giovedì, Luglio 18

Accadde Oggi: le sofferenze dei sopravvissuti 25 ottobre 1955: muore la piccola Sadako Sasaki, sopravvissuta di Hiroshima

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Le bombe di Hiroshima e Nagasaki segnarono la fine della Seconda Guerra Mondiale, ma aprirono un lungo e lancinante periodo di sofferenze per le popolazioni che, incolpevoli, furono esposte alle loro radiazioni. Il dolore e i patimenti, psicologici e fisici, a cui sono stati sottoposti i sopravvissuti alle esplosioni atomiche sono stati fra i più terribili che un essere umano abbia mai potuto esperire. Non è difficile credere che, secondo un certamente macabro paradosso, molti dei sopravvissuti siano stati più sfortunati di quanti, nelle immediate vicinanze dell’esplosione, morirono immediatamente o, addirittura, evaporarono a causa delle elevatissime temperature raggiunte.

Sadako Sasaki era una bambina di Hiroshima che, il giorno dell’esplosione, aveva due anni e mezzo di età. Sopravvisse alla bomba, rimanendo illesa. Si può dire che, per i primi tempi, fu fra i sopravvissuti fortunati: sul suo corpo non si manifestarono gli effetti dell’esplosione e, per alcuni anni, crebbe sana. Purtroppo, però, rimase a contatto con le radiazioni, che, ad anni di distanza, continuarono a infestare l’area. Inoltre, fu esposta anche alla terribile pioggia nera – una precipitazione di elementi radioattivi – che, poco dopo l’esplosione, si riversò sulla città di Hiroshima.

All’età di 11 anni, tuttavia, la piccola Sadako iniziò a manifestare i primi segni di sofferenza. Dopo averla visitata, i medici le diagnosticarono la leucemia, conseguenza dell’esposizione prolungata alle radiazioni atomiche: la sua abitazione era ubicata a meno di due chilometri dall’area dell’esplosione di ‘Little Boy’, la prima bomba. Iniziò un lungo e difficilissimo periodo in ospedale. Venne a sapere che, secondo una leggenda, chi avesse fatto mille gru con l’arte dell’origami avrebbe potuto esprimere un desiderio. Non fece in tempo: il 25 ottobre del 1955, presso la Croce Rossa di Hiroshima, la piccola Sadako morì. I suoi cari portarono a termine l’obiettivo delle mille gru di carta, seppellendole con lei.

Sadako Sasaki divenne simbolo di tutte gli atroci patimenti a cui furono sottoposti i sopravvissuti alle bombe atomiche. La guerra era finita, la sofferenza no.

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