, tradizionalmente allevatori di bestiame e ritenuti più nobili. Alla fine del colonialismo, un rovesciamento del governo vide gli Hutu prendere il potere: si instaurò una dittatura. Le due etnie non si erano risparmiate in massacri nel corso degli anni, ma il peggio doveva ancora venire. Il 6 aprile 1994, il Presidente ruandese Juvenal Habyarimana, Hutu, in volo insieme al Presidente del Burundi Cyprien Ntaryamira, perse la vita: il loro aereo venne abbattuto in circostanze mai chiarite del tutto. Le colpe caddero immediatamente sull’etnia Tutsi (e sul loro leader Paul Kagame) che, per i successivi cento giorni, fu massacrata da milizie Hutu appositamente addestrate allo scopo. Si calcola che quasi un milione di persone – Tutsi, ma anche qualche Hutu moderato – perse la vita in quei giorni. La ferocia delle milizie, armate soprattutto di machete, unita alla completa impreparazione internazionale, favorirono quello che fu uno degli eventi più tragici nel già di suo tragico XX secolo.

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