lunedì, Gennaio 27

Accadde Oggi: l’Albania è indipendente 28 novembre 1443 e 1912: un giorno di libertà

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In Albania, il 28 novembre è festa nazionale: si festeggia la Festa dell’indipendenza e della bandiera (Dita e pavaresise, in albanese). Il 28 novembre del 1912, infatti, l’Albania ottenne l’indipendenza dall’Impero Ottomano. Ismail Qemal Bej Vlora, insieme ad altri 82 cofirmatari, ha dichiarato l’indipendenza dello Stato albanese dall’ormai decadente e sempre più frammentato Impero Ottomano, divenendo in tal modo il Primo Ministro dell’Albania.

Questa scelta fu legata al timore da parte albanese di veder persa la propria libertà nel contesto dello sgretolamento imperiale e la dichiarazione fu ratificata dalla Conferenza di Londra, che, nel 1913, segnò ufficialmente la nascita di questo Stato. Ma non è stato l’unico fatto importante per la storia della nazione albanese avvenuta quel giorno: il 28 novembre 1443, il principe Giorgio Castriota Scanderbeg vendicò il suo popolo e la sua famiglia a Croia (città di cui suo padre era principe), sconfiggendo i turchi-ottomani: questi ultimi avevano affidato a lui il compito di sconfiggere in battaglia il signore di Transilvania Janos Hunyadi, che aveva liberato la Serbia dal dominio ottomano.

Dal canto suo, il principe Scanderbeg, avvertito il suo avversario, si schierò, durante lo scontro, al suo fianco e insieme sconfissero il nemico turco. Scanderbeg è perciò ritenuto l’eroe nazionale del popolo albanese (il suo stemma araldico campeggia sulla bandiera) e il suo esempio fu di auspicio per le successive generazioni del popolo albanese. Anche quella che nel 1912 portò all’indipendenza l’amata Patria.

Nel video, possiamo ascoltare l’inno albanese, che da sempre infiamma gli animi e le speranze degli albanesi di tutto il mondo, che non dimenticano e mai dimenticheranno l’orgoglio e la fatica che costa essere liberi. Un costo che ogni albanese è fiero di aver pagato, perché, come disse il Principe Giorgio Castriota Scanderbeg: «Io non vi portò la libertà: l’ho trovata qui da voi».

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