lunedì, Maggio 27

Accadde oggi: Lugo, dalla diocesi all’ impeachment 22 giugno 2012: il Presidente paraguayano è costretto a dimettersi

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Il cardinale Richelieu e il cardinale Mazzarino hanno governato la Francia durante i Regni di Luigi XIII e suo figlio Luigi XIV, il Re Sole. Pur essendo porporati, hanno amministrato un grande Stato come quello francese del XVII secolo, ponendo le basi di quella che sarebbe stata la Francia moderna e creando un modello statale che sarebbe sopravvissuto per lungo tempo. Il loro ruolo religioso non interferì nella gestione del potere politico: per farla breve, la Francia non fu una teocrazia.

Con le dovute differenze, legate al luogo, al tempo e alle modalità in cui tutto questo è avvenuto, non bisogna cercare troppo indietro nel tempo per trovare un religioso che va a occupare la carica più importante di uno Stato. Nel 2008, infatti, Fernando Lugo, ex vescovo di San Pedro, in Paraguay, si candidò, vincendo, alle elezioni presidenziali del piccolo Stato sudamericano. La sua fu un’elezione storica, interrompendo un dominio di oltre 61 del Partido Colorado ed essendo il secondo Presidente paraguayano espresso da un partito di sinistra: fatto piuttosto singolare, considerando il fatto che a riuscirci è stato un religioso – benché vicino alle dottrine della teologia della liberazione. Per poter adempiere al nuovo ruolo, chiese, ottenendo, le dimissioni dallo stato religioso, chiedendo perdono a Papa Benedetto XVI.

L’anniversario che lo riguarda, tuttavia, non è dei più felici. Il 22 giugno del 2012 fu infatti costretto a dimettersi dopo che il Parlamento paraguayano votò la mozione di impeachment nei suoi confronti. Venne montato un caso poco chiaro, probabilmente orchestrato dalle opposizioni e dal suo ex alleato Federico Franco (che ottenne la Presidenza al suo posto), che costrinse Lugo – al quale non venne concesso tempo sufficiente per preparare una difesa – a lasciare il suo posto. Venne considerato, dall’ex vescovo e, ormai, ex Presidente, un vero e proprio colpo di Stato. Di questo parere furono anche molti dei rappresentanti degli altri Stati sudamericani.

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