lunedì, Marzo 25

Accadde Oggi: Öcalan arrestato, i curdi protestano 16 febbraio 1999: ambasciate greche prese d’assalto dai curdi dopo l’arresto di Öcalan

0

İmralı è una piccola isola turca situata nel mar di Marmara. Un tempo abitata da una popolazione di nazionalità greca, divenne, una volta abbandonata da questi, sede di un carcere che, data la sua particolare ubicazione, è riservato ai prigionieri ritenuti più pericolosi. Da qualche anno, questa prigione è riservata a un solo prigioniero: il leader del PKK, il Partito curdo, Abdullah Öcalan, per anni ricercato numero 1 del Governo turco.

È stato condannato all’ergastolo e sta trascorrendo gli ultimi anni della sua vita sull’isola, ma solo perché dal 2002 la Turchia ha abolito la pena di morte. Come sappiamo, infatti, il Governo turco considera il partito di Öcalan come illegale e la sua attività come terroristica, essendo ritenuta contraria all’integrità territoriale del Paese, soprattutto in conseguenza metodi di lotta talvolta violenti dei membri del PKK.

Il suo arresto fu la conclusione di un lungo peregrinare del leader curdo per i vari Stati europei, scortato dai servizi segreti greci, alla ricerca di asilo politico. Soggiornò anche a Roma, ma il Governo di d’Alema, per evitare ritorsioni da Ankara, non accolse tempestivamente la richiesta di Öcalan. Fu arrestato dai servizi segreti turchi in Kenya, a Nairobi. Venne immediatamente portato in Turchia.

I curdi di tutta Europa protestarono vivacemente e il 16 febbraio 1999 assaltarono, in segno di protesta, le ambasciate greche europee, accusando il Governo di Atene di aver, di fatto, consegnato Öcalan al nemico. Da allora, il leader curdo è sempre nell’isola di İmralı: ha modificato il suo pensiero, approdando a una posizione più di dialogo con il nemico turco, e ha stabilito, dal 2013, un cessate il fuoco, talvolta non rispettato.

Nel video, possiamo osservare alcune scene delle manifestazioni di protesta dei curdi in vari Paesi d’Europa, come la Francia, la Germania, l’Inghilterra, la Russia e l’Italia, dove furono particolarmente intense, tanto che arrivarono ad occupare l’ambasciata greca. In molti casi, queste manifestazioni si conclusero con arresti e perquisizioni.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore